Giovanni Ritunno - Foto di Michele Giacalone
Nel mondo della marineria siciliana, il legame con il mare non è mai solo una questione di mestiere, ma un filo invisibile che unisce ricordi d'infanzia e progetti, passato e futuro. È il caso di Giovanni Ritunno, ex comandante della Siremar (storica compagnia di navigazione che collega la Sicilia alle principali isole minori), oggi in pensione, che ha deciso di dedicare il suo tempo a un’impresa impegnativa ma straordinaria: la costruzione di una barca a vela latina.
Il desiderio di realizzare una propria imbarcazione affonda le radici lontano nel tempo, tra le spiagge della sua terra: Favignana. Il Comandante ricorda con affetto come, da ragazzino, si recasse allo stabilimento Florio per recuperare le grandi latte usate per inscatolare il tonno. Con quelle latte, piegate e modellate, lui e i suoi amici costruivano piccole barche giocattolo, sognando di diventare armatori.
«Sono nato a Favignana, dove noi bambini vedevamo solo mare tutto intorno, di conseguenza i nostri giochi avevano sempre a che fare col mare e con la spiaggia. Essendo io figlio di pescatori, a casa mia si parlava sempre di mare, di barche e di pesca.»
Ritunno è cresciuto respirando l’odore della salsedine, ascoltando i grandi parlare di mare e di barche; è stato naturale per lui appassionarsi alla navigazione, diventata poi il suo mestiere, e alle barche a vela.
La barca a vela latina è un tipo di imbarcazione tradizionale mediterranea utilizzata nella navigazione prima dell’avvento delle barche a motore. La vela è triangolare ed è legata all’antenna (una lunga asta formata da uno o due legni) issata in modo obliquo, assicurando la punta inferiore della vela a prua.
Forma e assetto permettono alla barca di navigare bene anche controvento, offrendo una manovrabilità migliore e garantendo più stabilità ed efficienza rispetto alle vele quadre.
Le origini di questo sistema di navigazione sono molto antiche, probabilmente hanno la loro genesi nelle marinerie arabe e sono giunte a noi diffondendosi nel Mediterraneo tramite i Fenici e i Greci. Condurre una nave a vela latina richiede grande esperienza e capacità.
Oggi le barche a vela latina rivivono grazie ad appassionati e associazioni di maestri d'ascia, gareggiando spesso in competizioni sportive.
La Nascita di "Rusulia"
Rusulia nasce anche grazie al progetto tecnico firmato dall'Ingegnere Francesco Belvisi che racconta l’esperienza attraverso i propri account social: «Aver progettato una delle barche in legno più belle del Mediterraneo mi rende profondamente orgoglioso». L’Ing. Belvisi ha una grande esperienza, il suo è un lavoro che si muove fra Yacht Design e progettazione di sistemi robotici, materiali compositi sperimentali e tecniche costruttive rivoluzionarie applicate alla nautica, ma ammonisce: «Mai dimenticare le tradizioni. Sono loro la materia prima del futuro”».
Il percorso costruttivo è stato rapido ma intenso, con l’inizio dei lavori nell’aprile 2025 ed il completamento a novembre dello stesso anno. Ingegno, passione «e una piccola corte di artigiani straordinari – tiene a precisare Belvisi - : Salvatore Lapillo, il maestro d'ascia Francesco Bonanno detto il Vikingo, il velaio Emanuele Martinez, il nostromo Antonio Enea che ha traghettato i pezzi attraverso il Canale» .
Un dettaglio di pregio riguarda la coperta: anziché utilizzare il più comune (e oggi costosissimo) teak, il Comandante ha optato per il mogano Sapelli. Insieme all'amico Peppe Frettitta, Ritunno ha lavorato con maestria a Nubia (Trapani) per impellicciare la coperta seguendo la curvatura naturale della barca, una scelta estetica che conferisce all'imbarcazione un’eleganza d'altri tempi.
Ogni barca ha un momento critico: il primo contatto con l'acqua. Il Comandante ha effettuato un varo tecnico per verificare l'assetto e la linea di galleggiamento. Vedere "Rusulia" galleggiare perfettamente dritta è stata l'emozione più grande, la prova che il progetto era impeccabile. Dopo le ultime rifiniture e la verniciatura, la barca è pronta per il suo debutto ufficiale.
«Ho chiamato la mia barca a vela latina Rusulia, in ricordo di mia madre.»
Il nome della barca è un omaggio commovente alla madre del Comandante. "Rusulia" era il modo affettuoso, in dialetto siciliano, in cui suo padre chiamava la madre Rosalia. Un gesto che trasforma il legno e le vele in un tributo vivente alla propria famiglia e alle proprie radici.
Il varo ufficiale (con la benedizione rituale) è avvenuto il 16 maggio 2026 presso la Lega Navale di Marsala. Rusulia è pronta a salpare e navigherà a Marsala in occasione del 20° Campionato Italiano di Vela Latina. Insieme ad essa, gareggeranno nelle acque di Capo Lilybeo equipaggi provenienti da tutta Italia: Sicilia, Sardegna, Calabria, Toscana, Veneto, Campania, Lago Maggiore e, per la prima volta, anche Malta. Il campionato si svolgerà dal 18 al 21 giugno. Così, il sogno di Giovanni Ritunno si fa realtà, da progetto di cantiere a creatura del mare.
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