Raffo, frazione del comune di Petralia Soprana (PA), sulle Madonie, è un importante centro minerario perché vi si trova una miniera di salgemma che dà un prodotto puro quasi al 100%.
Sull’importanza del sale per la nostra vita, anche di tutti i giorni, è superfluo soffermarsi. Qua vogliamo parlare di un nuovo e diverso uso di quello che in passato era definito “oro bianco”, un uso artistico, perché al pari del marmo di Carrara il sale viene usato per realizzare sculture.
Tutto è nato nel 2011 quando dei ragazzi di Raffo che avevano scelto di restare in Sicilia e di darsi da fare per valorizzare la bellezza e la cultura del loro territorio, si riunirono nell’Associazione Sottosale per far conoscere il proprio territorio in modo diverso, raccontando la presenza della miniera, del giacimento di salgemma e quindi dell’importanza della miniera per il territorio. Il progetto iniziale era semplice: volevano trasformare i vuoti della miniera, cioè le gallerie ormai dichiarate esaurite, in luoghi di memoria e di bellezza. Volevano che quello che era stato un luogo di lavoro importante per l'entroterra madonita, diventasse memoria, riscatto ma anche denuncia. Volevano raccontare la loro gente, la loro terra, con una storia positiva, una storia bella, una storia non di rassegnazione ma di riscatto, di crescita e di orgoglio. L'Associazione Sottosale incontrò difficoltà, finché non trovò un partner nell'Associazione Memoria e Territorio di Milano e riuscì a portare avanti questo progetto.
Oggi sono circa sedicimila coloro che ogni anno visitano il M.A.C.S.S., acronimo di Museo Arte Contemporanea Sotto Sale, l'unico museo al mondo allestito all'interno di un giacimento ancora attivo.
Determinante è stata anche la lungimiranza dell’Italkali di Palermo, la società concessionaria della Regione Siciliana per l’estrazione del salgemma, che ha dato in uso una galleria ormai dismessa all'uso estrattivo e fornisce i blocchi di sale agli artisti che vogliono cimentarsi.
Dal 2011 l'Associazione Sottosale organizza mostre biennali (l’ultima si è svolta a ottobre 2025) con artisti provenienti da tutto il mondo, che scelgono ognuno un blocco di salgemma estratto dalle viscere del giacimento stesso, lo portano all'esterno, lo scolpiscono secondo il loro estro e la loro fantasia, a volte anche la loro rabbia, il loro desiderio di denuncia.
Poi, una volta terminate, queste sculture vengono portate nelle sale del museo, cioè in miniera. Perché questo? Perché solo all'interno della miniera il sale resta integro, grazie alla temperatura costante intorno ai 18-20 gradi centigradi e al tasso di umidità vicino allo zero. Perché solo in un ambiente secco il sale può mantenersi integro.
Oggi il museo ospita circa 40 sculture che non sono soltanto delle opere da ammirare, perché il M.A.C.S.S. porta avanti un'idea di arte differente.
Solitamente gli artisti aspirano ad esporre le loro sculture nei grandi musei mondiali, qua invece c'è quasi una rivoluzione copernicana dell'arte perché l'arte non diventa motivo di orgoglio per l'artista, che viene osannato e lodato, ma diventa una specie di dono votivo alla terra stessa, perché il visitatore per conoscere le opere deve scendere agli inferi, possiamo dire, deve scendere nell'Ade, entrare nelle viscere della terra e fare anche i conti con le proprie paure, con i propri limiti. C'è quindi anche un'idea nuova di arte che vuole riportare la bellezza alla madre terra. Il museo si articola in diversi filoni tematici che trattano l'amore, la bellezza, l'aspetto geologico, la rinascita ma anche la fede, come nella galleria dedicata a Santa Barbara.
L'uomo riesce a trarre profitto da ciò che resta, che è il sale. Basti pensare che in Olanda nel 1400 con un chilo di sale si acquistava una casa.
Furono i Romani i primi a scoprire la presenza del sale nel territorio siciliano, e questo contribuì alla grandezza della monarchia prima, e della repubblica e dell'impero successivamente, grazie proprio al commercio del sale.
Oltre al M.A.C.S.S. gli abitanti di Raffo stanno avviando anche un percorso di riqualificazione del borgo, realizzando un altro museo, un museo vivente. Dicevamo della volontà di raccontare la loro gente con una storia positiva, non di rassegnazione ma di riscatto. Una delle testimonianze più importanti di questa voglia di riscatto viene dalle lotte contadine che nell’immediato dopoguerra infiammarono anche quest’angolo di Sicilia, per l’assegnazione delle terre a chi le coltivava. Lotte stroncate nel sangue, con l’aiuto degli sgherri mafiosi e la connivenza delle autorità.
L’episodio più noto e tragico è la strage di Portella della Ginestra, ma anche sulle Madonie si ebbero episodi di violenza, il più grave dei quali fu l’uccisione di Epifanio Li Puma, sindacalista assassinato dalla mafia il 2 marzo del 1948.
Dopo quasi ottant’anni, la memoria di Epifanio Li Puma è ancora molto viva nel suo paese, i membri dell'Associazione Sottosale ne hanno fatto uno dei loro simboli e vogliono raccontare con murales sulle case di Raffo la sua storia e quella dei contadini, una storia di riscatto e di coraggio, appunto.
Altre informazioni sul M.A.C.S.S. e sulle attività dell’Associazione SottoSale si possono trovare sul sito :
https://www.museosottosale.it/#museo-d-arte-in-miniera
e nella pagina Facebook che si intitola MCSS Museo Arte Contemporanea Sotto Sale:
https://www.facebook.com/groups/129594777736940/user/100051923781074/
*Ringrazio la professoressa Daniela Li Puma per le informazioni sul M.A.C.S.S., sulle altre attività dell’Associazione SottoSale e per le dettagliate spiegazioni delle opere.
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