«Hitler non voleva sterminare gli ebrei, voleva solo espellerli dalla Germania.»
«Hitler non voleva sterminare gli ebrei, voleva solo espellerli dalla Germania e Husseini [n.d.r.: all’epoca Gran Muftì di Gerusalemme] andò da Hitler per dirgli: “se li espelli, poi verranno tutti qui”, e così Hitler gli chiese “cosa dovrei fare?” La risposta fu “bruciali”.»
Sono rimasto allibito, ascoltando dalla viva voce dell’attuale primo ministro israeliano queste parole, che se le avessi trovate sui media sociali mi avrebbero fatto scuotere la testa e chiudere la pagina, pensando a un montaggio realizzato con l’intelligenza artificiale.
Invece quel video è autentico ed è stato trasmesso durante una trasmissione di Rai3 che va in onda tutti i giorni alle 12.45. Si chiama Quante storie, ed è condotta da Giorgio Zanchini, che il 26 marzo scorso parlava di antisemitismo con una nota e stimata intellettuale ebrea, la professoressa Anna Foa, storica e già docente alla Sapienza. (https://www.raiplay.it/video/2026/03/Quante-storie---Puntata-del-27032026-79b0293e-7742-420c-b508-75435eeac40a.html).
L’argomento della trasmissione di quel giorno erano l’antisemitismo e la sua crescita da alcuni anni a questa parte. Crescita che secondo la Foa ha ricevuto un grandissimo impulso dalla sproporzionata reazione israeliana all’attacco del 7 ottobre. «Compiendo genocidi, compiendo crimini di guerra senza nessun rapporto con ciò che li ha suscitati» si è causata «una crescita dell’antisemitismo in tutto il mondo. Tutti gli ebrei del mondo pagheranno la guerra che Netanyahu sta lanciando contro l’umanità.»
È senz’altro apprezzabile l’onestà intellettuale con cui la professoressa Foa non ha esitato a chiamare col suo nome, genocidio, il trattamento riservato ai palestinesi dall’uomo che in quel video sembra invece volere riabilitare lo sterminatore degli ebrei. Lo stesso giudizio dato da David Grossman, che in una intervista alla Repubblica dell’1 agosto dello scorso anno, affermò «A Gaza è genocidio, mi si spezza il cuore ma adesso devo dirlo.» Per questo giudizio lo scrittore è stato attaccato e ha subito un forte ostracismo. Anna Foa ha ricordato che «dopo questa intervista i suoi libri sono stati boicottati, in alcuni casi dati alle fiamme nelle strade, una cosa assolutamente indegna, perché Grossman è uno dei più grandi scrittori di Israele, dalla nascita dello stato.»
Le parole di Netanyahu, pronunciate nel 2015, allora vennero giudicate «una grandissima sciocchezza» e «suscitarono l’ilarità degli storici», perché il fatto che il gran Mufti fosse un ammiratore del fascismo e del nazismo «non implica che fossero stati i palestinesi a volere la Shoà», ha ricordato la Foa. E anche se il suggerimento del gran Mufti fosse vero, nessuno costrinse Hitler a sterminare sei milioni di ebrei e altrettante persone di varie etnie, religioni, culture. Lo fece volontariamente.
Con quelle parole, però, Netanyahu ha gettato la maschera e senza rendersene conto si è messo allo stesso livello di Hitler, che «voleva solo» espellere gli ebrei dalla Germania, così come lui dice di volere “solo” espellere i palestinesi dalla loro terra, la terra che hanno abitato per secoli.
In Occidente sempre più persone, anche non antisemite, dopo lo sterminio scientemente perseguito del popolo palestinese, paragonano Netanyahu a Hitler e per questo si vedono accusare di antisemitismo e odio antiebraico.
D’ora in poi, quindi, i seguaci di Netanyahu e i difensori “a prescindere” di Israele, faranno meglio a prendere atto che è il loro stesso Beniamino ad avere autorizzato quel paragone, con le sue parole.
Se Hitler, che ha ucciso dodici milioni di innocenti non era cattivo, qual è la conclusione? Che lui, Netanyahu, che negli ultimi tre anni di palestinesi ne ha sterminati “solo” centomila, metà dei quali bambini, è un benefattore dell’umanità?
Sarei curioso di sapere cosa ne pensano di quelle parole la nostra Presidente del Consiglio e, magari, il Presidente americano. Ma forse è proprio per evitare certi imbarazzi che queste trasmissioni non le fanno in prima serata.
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