A Capo d’Orlando un tesoro poco conosciuto.
Villa Piccolo, situata sulle colline di Capo d’Orlando (ME), è una dimora storica immersa in un parco di oltre venti ettari, oggi trasformata in casa-museo e centro culturale. Appartenne alla famiglia Piccolo di Calanovella e fu abitata dai fratelli Lucio Piccolo, Casimiro Piccolo e Agata Giovanna Piccolo, insieme al loro cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo. Costruita nei primi del Novecento e trasferita dalla famiglia da Palermo, la villa rappresenta un luogo in cui arte, letteratura, natura e spiritualità convivono armoniosamente.
La casa conserva gli ambienti così come erano vissuti dai suoi abitanti: le stanze dei fratelli Piccolo e quella riservata a Tomasi di Lampedusa restituiscono atmosfere intime e suggestive. Al loro interno sono esposte collezioni di dipinti, ceramiche, oggetti d’arte, armi antiche e fotografie, oltre a una ricchissima biblioteca e a un archivio storico con documenti e lettere autografe dello scrittore. La filosofia della famiglia era fondata sulla cultura come strumento di elevazione spirituale accessibile a tutti, principio che ancora guida l’attività della Fondazione Famiglia Piccolo, istituita nel 1970 e responsabile del museo inaugurato nel 1978.
Ogni stanza riflette la personalità di chi la abitò: quella di Lucio conserva fotografie e prime edizioni delle sue poesie; la camera di Agata Giovanna racconta la sua passione per botanica e arti domestiche.
Dalla finestra della stanza perennemente riservata a Tomasi di Lampedusa è possibile ammirare il profilo di Salina, ed è proprio la costante presenza di quest’isola che suggerì allo scrittore di chiamare Principe di Salina il protagonista del suo romanzo.
Particolarmente rilevante è la collezione artistica di Casimiro Piccolo, che comprende dipinti, fotografie e i celebri “acquerelli magici”, opere ispirate a un universo esoterico popolato da creature fantastiche. A lui è dedicata la “Casimiroteca”, uno spazio espositivo che presenta le sue opere giovanili, gli acquerelli magici e una selezione fotografica capace di rivelare la sua visione poetica e simbolica del mondo.
La biblioteca della villa raccoglie circa 2400 volumi e testimonia l’ampiezza degli interessi culturali dei Piccolo: filosofia, esoterismo, letteratura europea e italiana, scienze, riviste e testi rari. Tra gli autori presenti figurano Platone, Leibniz, Heidegger, Croce e Jung, insieme ai principali scrittori dell’Ottocento e del Novecento. La raccolta riflette anche una sorta di “gara intellettuale” tra Lucio Piccolo e Tomasi di Lampedusa nello scoprire nuovi talenti letterari.
Il parco rappresenta il cuore simbolico della villa. Progettato soprattutto da Agata Giovanna, è spesso definito un “orto botanico in miniatura” per la varietà di specie provenienti da tutto il mondo. Viali, pergolati e zone tematiche conducono il visitatore in un percorso immersivo tra natura e spiritualità. Il giardino esoterico, con i suoi sentieri simbolici, invita a un’esperienza contemplativa; il terrazzo settentrionale domina la piana e il mar Tirreno, con vista sulle Isole Eolie; la campagna circostante è coltivata ad agrumi e ulivi.
Tra i luoghi più suggestivi del parco vi è la “panchina di Lampedusa”, dove lo scrittore e Lucio Piccolo conversavano di letteratura, e il “cimitero dei cani”, spazio memoriale dedicato agli animali della villa. Più che luogo di lutto, esso rappresenta un simbolo del legame tra vita e morte e della visione spirituale dei Piccolo, convinti che i loro animali continuassero a vivere in altra forma. Le lapidi, decorate con fiori freschi, riportano nomi di ispirazione mediorientale, riflesso dell’interesse familiare per culture lontane.
Villa Piccolo appare così come un microcosmo culturale e spirituale: un luogo in cui arte, natura e memoria si intrecciano, offrendo ai visitatori non solo un’esperienza museale, ma un percorso sensoriale e interiore. Ancora oggi la dimora continua ad attrarre visitatori da tutto il mondo, testimoniando la vitalità di un’eredità culturale che unisce identità siciliana, apertura internazionale e ricerca del trascendente.
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