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In un Tempo di Resurrezione, tutto qello che accade spinge, insistentemente, verso scelte radicali
Le due guerre, in Ucraina e in Iran, possono finire solo quando l'Unione europea (o quel che ne resta) avrà riaperto i canali diplomatici e, soprattutto, i GASDOTTI con la Russia.
Il che avverrà di sicuro. Spero solo avvenga presto.
Una scelta forzata dagli eventi, di cui non avremo gran merito, ma che schiude la porta a relazioni socioeconomiche più distese nel resto del mondo.
Un nuovo ordine in cui gli attuali controllori occulti degli idrocarburi, GB e Israele, diventano marginali e si portano dietro il mondo che si autoproclama “progressista” ma che, guarda caso, è molto vicino ai “neocons” americani. Per curiosità, osserva la risposta di Google alla domanda: “chi sono i neocons e cosa hanno a che fare con i progressisti”.
Sistema di potere/dominio intrinsecamente legato al sionismo.
Sionista non vuol dire ebreo, e non si identifica con Israele. È qualcosa di estremamente più ampio, che conta su decine di milioni di cristiani sionisti, in America quanto in Europa, che usano Israele e il popolo ebreo come ariete, parafulmine e specchietto per le allodole. Sionisti: persone (maschere) ma anche entità, legate fra loro da un’attrazione fatale per il Potere e da una capacità straordinaria di organizzazione non appariscente. Che non vuole essere vista.
Puoi fare varie ricerche su internet, sul tema del sionismo e delle sue estensioni. Non c’è niente di occulto per chi vuole capire. Un tempo, la scienza occulta era volutamente riservata a una ristretta cerchia di iniziati. Oggi è a disposizione di chi si mette in ricerca. Oggi il significato di occulto deve tradursi in: stimolo alla comprensione paziente e faticosa di cose complesse.
Il Potere sionista controlla, in buona parte, e piega ai propri fini, le principali istituzioni moderne: la finanza sopra nazionale, per trarre energia immensa dal denaro creato dal nulla; i mercati finanziari, per distribuire questa energia agli adepti; la rete dei paradisi fiscali, per far perdere le tracce dei flussi di denaro; il sistema mediatico, le principali università e think tank, per imporre la propria narrazione che nasconde gli intenti e garantisce l’accesso ai posti di governo solo a persone fedeli; la rete delle multinazionali, degli organismi sopranazionali e delle ONG, per assicurarsi la fedeltà di un esercito di volenterosi, attratti da successo, soldi e potere; la potenza militare degli USA, della Nato e di Israele, per imporre con violenza la propria volontà a nazioni non allineate.
Ma, bada bene: quel potere è tale solo perché noi, tutti noi, con la nostra pigrizia e ignoranza, gli offriamo il nostro inconsapevole, scellerato consenso. Un potere/dominio che si nutre della estrema superficialità con cui affrontiamo piccole e grandi scelte quotidiane, apparentemente innocenti. Messe insieme, creano esattamente questa realtà distopica, di cui però attribuiamo la colpa al Tizio e al Caio di turno, governo ladro!
Torniamo all’Europa.
La scelta (forzata) di riallacciare relazioni diplomatiche e commerciali con la Russia rappresenta l’unica soluzione possibile al dilemma del suicidio in cui si è infilato il vecchio continente con le sanzioni e il sostegno infinito alla guerra. È però, allo stesso tempo, una chiave che apre al mondo intero la porta di relazioni commerciali e politiche basate non più sulla fuffa della finanza, ma sull’economia reale: produrre e scambiare cose concrete nell’ambito di relazioni volte ad una collaborazione tanto difficile, quanto necessaria.
C’è un evidente interesse globale a questa soluzione, perché sdogana agli occhi di tutti la nuova realtà: il mondo è multipolare. Non c’è più un impero che usa la globalizzazione per imporre la propria volontà, i propri standard e il predominio degli interessi del capitale sulla vita degli umani.
Perché questo compito proprio all’Europa, in un momento in cui sembra non conti più nulla?
Mai come oggi nano politico sullo scacchiere internazionale, il Vecchio Continente interpreta invece uno snodo ancora fondamentale, per quanto in declino, sul piano commerciale ed economico. La globalizzazione come l’abbiamo vissuta ha visto nel modello istituzionale dell’UE un meccanismo perfetto, estremamente funzionale ad anteporre i privilegi del capitale e delle merci sugli interessi delle popolazioni, fino all’attuale suicidio.
L’Europa conta sul piano culturale. Sicuramente in quei luoghi in cui si è abituati a distinguere fra azioni estemporanee della leadership di turno (oggi totalmente squalificata agli occhi del mondo), e millenaria tradizione di pensiero politico, economico e sociale, che imbeve la cultura dei popoli europei e si irradia nel mondo.
Un Europa che, per scelta o per necessità, prende atto della propria autonomia – tanto dagli eserciti USA quanto dalla finanza anglosassone - resta occidentale e amica degli Usa, ma si sente libera di avere relazioni commerciali e politiche con il Sud e l'Oriente, vicino e lontano.
La scelta di riappacificazione con la Russia, forzata dal bisogno impellente di un’energia che il petrolio del Medio Oriente non potrà darci per anni a venire, non solo rimette l’interesse delle popolazioni al di sopra di quello dei capitali, ma rende evidente a tutti quanto obsoleto sia il modello istituzionale stesso dell’Unione, e quanto inadeguata la sua classe dirigente.
Dov’è l’ostacolo? Perché tutto non precede linearmente verso una soluzione ragionevole? Perché questo gioco delle parti in cui i potenti del mondo con una mano cercano accordi e con l’altra si scambiano bombe?
Per poter riuscire, il mondo deve liberarsi dal peso soffocante delle strutture di potere sionista che si sono radicate in profondità nella finanza, nei media, nei governi e nelle strutture sopra nazionali e, ancora più profondamente, nelle nostra incoscienza: mancanza di presenza di spirito.
Un peso soffocante che, nota bene, avvelena particolarmente gli USA e Israele e li spinge a guerre perenni, oggettivamente contrarie agli interessi delle rispettive nazioni.
Coscienze addormentate, che però stanno uscendo dal torpore e mostrano segni vitali tutte le volte in cui individui o gruppi bucano faticosamente il muro di omertà sostenuto dalla narrazione mainstream, e denunciano. Studiano, svelano, denunciano. E più la censura si incarognisce più coscienze si svegliano, e offrono un contributo.
Il potere oscuro che perde consenso, perché visto nella sua nuda assurdità, impazzisce, e tenta mosse disperate.
A mano a mano che le conseguenze negative dell’attuale sistema di potere emergono alla consapevolezza, la pretesa di controllo globale viene esercitata in maniera sempre più sfacciata, violenta e arrogante. Fino al genocidio; fino alla bomba atomica che, quasi certamente, disgraziatamente, vedremo usata.
Violenza e arroganza che incarnano alla perfezione il senso di rivelazione del nostro tempo. Apocalisse, svelamento, manifestazione.
Per troppo tempo abbiamo fatto finta non fosse vero. Sarà sempre meno possibile!
Ora la Verità oscena è sbattuta in faccia ad ogni umano che scelga di aprire appena uno spiraglio d'attenzione. L’evidenza diviene talmente orribile da non poter essere taciuta, o ignorata e relegata all’inconscio collettivo.
Certo è che avremo tanta violenza e tanta distruzione quanta ne sarà necessaria al risveglio.
Per questo temo che l’umanità debba vivere l’esperienza della bomba termonucleare anche nelle attuali generazioni, ancora troppo indifferenti al bene comune e troppo assuefatte alle comodità. Perché non sono gli eserciti, né la politica, a cambiare il senso del presente e del futuro, ma è piuttosto la Coscienza che prende atto della cruda realtà. Nel momento in cui “vede”, accende un fuoco di natura potente, divina, nel nostro cuore. Un fuoco sacro che impone azione, responsabilità, coerenza e, quando diventa fuoco collettivo, brucia con crescente intensità fino al raggiungimento dello scopo.
Sta accadendo.
In questa prospettiva, le due guerre che più da vicino ci riguardano, Ucraina ed Iran, diventano terreno di confronto e iterazione in cui le forze del male, se così si può dire, finiscono per rendere possibile il prevalere del bene.
Bolla speculativa, debito insostenibile, sbilanci immensi nelle partite correnti, distanza abissale fra miliardari e poveri e fra governanti e governati. Tutto è troppo squilibrato.
Una guerra globale per mantenere il controllo?
Ma i protagonisti della guerra resistono, e con la loro resistenza prolungano le conseguenze della guerra sull’economia e sulla finanza globale. Diviene più evidente il livello intollerabile e pericolosissimo della follia dei padroni del mondo, disposti a sacrificare non solo il benessere, ma l’esistenza stessa dell’umanità sui loro altari sacrileghi. Riferimento non casuale a veri e propri riti satanici che gli Epstein files rivelano a chiunque abbia il coraggio di vedere.
Non so se Trump, Putin e Xi abbiano concordato qualcosa. Non so se siano consapevolmente volte allo scopo le scelte di tanti altri attori di apparente minor peso internazionale, comunque coinvolti in questa che sembra una guerra di tutti contro tutti.
Chi vuole, può vederci un discreto movimento della Divina Provvidenza.
Una cosa è certa: tutto converge a minare alla radice le strutture di potere dominio attorno alle quali il sistema finanziario sionista ha potuto dominare il mondo negli ultimi tempi.
Fose non è solo una guerra fra potentati quella che abbiano sotto gli occhi, ma uno scontro titanico fra la coscienza dell’umanità che si risveglia, e un potere satanico che vuole tenerla addormentata.
Le figure che nell’immaginario collettivo europeo sono le più negative e improbabili: il folle Trump, il criminale di guerra Putin e il sornione egoista Xi, sono elevate a potenza dalla follia distruttiva di Netanyahu. A queste si aggiungono la resistenza dei Palestinesi e ora quella degli Iraniani, con le conseguenze devastanti sugli approvvigionamenti energetici, e quindi ricadute su tutte le catene produttive, cibo incluso.
Tutto converge a determinare l’obbligatorietà della scelta europea: se non vogliamo letteralmente morire di freddo e fame il prossimo inverno, dobbiamo riattivare gli approvvigionamenti del gas russo.
Non sarà una scelta facile quella che i “leader” europei sono chiamati a prendere, dopo tutto quello che hanno detto e fatto negli ultimi anni. Soprattutto perché percepiscono la loro fine.
Ognuno di noi può aiutarli. Elevando la propria Coscienza, intensificando il senso di responsabilità che osserva e guida le scelte quotidiane, piccole o grandi che siano, e le rende coerenti con il desiderio di Pace che alberga nei nostri cuori, in questo tempo di Resurrezione.
Superiamo la notte, che sarà tempestosa.
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