Ogni epoca ha i suoi simboli economici. Nel Rinascimento, il mecenatismo e i palazzi nobiliari; nell’Ottocento, le ferrovie e le ciminiere; nel Novecento, le grandi fabbriche di massa. Oggi, in un mondo segnato dalla concentrazione della ricchezza e dal progressivo svuotamento della classe media, i simboli passano per i marchi del lusso e per la loro capacità di resistere, o meno, ai mutamenti economici. Ferrari e Porsche sono due specchi di questa trasformazione: la prima incarna l’estetica intatta del super-lusso mentre la seconda testimonia la crisi di un modello ibrido, sospeso tra esclusività e accessibilità.