Scuola nuova vita nuova - di Danilo D'Angelo

Pubblicato il 23 maggio 2026 alle ore 09:55

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Che senso può avere scrivere un libro sulla scuola e sui metodi educativi quando il mondo dei “grandi” va a rotoli, quando gli eserciti bussano alle nostre porte, il lavoro scarseggia e gli stipendi non ci fanno arrivare a fine mese?

Eppure un senso c’è, anzi, mi pare di poter dire che è l’unico senso che si possa definire tale. Piuttosto mi chiedo che utilità abbia sperare ancora che i nostri problemi vengano risolti dalla politica o dalla finanza. Ormai dovrebbe essere chiaro che queste due categorie sono interessate a far sì che tutto resti uguale e nulla cambi. Perché cambiare lo stato delle cose se questo li fa essere potenti e straricchi? Voi lo fareste?

In effetti, a voler essere sinceri fino in fondo, la causa dei danni all’ambiente e determinano il decadimento delle nostre società non sono le azioni dell’uomo, ma ciò che precede il nostro fare, cioè il modo in cui pensiamo, la struttura stessa della nostra mentalità egotica. Una struttura ormai consolidata nei secoli e che è molto difficile riconoscere e, di conseguenza, cambiare nelle fasce di popolazione adulte. Ma non nei bambini.

Gli studenti di oggi saranno gli esseri umani che reggeranno le sorti del mondo futuro e che tipo di persone saranno dipende dalla scuola e dalla famiglia, due entità che devono procedere di comune accordo.

Ma le famiglie oggi non hanno molte possibilità: o mandi i tuoi figli alla scuola statale oppure, se hai i soldi, in quelle private che non è detto siano “migliori” di quelle statali.

Di recente, però, si sono prospettate altre soluzioni incentivate dall’era Covid e dall’esodo dei docenti disgustati dalla piega che ha preso la scuola statale, come le scuole parentali, le scuole residenziali e altri tipi di istituti.

Sovranità Popolare, che ringrazio, mi ha offerto la possibilità di pubblicare alcuni stralci del mio ultimo libro intitolato “Scuola nuova vita nuova” nel quale descrivo il mio incontro con personaggi meravigliosi che hanno dedicato la loro vita all’educazione non solo insegnando, ma sviluppando metodi educativi che hanno al centro i bambini e la loro evoluzione nel contesto sociale, mettendo al centro i loro bisogni e non quelli di una società in declino e assoggettata alle regole del mercato.

Il mio obiettivo, che sto cercando di realizzare con l’aiuto di un paio di amici, è quello di offrire alle famiglie un’alternativa al sistema scolastico vigente. Non ho più voglia di criticare la scuola, ma mi sto spendendo per dare vita a un modo diverso di intendere l’educazione, dove coesistono le visioni da diverse angolazioni di ciò che dovrebbe e potrebbe essere l’educazione, in modo da dare ai nostri piccoli la capacità di interpretare la realtà in un modo completamente diverso dal nostro, senza che sentano il bisogno di sopraffare il loro prossimo, come la società competitiva attuale insegna, ma consci che il cambiamento potrà avvenire solo tramite la cooperazione e l’empatia, riconoscendo e rispettando l’unicità di ognuno.

Vi auguro una buona lettura.

Danilo D'Angelo

 

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