
DOSSIER N.2
Dal Donbass al Brennero, dal Vesuvio al Quirinale: anatomia di un sistema che alimenta l'estrema destra — dentro e fuori i confini nazionali.
EDITORIALE
Il filo che non vuoi vedere
C'è un filo. Lo vedi se lo cerchi. Parte da Roma, da quei palazzi dove si firmano decreti secretati su forniture militari all'Ucraina. Passa per le fiere d'armi europee, dove le stesse attrezzature vengono esibite fianco a fianco con i battaglioni che le impugnano. Arriva nei sotterranei di alcune città italiane, dove ragazzi di quindici anni imparano saluti romani e ricevono manuali di reclutamento neonazista. Risale lungo l'Appennino, attraversa la Pianura Padana, si incunea nelle valli altoatesine dove qualcuno sogna ancora confini che non esistono più.
"Lo Stato italiano finanzia la guerra. La guerra finanzia i
battaglioni. I battaglioni portano l'ideologia. L'ideologia atterra nelle scuole italiane."
Questo giornale ha deciso di raccontarlo tutto. Senza semplificazioni, senza false equivalenze, senza l'alibi del 'contesto complesò. I fatti parlano chiaramente: l'Italia è parte di un meccanismo che — direttamente o per inerzia — alimenta strutture politiche e militari di chiara ispirazione neonazista. Non lo diciamo noi. Lo dicono i report dell'OCSE, le inchieste del Parlamento Europeo, i dossier di Amnesty International, le analisi di London School of Economics, il lavoro quotidiano della rete antifascista italiana e internazionale.
Questo numero è il secondo di una serie. Non sarà l'ultimo.
LA MACCHINA DA GUERRA
Italia arma l'Ucraina: i segreti di Stato, i miliardi, il mercato nero
Eurosatory 2026: l'industria della guerra si vende in fiera A giugno 2026, al Salone Internazionale della Difesa e della Sicurezza di Parigi — Eurosatory — le principali aziende italiane del settore difesa hanno esposto sistemi d'arma, veicoli militari e tecnologie di sorveglianza. La presenza italiana è stata tra le più numerose di sempre. Tra gli espositori, alcuni sistemi identificabili come quelli ceduti o cedibili all'Ucraina erano in mostra pubblica, con presentazioni commerciali rivolte a una platea internazionale di acquirenti. Nello stesso padiglione, rappresentanti di unità paramilitari ucraine — inclusi uomini riconducibili a battaglioni sotto monitoraggio del CEIP e di Human Rights Watch — partecipavano come visitatori accreditati.
AZOV: DAL BUNKER DI MARIUPOL ALLA FIERA DI PARIGI
Storia, simbologia e internazionalizzazione di un battaglione neonazista
Azov nasce nel maggio 2014. Il fondatore è Andriy Biletsky, ex leader del Partito Sociale-Nazionalista d'Ucraina, che in un documento del 2010 dichiarava l'obiettivo di 'guidare le razze bianche del mondo in una crociata finale contro i semiti e i sotto-umani guidati da lorò. Il battaglione incorpora il simbolo Wolfsangel — variante runica usata dalle SS — nella sua iconografia ufficiale, insieme al Sonnenrad (Sole Nero), simbolo della Schutzstaffel hitleriana, variamente rimodulato ma riconoscibile.
Nel 2015 Azov viene integrato nella Guardia Nazionale Ucraina. Questa integrazione formale non ha eliminato l'identità ideologica del corpo: rapporti successivi di Amnesty International (2022), Human Rights Watch (2023) e del Commissario ONU per i Diritti Umani (2023) documentano episodi di torture su prigionieri, esecuzioni sommarie e uso di scudi umani imputabili a unità riconducibili ad Azov.
"Azov porta simboli delle SS, nasce da un'ideologia di suprematismo razziale, commette violazioni documentate dall'ONU. L'Italia invia armi senza sapere — o senza voler sapere — dove arrivano."
RETE ANTIFASCISTA ITALIANA — INCHIESTA SPECIALE
HAGAL, FORMAT 18 E I FIGLI DEL DUCE
Reclutamento neonazista in Italia: strutture, metodi, minori
L'Ordine Hagal è una struttura organizzativa neonazista attiva in Italia da almeno il 2018. Il nome prende ispirazione dalla runa Hagal — simbolo cosmologico nordico reinterpretato dall'esoterismo nazista — e opera con una logica di cellule indipendenti, difficilmente attaccabili come organizzazione unitaria sul piano giudiziario. Le cellule si trovano a Milano, Torino, Roma, Napoli, Palermo e in alcune aree dell'hinterland industriale lombardo e veneto.
La struttura di Hagal non si presenta come partito o movimento. Si camuffa da comunità culturale, da gruppo di fitness e arti marziali, da circolo storico. L'accesso avviene per cooptazione fiduciaria. I nuovi membri vengono selezionati nelle palestre, nelle scuole superiori, sui social network — in particolare su piattaforme di nicchia come Telegram e Discord. L'età media di ingresso stimata dalla Rete Antifascista è 16 anni.
Operazione Format 18
Format 18 è il nome in codice di un progetto di reclutamento neonazista tra i minori, intercettato tra il 2024 e il 2026. Il numero '18' è un codice standard dell'estrema destra internazionale: 1 = A (prima lettera dell'alfabeto), 8 = H: 'AH', Adolf Hitler. Il progetto prevede la distribuzione di materiali formativi attraverso canali Telegram criptati, l'organizzazione di raduni presentati come 'campeggi scout', e la progressiva esposizione degli aderenti a contenuti di violenza, suprematismo razziale e apologia del nazionalsocialismo.
"Età media di reclutamento: 16 anni. Canale di ingresso: palestre, scuole, Telegram. Denominazione del progetto: Format 18. La lettera AH non è un caso."
Nel corso del monitoraggio sono state documentate 47 cellule attive su territorio italiano, con una concentrazione nel Nord-Ovest (Piemonte, Lombardia) e un'espansione in atto nel Sud Italia — in particolare in Campania e in Sicilia, dove la crisi economica strutturale e la debolezza del tessuto associativo antifascista tradizionale rendono il terreno più fertile.
ROMA, 13 GIUGNO 2026
Due Italie si fronteggiano: corteo 'Remigrazione' vs antifascisti
Sabato 13 giugno 2026, alle 15:00, circa 600 persone si sono radunate in Piazza Venezia, a Roma, per partecipare al corteo 'Italia agli Italiani — Remigrazione Subito'. L'organizzazione era riconducibile a tre sigle: Fronte Nazionale Identitario, Azione Etnica Roma, e un collettivo di ultras di estrema destra.
Nel corso del corteo sono stati documentati almeno undici saluti romani eseguiti pubblicamente, l'esposizione di una bandiera con simbolo riconducibile al Fronte della Gioventù, e il canto di 'Faccetta Nera' e altri inni del ventennio. Nessuno dei partecipanti è stato fermato o identificato dalle forze dell'ordine presenti.
"Undici saluti romani, bandiere del Fronte della Gioventù, canti fascisti. Seicento persone in piazza. Zero identificazioni. Roma, 13 giugno 2026."
L'analisi dei presenti ha permesso di identificare tre componenti distinte: il nucleo ideologico duro (militanti di lunga data), giovani tra i 16 e i 25 anni (reclutamento recente), e professionisti tra i 35 e i 55 anni in abiti borghesi, senza simboli espliciti.
A circa 400 metri di distanza, circa 1.200 persone hanno partecipato al presidio antifascista organizzato da ANPI, Arci, sindacati di base. Lo spiegamento di forze dell'ordine era asimmetrico: maggiore concentrazione intorno al presidio antifascista.
CRONOLOGIA DEI CORTEI NEONAZISTI IN ITALIA (2024-2026)
• Aprile 2024, Milano: corteo 'Primavera Identitaria', 400 partecipanti, nessun fermo
• Settembre 2024, Verona: raduno internazionale, delegazioni da 9 Paesi europei
• Novembre 2024, Torino: aggressione a presidio ANPI da parte di militanti FNI
• Marzo 2025, Napoli: corteo con simboli neonazisti, 3 denunciati a piede libero
• Giugno 2025, Bologna: corteo bloccato da contromanifestazione
• 13 Giugno 2026, Roma: corteo 'Remigrazione', 600 partecipanti, zero fermi
BRENNERO E AUTODETERMINAZIONE
Sud Tirolo tra riforma cosmetica, secessionismo e Noiland
Il Sud Tirolo è una regione a statuto speciale con altissima autonomia. La comunità di lingua tedesca — circa il 69% della popolazione — ha ottenuto strumenti di tutela linguistica e culturale tra i più avanzati d'Europa. Eppure, una minoranza politicamente attiva non considera questi strumenti sufficienti. L'obiettivo dichiarato è l'autodeterminazione, nella sua forma estrema: la secessione dall'Italia e il reintegro nell'Austria.
La riforma 'cosmetica' del 2025
Il governo italiano ha approvato nel 2025 una modifica dello statuto della Provincia Autonoma di Bolzano, presentata come storico avanzamento. L'analisi della London School of Economics — pubblicata nel febbraio 2026 nel quadro del progetto 'Minority Rights in Transition' — conclude che le modifiche sono 'prevalentemente simboliche': non aggiungono competenze legislative sostanziali, non ampliano le risorse trasferite alla Provincia, non risolvono i nodi più controversi.
"La riforma è 'prevalentemente simbolica'. Non aggiunge competenze sostanziali, non risolve i nodi controversi. Così la definisce la London School of Economics nel febbraio 2026."
Noiland e il progetto secessionista digitale
Noiland è un movimento politico-culturale comparso nel 2023. Opera principalmente online con video in tedesco, italiano e dialetto ladino che mescolano narrazione storica revisionista, immagini di paesaggio alpino e retorica identitaria. Il messaggio centrale è: 'il Sud Tirolo non è mai stato italiano nel cuore'. L'obiettivo dichiarato è il referendum di autodeterminazione. Dietro la sua produzione mediatica ci sono finanziamenti non trasparenti e legami con fondazioni pangermaniste con sede in Austria e Baviera.
Il confronto con la Catalogna è spesso citato dai secessionisti sudtirolesi. Ma il confronto è problematico: la Catalogna ha 7,8 milioni di abitanti, il 19% del PIL spagnolo, e una storia culturale millenaria. Il Sud Tirolo ha 530.000 abitanti e la volontà di secessione nei sondaggi 2025 non supera il 34% della popolazione residente.
LA SINTESI: IL FILO CONDUTTORE
Quattro livelli, un sistema, sei richieste politiche
Siamo arrivati al punto. Dopo sette sezioni di documentazione, analisi e testimonianze, il filo è visibile. Non è una cospirazione. È un sistema: una serie di scelte politiche, omissioni istituzionali e dinamiche sociali che si alimentano a vicenda.
Il sistema a quattro livelli:
1. INTERNAZIONALE: L'Italia finanzia la guerra in Ucraina senza end-use clause. Le armi raggiungono battaglioni neonazisti. Effetto: Legittimazione e finanziamento indiretto del neonazismo militare.
2. NAZIONALE: Sul suolo italiano crescono cellule neonaziste, reclutamento giovanile, cortei con saluti romani impuniti. Effetto: Normalizzazione del neonazismo come 'opzione culturale'.
3. TERRITORIALE: In Sud Tirolo il secessionismo etno-nazionalista usa la debolezza della riforma per radicalizzare. Effetto: Erosione del progetto di convivenza democratica plurilingue.
4. SOCIALE: La violenza giovanile strutturale al Nord e al Sud crea terreno fertile per il reclutamento. Effetto: Vettore di ingresso nell'estremismo per giovani senza prospettive.
Le sei richieste politiche:
1. TRASPARENZA SULLE FORNITURE MILITARI — Il Parlamento deve poter accedere all'elenco completo delle forniture all'Ucraina e ai meccanismi di tracciabilità.
2. END-USE CLAUSE OBBLIGATORIA — Ogni fornitura militare deve includere una clausola vincolante di utilizzo finale, con esclusione esplicita dei battaglioni paramilitari sotto monitoraggio ONU.
3. MESSA AL BANDO DELLE ORGANIZZAZIONI NEONAZISTE — Ordine Hagal, Format 18 e cellule affiliate vanno dichiarate organizzazioni illegali ai sensi dell'art. XII delle disposizioni transitorie della Costituzione italiana.
4. PROTOCOLLO ANTI-RECLUTAMENTO NELLE SCUOLE — Il Ministero dell'Istruzione deve varare un protocollo nazionale di prevenzione del reclutamento neonazista nelle scuole.
5. RIFORMA SERIA PER IL SUD TIROLO — Una riforma autentica dello statuto autonomo, con meccanismi di partecipazione trasparente di tutte le comunità linguistiche.
6. PIANO STRUTTURALE CONTRO LA VIOLENZA GIOVANILE — Il Decreto Caivano è insufficiente. Serve un piano pluriennale che combini repressione dei fenomeni violenti con investimenti massicci in istruzione e lavoro giovanile.
Il silenzio è una scelta. La memoria è una scelta. Questa inchiesta è una scelta.
APPENDICE: FONTI E DOCUMENTAZIONE
Tutte le fonti utilizzate in questa inchiesta, verificate e classificate
FONTI ISTITUZIONALI E LEGISLATIVE
• Legge 28 aprile 2022, n. 38 — Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina
• Legge 9 luglio 1990, n. 185 — Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento
• Regolamento UE 2022/880 — European Peace Facility, rimborsi ai contribuenti militari
• Parlamento Europeo, Risoluzione del 17 aprile 2019 sulla lotta al neonazismo in Europa
• Camera dei Deputati, atti parlamentari sulle forniture militari all'Ucraina (2022-2026)
RAPPORTI DI ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
• Amnesty International, 'Ukraine: Violation of Laws of War by Ukrainian Forces', 2022
• Human Rights Watch, 'Ukraine: Unlawful Tactics Endanger Civilians', 2022-2023
• ONU OHCHR, 'Report on the Human Rights Situation in Ukraine', 2023
• Transparency International Defence and Security, Ranking NATO 2025
• CEIP, 'Far-Right Groups in Ukraine', 2024
RICERCA ACCADEMICA E THINK TANK
• London School of Economics, 'Minority Rights in Transition: The South Tyrol Case', febbraio 2026
• IAI, documento di lavoro sul rischio dispersione armamenti, 2024
• Eurispes, Rapporto Italia 2026 — capitolo violenza giovanile
• ISTAT, Annuario Statistico 2025
• Ministero della Giustizia, Statistiche sulla giustizia minorile 2025
FONTI GIORNALISTICHE E DI MONITORAGGIO
• Bellingcat, 'Azov's International Connections' (2021, aggiornamenti 2023-2024)
• Der Spiegel, 'Der Krieg und die Neonazis' (2023)
• The Guardian, 'Ukraine's neo-Nazi problem' (2019, nuova edizione 2023)
• La Repubblica, inchiesta sui finanziamenti militari italiani all'Ucraina (2024)
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REDAZIONE
Direttore: Maurizio Torti
Editore: Sovranità Popolare
Grafico impaginatore: Cinzia Colotti
Immagini e ricerche: Stella Khorosheva
Correttore di bozze: Sergio Pomante
Stampa: StampaPrint
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Articolo realizzato per Sovranità Popolare — Dossier N.2 — Giugno 2026.
Dossier N.2 | Italia, Fascismo e Neonazismo in Ucraina | Giugno 2026
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