Politica e diritti


La fabbricazione dell'uomo misurabile. Seconda parte - di Ginevra Ruggiero

Lo studio della nuova applicazione del potere che viene definendosi all’inizio del XIX secolo, in funzione della quale si assiste al passaggio dalla pratica del supplizio e la sua spettacolarità alla procedura penale e amministrativa dei riformatori, fino allo sviluppo dell’architettura della prigione moderna, comporta una premessa fondamentale: il potere applicato non può essere dissociato dal sapere che ne deriva. L’impiego stesso del potere implica la costruzione di un campo di sapere su cui esercitarlo. L’oggetto da conoscere, individuato da Foucault nel prigioniero-delinquente, si struttura per mezzo delle dinamiche di potere che su di esso devono dimostrare di avere presa. E’ con l’osservazione diretta, l’analisi, la documentazione e l’individualizzazione del trattamento riservato al prigioniero che si mantiene attivo il controllo del sorvegliante e dell’istituzione penitenziaria all’interno della quale questi non è che parte dell’ingranaggio. E così si può anche ideare il modello della macchina-prigione in cui il potere diviene meccanico e automatico, funzionante attraverso uno stabilimento panoptico e una rete di meccanismi disciplinari diffusi.

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La fabbricazione dell’uomo misurabile. Prima parte - di Ginevra Ruggiero

In Sorvegliare e punire (1975), Michel Foucault, distingue le tre forme principali del potere, dall’età medievale, oltre la Rivoluzione francese, verso il XIX secolo: la prima è quella che vede, nel diritto monarchico, l’utilizzo della punizione come cerimoniale della sovranità, per il quale il suppliziato testimonia il misfatto sul proprio corpo in modo che il pubblico rimanga in uno stato di terrore nell’eventualità che capiti al prossimo; la seconda è quella tipica dei giuristi riformatori della seconda metà del ‘700, per i quali la punizione è una procedura per riqualificare i condannati e evitare la generalizzazione del crimine tramite un sistema di segni e rappresentazioni con cui ad ogni crimine è associato un castigo; la terza microfisica del potere riguarda il progetto di istituzione carceraria che intende la punizione come “tecnica di coercizione degli individui”, i quali, posti in uno spazio delimitato e inseriti in un quadro temporale preciso, sono costantemente controllati, sorvegliati e indotti per mezzo di protocolli e prescrizioni a lavorare in modo utile alla società.

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Oltre la propaganda – di Anna Lisa Maugeri

La politica dei giorni nostri è un grande bluff, o almeno è questa la percezione della maggior parte degli elettori e dell’opinione pubblica. Gli ingredienti principali di questo piatto amaro, che alimenta disillusioni e rassegnazione, sono sempre gli stessi: promesse elettorali puntualmente disattese e smentite ricorrenti di quanto affermato in campagna elettorale.

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LA COSTITUZIONE DELLA PACE - di Anna Lisa Maugeri

In un momento di forte tensione globale e di profonda incertezza riguardo all’epilogo dei conflitti in corso, un’interessante iniziativa del Comitato Italia Neutrale mira a ridefinire il ruolo strategico del nostro Paese nello scacchiere internazionale. I conflitti attuali mettono chiaramente a nudo la fragilità internazionale dell'Italia. Nonostante la nostra Costituzione solennemente "ripudi la guerra", non abbiamo leggi che ci proteggano dai conflitti tra grandi potenze. Per colpa dei vecchi patti militari, il nostro territorio nazionale viene usato troppo spesso come base logistica per le guerre altrui.

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Strage di Pizzolungo: memoria e testimonianza – di Anna Lisa Maugeri

Il 2 aprile 1985, poco dopo le 8 del mattino, la strada costiera di Pizzolungo, frazione di Erice, fu sventrata dall'esplosione di un'autobomba carica di tritolo. L'obiettivo dell’attentato era il magistrato Carlo Palermo, in servizio alla Procura di Trapani da soli 40 giorni. Il giudice uscì illeso dall'attentato, ma la furia dell'esplosione distrusse le vite di Barbara Rizzo, 30 anni, e dei suoi gemellini di sei anni, Salvatore e Giuseppe Asta, che stava accompagnando a scuola.

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