MAGNIFICA HUMANITAS! LA VOCE DI LEONE XIV SUL PERICOLO DELLA TECNOCRAZIA - di Guido Grossi

Pubblicato il 29 maggio 2026 alle ore 08:02

Ringrazio Glauco Benigni che porta la nostra attenzione sul tema con questo ottimo articolo, di cui consiglio la lettura : https://www.italiani.net/2026/05/25/enciclica-magnifica-humanitas-papa-leone-xiv-sulla-custodia-della-persona-umana-nel-tempo-dellintelligenza-artificiale/ 


Nelle prime due righe dell'Enciclica c'è, in tutta la sua dimensione, la drammaticità del presente. Eccole:

La MAGNIFICA UMANITÀ creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme.


Parliamo con le immagini

Questa sopra è prodotta da Chat Gpt e rappresenta il caos della Torre di Babele. Nella confusione, un'essere si erge al di sopra degli uomini e approfitta per imporre una sua volontà: molte lingue, molte persone, una visione (la sua). Non è minaccioso: è suadente. E' la risposta concreta a chi teme di non essere capace, non vuole decidere ma critica tutto e tutti. In fondo, desidera che altri decidano. La discordia è il telaio dove si tesse la trama del potere.


Chi vuole governare il Caos ha però anche un'altra faccia, molto meno suadente e ben più minacciosa, allorquando pubblica in 22 punti il manifesto della Tecnocrazia, col quale Palantir, avanguardia dei Tecnocrati, si arroga il diritto di governare il mondo. Di tanto ci informa Margherita Furlan, menzionata in questo articolo.  


Qui sotto, invece, sullo stesso tema del Caos, proponiamo la foto di un'opera intermente umana, visibile nel Duomo di Orvieto: scena del Signorelli sull'Apocalisse. Gli Arcangeli scatenano i Demoni che colpiscono gli Uomini. Qui puoi trovare una galleria di foto della Cappella di San Brizio : https://www.duomodiorvieto.it/duomo-di-orvieto/la-cappella-di-san-brizio.

Visitarla di persona è un'esperienza nutriente.

Vedere gli Arcangeli che danno ordine ai Demoni di colpire gli Uomini fa pensare, in prima battuta, a una punizione divina, molto coerente con la narrativa del Giudizio universale e dell'inferno presentato e vissuto come minaccia nell'ambito di una certa cultura.

Ma la stessa immagine può essere letta in chiave molto diversa: un'aiuto divino!  Un aiuto che arriva nell'unico modo divenuto compatibile con l'umanità a cui è stato fatto il dono del libero arbitrio. Liberi di scegliere il male, liberi di farci del male, l'ombra ci spinge a specchiarci in quelli che detestiamo e giudichiamo, mostrandoci spietatamente quanto dolore provoca la scelta quando non è sorretta da una Coscienza vigile. Gli Arcangeli inviano i Demoni, visibilmente presenti oggi qui sulla Terra, in mezzo agli uomini, a mostrarci l'orrore che può produrre una tecnica di cui non ci assumiamo collettivamente la responsabilità di gestione. Sarà allora asservita alla guerra totale, al genocidio, al transumanesimo.

Accade sotto i nostri occhi e non possiamo più ignorarlo.

Il messaggio di Leone XIV è coerente: a noi la scelta di restare umani, ricordando di condividere una natura divina che nessuna tecnologia può emulare, né sopprimere.  Il Papa richiama le Autorità al dovere di disciplinare normativamente l'uso della Tecnica, ora che è divenuta così potente e minacciosa.


Cosa può essere allora la Città dove Dio e l'Umanità convivono in armonia?

Chiedo un'immagine all'intelligenza artificiale e il risultato è il seguente. Prospettiva armonica in cui natura e tecnica si fondono, divinità e umanità convivono.

Convivono, ma se osservi bene scopri che non si guardano.

Allora torniamo a chiedere all'umano, ed ecco affacciarsi alla memoria il capolavoro di Michelangelo nella Cappella Sistina: la creazione di Adamo.

Potenza limpida di una creazione pittorica umana che col divino si guarda negli occhi.


A guardare i telegiornali, vien da dire senza tema di smentita che l'umanità non è pronta a prendersi le sue responsabilità, e il suo destino è segnato.

Forse, prima che le Autorità civili e religiose trovino tempo e modo per disciplinare normativamente l'uso della tecnica, la prepotenza deflagrante della tecnocrazia avrà trovato tempi e modi per distruggere l'umanità intera.

Il rischio è reale.

Quello che i telegiornali non vedono, però, è un'altra dimensione, tanto sottile quanto potente, che si spande inarrestabile presso una umanità diffusa, silenziosa e operosa, che costruisce cose di senso. Un'umanità che con le leggi degli umani non si trova più a suo agio, e avverte potente il bisogno di riportare nella modernità contemporanea e tecnologica il senso buono, antico e profondo, del Logos. Logos che con la tecnica può allora fondersi, dandole sostenibilità e coerenza.

Non una TecnoCrazia distruttiva, ma una TecnoLogia amorevole, al servizio di un'umanità che si prende Responsabilità delle cose e non la delega ai potenti di turno, buoni o cattivi che appaiano, né a un Dio onnipotente ed esterno, perché quella responsabilità vuole viverla e condividerla in prima persona, e sente nel proprio cuore profondo l'amore di un Padre che si è fatto uomo. 

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