Che cos’è, come si affronta e a quale prezzo?
foto di MImzi da Pixbay
Cos’è l’autismo
L’autismo, o più precisamente i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD), è una condizione del neurosviluppo che influisce su comunicazione, comportamento e interazioni sociali. Non esiste un unico modo in cui si manifesta: ogni persona autistica ha un profilo unico, motivo per cui le terapie devono essere altamente personalizzate. Negli ultimi decenni le diagnosi sono aumentate, ciò è certamente dovuto anche ad una maggiore consapevolezza tra pediatri e specialisti. Tuttavia, le cause di questo boom restano in gran parte sconosciute, e il fenomeno dovrebbe spingere governi e istituzioni a investire seriamente in ricerca scientifica.
Cosa sappiamo (e cosa no) sulle cause
Un tempo l’autismo era mal diagnosticato e persino attribuito a “colpe genitoriali”, in particolare alle madri, etichettate ingiustamente come "fredde". Oggi sappiamo che non è così.
Le ipotesi scientifiche più discusse includono:
- Genetica
- Infezioni virali in gravidanza
- Malattie materne (diabete, problemi tiroidei)
- Inquinamento ambientale, pesticidi
- Vaccinazioni pediatriche (teoria controversa, senza conferme conclusive)
Quel che è certo è il dato italiano: circa 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico. Nei maschi, il dato è oltre 4 volte più frequente rispetto alle femmine.
Le principali terapie oggi in Italia
Le famiglie si trovano spesso a fare i conti con una realtà fatta di scarsi servizi pubblici, grandi disparità territoriali e spese elevate.
Le terapie più utilizzate:
- ABA: metodo educativo-comportamentale basato sul rinforzo positivo
- Logopedia: per sviluppare linguaggio e comunicazione
- Terapia occupazionale: per migliorare autonomia e abilità pratiche
Molta attenzione è rivolta anche all’alimentazione. Alcuni studi ritengono che determinati alimenti favoriscano infiammazioni a livello intestinale con ripercussioni sul sistema neurologico, come il glutine o l’eccessiva assunzione di zuccheri.
Il problema? Accessibilità limitata e centri insufficienti, specie nel Sud Italia o nelle aree interne. E ciò che dovrebbe essere garantito gratuitamente, spesso è solo disponibile a pagamento.
Scuola e sostegno: un sistema che arranca
Sebbene l’inclusione scolastica sia un obiettivo dichiarato, nella pratica molti insegnanti di sostegno non sono formati per lavorare con studenti autistici. A volte, nemmeno sono abilitati al ruolo. Alcune famiglie ricorrono a terapisti privati che affiancano il personale scolastico. Ma tutto ciò dipende dal dirigente scolastico e, ovviamente, è a carico dei genitori. In assenza di una vera continuità educativa, il lavoro fatto in un anno spesso va perso nel passaggio alla classe successiva.
Quanto costa vivere con l’autismo
In Italia, le spese legate all’autismo possono arrivare a 30.000 euro l’anno per figlio, tra terapie, supporto scolastico e figure professionali esterne. Il Servizio Sanitario Nazionale copre solo parzialmente i costi e spesso con liste d’attesa insostenibili. Le famiglie sono quindi costrette a rivolgersi a strutture private, creando disparità socioeconomiche enormi.
Il nodo politico: diritti negati, sanità inadeguata
Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione (art. 32), ma l’autismo sta diventando un settore dove la sanità pubblica fallisce e il privato cresce, spesso a fini di lucro. Le cronache hanno già evidenziato casi gravi di speculazione, come l'inchiesta in Sicilia del 2019 che ha svelato interessi politici nell’accreditamento di centri privati per intercettare fondi pubblici. La frase intercettata di un politico locale resta emblematica: “Benedetto autismo”.
“Cura” è diventata una parola proibita?
Negli ultimi anni, il concetto di “cura” riferito all’autismo è stato messo da parte, sostituito da un approccio che lo definisce solo come una “caratteristica” e non come qualcosa su cui intervenire. Ma se la scienza continua a cercare nuove soluzioni per malattie genetiche e oncologiche, perché negare lo stesso diritto alle persone autistiche? Fermare la ricerca o etichettare chi parla di “cura” come offensivo rischia di bloccare il progresso medico e terapeutico.
Un fenomeno in crescita. Ma il Paese è pronto?
L’autismo è ormai una vera emergenza sanitaria e sociale. Le diagnosi aumentano, la richiesta di professionisti esplode, e le famiglie pagano il prezzo economico, emotivo, organizzativo. L’Italia, ad oggi, non è adeguatamente preparata. Servono investimenti reali in:
- Ricerca scientifica
- Centri pubblici su tutto il territorio
- Formazione seria per insegnanti e operatori
- Accesso gratuito e garantito alle terapie
Il cambiamento è possibile, ma deve essere una priorità politica. E soprattutto, non può più essere lasciato sulle spalle delle singole famiglie.
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