Tradizionale, Classico, Libri viventi, Project-based learning e Unschooling
I metodi pedagogici utilizzati dall’istruzione parentale, non sono da intendersi come una scelta alternativa statica e lineare, ma più come una tavolozza di possibilità di combinazioni, in cui interagiscono due o più metodi di apprendimento diversi. Nella Parte I di questa indagine abbiamo conosciuto il metodo Montessori, la pedagogia Waldorf di Rudolf Steiner e la Scuola nel bosco. Veniamo ora gli altri, considerandoli elementi attivi di programmi dinamici personalizzati. Tutti i modelli di apprendimento possono diventare forze cooperanti, organizzabili come singoli ingredienti di una ricetta.
Metodo Tradizionale È il modello scolastico più diffuso ed è la ripetizione di ciò che conosciamo: lezioni frontali, programmi uguali per tutti gli studenti, ruolo centrale dell’insegnante, libri di testo, interrogazioni e voti. È comunque il punto di riferimento di tutti gli altri approcci e spesso i genitori preferiscono questo tipo di scelta, distanziandosene in modo graduale.
Metodo Classico Ispirato alla tradizione greco-romana e medievale, in cui l’educazione scolastica si sviluppa in due fasi Trivium e Quadrivium. Nel Trivium il bambino sviluppa il pensiero con la Grammatica memorizzando conoscenze. Nella Logica, tipica della preadolescenza, impara a collegare sviluppando il pensiero critico e nella Retorica, in adolescenza, impara ad esprimere idee consapevolmente. Ne segue il Quadrivium, che approfondisce aspetti più astratti con Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica, affrontate non solo come tecniche, ma come modi per comprendere l’ordine e le relazioni della realtà. Il Classico è più strutturato rispetto ad altri metodi e l’attenzione è concentrata sul linguaggio e sul pensiero critico, sullo studio sistematico e progressivo e sull’uso di testi classici. Trivium e Quadrivium costruiscono le sette arti liberali e una formazione completa, che definisce l’apprendimento attraverso vari passaggi: dall’assorbire si passa al comprendere e poi all’esprimere, per cogliere le strutture profonde del mondo.
Metodo dei Libri viventi È l’approccio di Charlotte Mason, educatrice inglese di fine Ottocento, che utilizza la tecnica della letteratura, prediligendo i libri ricchi di descrizioni, storie, immagini e l’uso di un vocabolario ricercato. Si fonda sull’idea che l’apprendimento ideale si ottenga dal contatto diretto con la cultura e coi living books, opere letterarie, diari e racconti storici. Alla lettura segue la rielaborazione personale; viene incoraggiato il racconto, la scrittura, il disegno o la rappresentazione di ciò che è stato appreso, sviluppando comprensione, memoria e autonomia di pensiero. Si valorizzano la qualità più che la quantità, l’ambiente, il contatto con la natura, affiancando un’educazione artistica e musicale. L’adulto è visto come guida e mediatore tra il bambino e la conoscenza, e questo ruolo può essere svolto da una o più persone, a seconda del contesto e gli autori si trasformano in educatori indiretti. Il modello Mason è organizzato secondo quelli che vengono chiamati Curriculum, ovvero percorsi flessibili e coerenti di apprendimento che integrano lettura, esperienza, riflessione e crescita personale. Le lezioni sono brevi e concentrate al mattino, lasciando spazio nel pomeriggio a esperienze pratiche e creative. Vengono valorizzati il rispetto e la cura del bambino, le buone abitudini e ciò che serve ad appassionarlo all’apprendimento, trovando il metodo migliore per lui, senza obbligarlo né forzarlo. È un metodo equilibrato che mira non solo a nutrire l’intelletto, ma anche a coltivare la sensibilità e la dimensione interiore. https://www.charlottemasoneducation.org
Metodo di apprendimento a progetto (Project-based learning o PBL) È un metodo contemporaneo molto diffuso perché promuove la cooperazione tra i ragazzi e il lavoro interdisciplinare: si parte da un qualunque tema o problema reale per poi approfondirlo, incorporando le diverse materie per ottenere un modello definito, una ricerca specifica o una presentazione. Per esempio, costruire un orto per studiare ecosistemi, scienze, matematica e sostenibilità. https://www.tuttoscuola.com/lapprendimento-basato-sui-progetti-pbl/
Metodo Unschooling È la formula teorizzata dal pedagogista americano John Holt, che negli anni ’60 sostenne che i bambini imparano meglio quando sono guidati dalla curiosità naturale e non da un sistema di costante valutazione. Il suo approccio si fonda sull’apprendimento libero, privo di pianificazioni rigide, in cui il bambino è al centro e decide, indicando la strada al genitore. Le attività sono guidate dagli interessi individuali, in assenza di una struttura scolastica. È un approccio radicale, in cui si impara attraverso la vita quotidiana. https://www.johnholtgws.com
Il principio che ispira l’istruzione parentale è la centralità del bambino e il rispetto della sua unicità: la costruzione su misura di ogni percorso didattico si basa sull’osservazione dello studente, per tradurne la migliore formula, tra i diversi metodi pedagogici. L’obiettivo è soddisfare le singole esigenze, rispettando i ritmi, le abilità del bambino e sollecitando sempre il desiderio di imparare. Se colleghiamo la possibilità di combinazione di questi modelli al concetto di sintassi, possiamo dire che la scuola tradizionale ha una sintassi lineare che avviene inizialmente attraverso la spiegazione, per venire poi elaborata e allenata con l’esercizio e finalizzata in una fase di verifica. Diversamente, i metodi alternativi creano sintassi più circolari, esperienziali, narrative e interdisciplinari. Cambia quindi la relazione tra le esperienze di apprendimento, che in questa nuova concezione, propone un ordine più dinamico e rispettoso della straordinarietà di ogni essere umano.
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