Congiunzioni astrali? – di Salvatore Azzuppardi

Pubblicato il 12 marzo 2026 alle ore 06:08

Cosa ha fatto si che in pochi anni nascessero tanti artisti di fama mondiale?

Dopo avere parlato del capolavoro spartiacque, The Dark Side Of The Moon, e prima di passare ad altri titoli miliari nella storia del rock e della buona musica italiana d’autore, ci preme ricordare che il meglio della produzione musicale moderna è uscito negli anni intorno ai Settanta, cioè dalla seconda metà dei Sessanta ai primissimi Ottanta. Anni ricchissimi e generosi, che a noi ventenni di allora hanno regalato una colonna sonora che i nostri genitori non hanno avuto e i nostri figli e nipoti hanno e avranno solo grazie all’eredità di quel periodo.

Prima di continuare questo excursus sugli album e i brani più significativi di allora, vogliamo condividere con i lettori una domanda che spesso ci poniamo pensando alla ricchissima produzione musicale di qualità di quegli anni. La domanda nasce dal fatto straordinario che i protagonisti di questo periodo sono artisti tutti nati nell’arco di un ventennio, dai primi anni Quaranta alla fine dei Cinquanta. Un ventennio (questo si, bello e positivo) in cui sono nati decine, forse centinaia, di artisti che con le loro musiche e i loro testi, hanno lasciato un segno indelebile non solo nella loro epoca, ma anche in quelle successive.  

Un numero che non ha uguali nella generazione dei nostri genitori. Infatti non sono molti i nomi che vengono subito in mente pensando ad artisti dei decenni precedenti: Louis Armstrong, Charles Aznavour, Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Nat King Cole, Edith Piaf, Glenn Miller e, sforzandosi, pochi altri.

Lo stesso, probabilmente, avverrà per quelli in voga oggi, in questo primo quarto di secolo. Quanti di loro fra cinquant’anni saranno apprezzati dai giovani di allora? Non lo sappiamo, ma certamente fra cinquant’anni saranno ancora ascoltati­­ e amati quelli che dopo aver deliziato noi ragazzi degli anni Sessanta-Settanta, hanno continuato ad essere apprezzati dai giovani venuti dopo di noi.

Tutti artisti nati, appunto, fra il 1940 e la metà degli anni Cinquanta.

Non sarebbe necessario fare un elenco, tanto sono noti e amati, ma lo facciamo lo stesso, come dovuto omaggio a chi ci ha regalato tante emozioni.

In ordine strettamente alfabetico: Claudio Baglioni (1951), Franco Battiato (1945), Lucio Battisti (1943), Edoardo Bennato (1946), Lucio Dalla (1943), Pino Daniele (1955), Fabrizio De André (1940), Francesco De Gregori (1951), Grazia Di Michele (1955), Eugenio Finardi (1952), Ivano Fossati (1951), Rino Gaetano (1950), Ivan Graziani (1945), Francesco Guccini (1940), Fiorella Mannoia (1954), Claudio Lolli (1950), Stefano Rosso (1948), Roberto Vecchioni (1943), Antonello Venditti (1949) e tanti altri.

E gli stranieri: Carlos Santana (1947), James Taylor (1948), Paul Simon e Art Garfunkel (entrambi del 1941), Bob Dylan (1941), Joan Baez (1941), Bruce Springsteen (1949) e altri.

E poi i gruppi:

  • i Pink Floyd, con Richard Wright (1943), David Gilmour (1946), Nick Mason (1944) e Roger Waters (1943). Senza dimenticare il fondatore, poi allontanato, Syd Barrett, nato nel 1946;
  • i Bee Gees, i fratelli Gibb, Barry (1946) e i gemelli Robin e Maurice (1949);
  • Crosby (1941), Stills (1945), Nash (1942) & Young (1945);
  • gli Eagles, con Glenn Frey (1948), Don Henley (1947), Joe Walsh (1947) e Don Felder (1947);
  • i Beatles, con John Lennon (1940), Paul McCartney (1942), Ringo Starr (1940) e George Harrison (1943);
  • i Rolling Stones, con Mick Jagger (1943), Keith Richards (1943), Brian Jones (1942) e Charles Robert Watts (1941);
  • i Led Zeppelin, con Robert Plant (1948), Jimmy Page (1944), John Paul Jones (1946) e John Henry Bonham (1948)

e molti altri.

La domanda è: Quale misteriosa congiunzione astrale ha fatto si che in meno di vent’anni nascesse un così alto numero di artisti che sono diventati storia già da vivi?

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