Come sta cambiando il concetto di scuola
La pandemia ha rappresentato un momento di svolta per molte persone, molte famiglie, molti paesi. Durante la chiusura, sono state sperimentate nuove modalità di apprendimento e di comunicazione, come la didattica a distanza e lo studio domestico. In molti casi, l’esperienza è risultata inaspettatamente positiva, permettendo a genitori e famiglie di considerare l’istruzione parentale, anche dopo la riapertura delle scuole. L’idea che l’istruzione possa avvenire in contesti diversi e non solo all’interno di un’aula, sta modificando il concetto di scuola e il rapporto famiglia/educazione è ora visto in modo diverso, contribuendo ad un’ampia trasformazione culturale. Oggi molti genitori desiderano partecipare all’educazione dei figli, personalizzare i metodi di apprendimento e integrare attività artistiche, motivati talvolta da necessità specifiche (bisogni educativi particolari, mobilità familiare, trasferimenti o soggiorni prolungati all’estero). Questo ha incoraggiato lo sviluppo e la diffusione di modelli d’istruzione meno rigidi di quelli conosciuti. L’istruzione parentale (o homeschooling) in Italia è scelta da una percentuale molto ridotta della popolazione scolastica totale (circa lo 0,2-0,3%). L’apice di adesione è stato registrato tra il 2018 e il 2021, con un passaggio da circa 5.000 a oltre 15.000 studenti, soprattutto nella scuola primaria. Dal 2021 in poi, i dati più recenti indicano una stabilizzazione attorno a 16.000 homeschooler.
Ad oggi, il panorama educativo comprende diverse possibilità:
- Scuole tradizionali: qui si intende l’istruzione classica gratuita guidata dallo Stato, che ha luogo in un’aula. L’insegnante conduce il flusso di conoscenza rispondendo ad un programma nazionale, applicato ad un gruppo di bambini/adolescenti che si uniformano al medesimo standard.
- Scuole paritarie: sono gli istituti privati a pagamento che offrono un servizio pubblico, riconosciuto dallo Stato con la Legge 62/2000, rilasciando titoli di studio di equivalente valore legale di quelle statali.
- Istruzione parentale (o homeschooling)
- Scuole parentali (o cooperative educative)
Cos’è l’istruzione parentale?
L’istruzione parentale o homeschooling è una forma di istruzione in cui la responsabilità dell’insegnamento ricade sui genitori, anziché su scuole pubbliche o private tradizionali. È un percorso flessibile e personalizzato, in cui i contenuti, i tempi e i metodi didattici possono essere adattati alle esigenze, ai ritmi del bambino/adolescente. In Italia è riconosciuta e legale e - come sancisce l’art. 30 della Costituzione - i genitori possono impartire ai propri figli un’istruzione equivalente a quella erogata dalle scuole classiche, purché rispetti gli obblighi di istruzione previsti dallo Stato, dai 6 ai 16 anni.
Come aderire I genitori devono inviare ogni anno una comunicazione al proprio Comune di residenza e alla Direzione scolastica regionale, dichiarando formalmente l’intenzione di provvedere all’istruzione dei figli, avere competenze e mezzi economici per garantirla e indicare la scuola dove il figlio sosterrà ogni anno l’esame di idoneità.
Esame Lo studente dovrà sostenere una verifica annuale, presso una scuola statale o paritaria, in qualità di candidato esterno. Il programma d’esame segue le indicazioni nazionali del Ministero dell’Istruzione, cioè gli stessi obiettivi didattici delle scuole pubbliche. Ai genitori è spesso richiesto di presentare il programma di studio svolto e/o un portfolio dello studente.
Controlli Ogni anno le famiglie possono essere soggette a controlli da parte delle autorità competenti, per verificare l’effettiva erogazione dell’istruzione.
Università L’istruzione parentale permette l’accesso all’università o altri percorsi accademici. Sostenendo gli esami di idoneità o di Stato previsti e superandoli, lo studente ottiene i titoli di studio riconosciuti a tutti gli effetti, per iscriversi ai corsi universitari.
Costi Variano in base alle scelte delle singole famiglie; se sono i genitori ad insegnare direttamente, le spese possono limitarsi all’acquisto di libri, materiali didattici e risorse online. Se ci si avvale di tutor privati, corsi online a pagamento, iscrizioni a scuole parentali o cooperative educative, i costi possono aumentare sensibilmente, fino a livelli simili a quelli di scuole private. Ogni famiglia costruisce il proprio budget in base alle esigenze educative e alle risorse disponibili.
Vantaggi L’apprendimento si svolge in un ambiente protetto e meno standardizzato, permettendo la partecipazione attiva dei genitori. L’approccio personalizzato e i ritmi flessibili, costituiscono gli aspetti più apprezzati. La possibilità di evitare dispersioni e ottimizzare l’organizzazione dei contenuti consente libertà di integrare esperienze pratiche, viaggi e progetti interdisciplinari. Grazie alla flessibilità, molti studenti sviluppano maggiore autonomia di gestione dello studio e maggiore capacità di approfondimento e alcuni riescono anche ad affrontare programmi di più anni in tempi più brevi.
Svantaggi L’aspetto relazionale nell’istruzione parentale potrebbe risultare manchevole o insufficiente ed è possibile che la socializzazione coi coetanei risulti ridotta, se non si ricorre ad attività di gruppo. Inoltre, per un genitore l’impegno richiesto è notevole: per garantire qualità e completezza, occorrono energia, tempo, doti comunicative, organizzative e didattiche.
Cos’è la scuola parentale?
Dal punto di vista giuridico e organizzativo, istruzione parentale e scuola parentale sono due forme diverse ed è importante distinguerle perché cambia la responsabilità dell’educazione e l’organizzazione delle attività. Per istruzione parentale si intende la forma d’istruzione prevista dalla legge italiana per cui i genitori si assumono la responsabilità dell’istruzione dei figli, senza iscriverli ad una scuola statale o privata. Sono loro ad organizzare studio, materiali, programmi, metodi ed eventualmente coinvolgere insegnanti nel percorso d’istruzione, sostenendone i costi economici.
La scuola parentale è una realtà diversa; non è formalmente una scuola tradizionale, ma un gruppo organizzato di famiglie che crea uno spazio educativo condiviso. Viene chiamata anche: comunità educante, cooperativa educativa o learning center.
Come funziona In una scuola parentale collaborano più famiglie che coinvolgono educatori o tutor e i ragazzi studiano insieme. Può avere una sede fisica, laboratori e attività collettive a contatto con la natura.
Legalità Dal punto di vista legale non è un istituto scolastico riconosciuto e la responsabilità educativa è comunque delle famiglie. Praticamente, ogni studente è formalmente “in istruzione parentale”, anche se studia in gruppo insieme agli altri.
Esami Poiché non sono scuole riconosciute dal sistema statale, gli studenti delle scuole parentali devono anche qui, sostenere gli esami annuali come candidati esterni. La differenza è che la preparazione avviene in forma collettiva.
Vantaggi Viene spesso scelta questa formula, poiché trova un equilibrio tra la libertà educativa e la socializzazione dei ragazzi. I piccoli gruppi permettono facilità di relazione con gli altri, attività creative all’aperto e personalizzazione. Molte nascono come associazioni locali di famiglie cooperanti; alcune sono piccole realtà territoriali, ma molto attive. Il fenomeno è in crescita, perché si preferiscono ambienti meno dispersivi, con più attenzione ai ritmi di apprendimento e ai metodi pedagogici alternativi. I più diffusi in Italia sono quelli ispirati a Maria Montessori, Rudolf Steiner (pedagogia Waldorf) e l’educazione in natura, chiamata anche outdoor education o "scuola nel bosco”.
Per approfondire: In Italia Erika Di Martino è diventata una guida d’orientamento nell’istruzione parentale libera e consapevole. Formatrice, imprenditrice e autrice, madre di cinque figli cresciuti fuori dal sistema scolastico tradizionale, ha trasformato la sua esperienza personale in una missione professionale. Ha fondato reti e realtà che offrono supporto a famiglie e a chi desidera conoscere un percorso educativo, basato su autonomia e apprendimento esperienziale.
https://www.erikadimartino.com
EDUpar È uno dei network italiani più conosciuti dedicati all’istruzione parentale. È una community fondata da Erika Di Martino e offre informazione e consulenza.
Fondazione Libera Schola È una rete educativa guidata da Erika Di Martino che promuove modelli di istruzione parentale. Organizza incontri, gite didattiche e iniziative per favorire la socializzazione tra studenti homeschooler.
https://www.liberaschola.org/cose-listruzione-parentale
LAIF È una delle associazioni italiane più attive sul piano giuridico e informativo. Si occupa di dati, ricerche e sondaggi e diffonde informazioni sulle procedure che riguardano il diritto educativo.
Homeschooling Italia È un portale di orientamento che offre servizi di tutor e consulenza burocratica, programmi di studio personalizzati e scambio tra famiglie di homeschooler.
https://www.homeschoolingitalia.it
Associazione In volo È una scuola parentale ispirata al metodo Montessori, fondata da un gruppo di famiglie che collaborano nella gestione del percorso educativo dei figli. Qui si punta sulla centralità del bambino, sull’educazione condivisa tra famiglie, ispirandosi al metodo Montessori.
https://www.youtube.com/@associazioneinvoloscuolapa1937
Letture consigliate: "Homeschooling: l’educazione parentale in Italia" (Erika di Martino) e "Il mondo è la mia classe" (Erika di Martino)
Fonti: Orizzontescuola.it
Erikadimartino.com
Controscuola.it
Scuola7.it
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