Una Rivoluzione... in punta di piedi - di Gaia Lamanna

Pubblicato il 9 giugno 2026 alle ore 22:55

Il segreto per migliorare il mondo iniziando da noi stessi. Un inno al valore salvifico di un sorriso e dei piccoli gesti inaspettati, che fanno la differenza.


Siena, venerdì 5 giugno. Si è svolta all'Accademia dei Rozzi, nella sala della Suvera, la presentazione dell'ultimo libro del senatore Ugo Cappellacci "La rivoluzione gentile: verso la leadership della gentilezza", evento organizzato dalla Fondazione VisMederi.

Già il titolo appare molto esplicativo, efficace nel trasmettere il suo messaggio dirompente, che rappresenta il centro, il cuore pulsante dell'opera stessa. È un incoraggiamento a praticare l'umanità in tutte le sue espressioni, anche quando le circostanze spingono nella direzione opposta, un invito a far tornare di moda la nobiltà d'animo, in una società che manifesta un sempre più urgente bisogno di ricominciare a investire sulla solidarietà, l'inclusione e l'ascolto dei bisogni altrui, anche a telecamere spente. 

Le pagine di questo breve ma intenso racconto, il cui ricavato andrà interamente a sostegno dei bambini affetti da diabete di tipo 1, vogliono regalare uno spaccato di vita, attraverso un linguaggio poetico, intriso di insegnamenti ma al tempo stesso privo di retorica. E ci conducono tra le pieghe di un'esistenza ricca di sfide, di impegni professionali e politici e di esperienze trasformative legate al mondo del volontariato, che vogliono testimoniare un'assoluta verità: il potere sconfinato che scaturisce da azioni di gentilezza gratuita. Potere e gentilezza; l'accostamento tra questi due termini sembra dar vita a un ossimoro. Quante volte la gentilezza viene infatti associata alla fragilità, a un atteggiamento remissivo e poco audace? Questo perchè la parola "gentile" resta una delle più fraintese del nostro tempo; ma se il coraggio è la forza di stare dalla parte giusta accettandone le conseguenze, la gentilezza può essere definita come la capacità di farlo senza alzare la voce. Essere gentili è stare con la verità senza gridarla, è una forma di disciplina, come apprese Cappellacci a quattordici anni varcando la soglia della palestra di karate, è avere un pretesto per usare l'aggressività ma scegliere la via della misura, della ponderazione. "La gentilezza" si può leggere nel libro "è, in fondo, un atto di uguaglianza. È il gesto di chi, pur potendo guardare dall'alto, sceglie di guardare negli occhi. È il contrario dell'arroganza ma anche dell'indifferenza. È la forma più semplice - e più difficile - di giustizia."

Nel corso della serata il pubblico presente in sala è poi stato incoraggiato a riflettere su come siamo poco allenati ad ascoltare l’altro. Quante persone, durante una comune conversazione, si sforzano di capire davvero il proprio interlocutore, prima di concentrarsi sulla risposta da dare? Sarebbe interessante saperlo. 

Come ha spiegato bene l'autore durante la presentazione, oggi tutto il rumore da cui siamo assorbiti ha inevitabilmente sostituito il pensiero, l'ascolto e la riflessione, nell'era dei dibattiti televisivi e dei social network, in cui vince chi grida più forte, alla continua ricerca di una polarizzazione, nella tendenza costante ad estremizzare ogni punto di vista; d'altronde è molto più semplice parlare alla pancia del pubblico, per dividere, piuttosto che alla testa o al cuore, in una prospettiva costruttiva. 

Ma oggi ha ancora senso fare politica con gentilezza? La gentilezza è insita nel concetto stesso di democrazia, chi non riconosce la controparte non saprà mai fare una giusta sintesi e trovare una soluzione condivisa da tutti. A volte il compromesso è inevitabile. Ugo Cappellacci ha una storia coerente con il messaggio di cui si fa portatore, occupandosi di sanità, tema che in genere riesce ad unire anche parti contrapposte. La sua carriera professionale e politica, svolta al servizio della comunità e per amore della sua Terra di appartenenza, affonda le radici in valori solidi e autentici che costituiscono l'eredità morale ricevuta in dono prima dalla sua famiglia d'origine, poi dai suoi maestri di vita. Perciò conferma che sì, malgrado la percezione diffusa possa essere diversa, oggi la gentilezza resta una qualità vincente, sebbene controcorrente, più che mai necessaria e rivoluzionaria in tutti gli ambiti; e aggiunge, i consensi costruiti facendo leva su emozioni quali la rabbia e l'odio, sono certamente più immediati ma altrettanto effimeri. 

Per il senatore esistono però tre pilastri imprescindibili su cui dovrebbe fondarsi l'azione di ogni politico, poiché funzionali alla realizzazione di qualsiasi progetto: la Gentilezza intesa come capacità di riconoscere l'altro ("cuore che sente"), la Competenza ("mente che sa"), perchè un politico come un medico non si può improvvisare, e infine il Coraggio ("l'anima che osa") di fare scelte impopolari seguendo la propria voce interiore. Poi ovviamente c'è la passione, che distingue la politica dalla fredda amministrazione. 

Ma facciamo attenzione, l'autore non parla mai al pubblico di politica in senso stretto, durante l'incontro non intende schierarsi politicamente assumendo una posizione netta, il focus resta fermo sui valori e sui principi morali che fungono da filo invisibile di tutta la sua potente riflessione, come una bussola o un faro, necessari per non smarrire la direzione intrapresa navigando in acque, talvolta buie e burrascose, come quelle dell'esistenza umana. Infatti, un altro punto rilevante della sua narrazione è il rispetto della memoria, la gratitudine verso chi ci ha preceduto, come elemento essenziale cui aggrapparsi per costruire il futuro, sia individuale che collettivo, di una comunità che non rinnega se stessa, aperta all'accoglienza ma forte della propria identità. "C'è un momento, nella vita, in cui ci si accorge che la memoria non serve a tornare indietro, ma a restare interi”.

L’evento è terminato con un aperitivo, ma prima dei saluti, un invito rivolto ai giovani: non lasciate che il potere vi renda prepotenti, coltivate la gentilezza attraverso l'ascolto e il servizio. Solo così avrete dato un senso profondo alla vostra vita.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.