Appunti per un sovranismo responsabile - di Alessandro Scipioni

Pubblicato il 23 settembre 2026 alle ore 21:19

Riprendiamo a disporre del nostro destino. Il sovranismo è l'unico strumento per tale scopo.

​Il nostro tempo è scandito da decisioni presa altrove. La politica ha smesso di appartenerci. È una sensazione che arriva sfocata ma pervasiva. Siamo pervasi dalla percezione di essere meri spettatori, consumatori, attori di un copione  scritto da altri, nei palazzi inarrivabili della finanza globale o per mezzo di indecifrabili algoritmi. Strumenti di un mercato che non riconosce alcun confine, non possiede pietà, è privo di radici.

Al contempo, non si può trovare la via d’uscita rifugiandosi nella nostalgia di un passato che non può semplicemente ritornare, né limitarsi semplicemente ad una critica populista.

La soluzione la si trova, molto più semplicemente, nell'assunzione di responsabilità. Nel ritrovato coraggio dei popoli fieri che ritirano la delega in bianco sul proprio destino. È da questa urgenza che parte la riflessione del libro Appunti per un sovranismo responsabile; un tentativo di iniziare un percorso di riflessione che vuole prendere atto della  realtà senza negarla, o peggio subirla.

Il punto non è chiudere le porte o erigere anacronistici muri, ma pretendere che gli Stati tornino a garantire la sovranità dei popoli. In questo contesto globalizzato solo gli Stati possono rappresentare l'ultimo baluardo della democrazia. Quando la politica abdica al suo ruolo primario, riducendosi a passacarte di decisioni calate dall'alto, a pagare il prezzo sono i cittadini, le famiglie, le piccole imprese che tengono viva la nostra economia reale.

La trasversalità del sovranismo si concretizza e si palesa nella difesa di un limite invalicabile fondamentale imposto dalle nazioni, di fronte al rischio, purtroppo sempre più concreto, di vedere l'umanità subordinata a logiche transnazionali che considerano gli individui consumatori, o utenti.

Esseri passivi e subordinati. 

Nel libro, arricchito dai contributi di pensiero dell'onorevole Riccardo Migliori nella prefazione e di Carlotta Andrea Buracchi Bresciani nella postfazione, ho cercato di spiegare come riconquistare la sovranità significhi, semplicemente, riprendersi la libertà di scegliere. Volere un'Europa che sia finalmente la patria comune dei suoi popoli, non una gabbia con le chiavi affidate ad una miriade di burocrati non eletti da nessuno. Vuol dire rimettere al centro il merito, il lavoro e la dignità di chi non si piega alle logiche del profitto e dell'omologazione.

Non è mia intenzione levare una chiamata alle armi ideologica, quanto piuttosto invitare a riaprire gli occhi, a far tornare in auge la grandezza della nostra millenaria civiltà. In un semplice concreto obiettivo, tornare a essere l'artefice del destino di noi stessi. Per evitare che il futuro degli italiani e degli europei venga stabilito inappellabilmente altrove. Lontano da noi. Contro di noi!

Per chi volesse conosce la rotta di questo viaggio controcorrente, il libro è disponibile e ordinabile direttamente sul sito di Passaggio al Bosco.

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