Energie che vanno. Energie che vengono - di Salvatore Salvai

Pubblicato il 23 giugno 2026 alle ore 22:48

Accentramento o condivisione

Quante volte osservando una persona ci è venuto in mente l’idea che sia piena di energia. A volte lo abbiamo solo avvertito interiormente senza tradurlo in pensiero. In verità quella che pare una semplice idea ha solide basi scientifiche, oltre ad essere riconosciuta nella moderna fisica quantistica. Il fisico tedesco M. Planck, poi Einstein, il nostro Faggin ed altri ne hanno studiato e scoperto le implicazioni nelle nostre vite. Il corpo umano infatti genera frequenze elettromagnetiche che determinano un campo biomagnetico che può arrivare fino a tre metri di distanza. Cuore e cervello in particolare emettono movimenti energetici che sono quantificabili dalle moderne attrezzature mediche. Spesso identifichiamo, a prima vista, il movimento come stessa fonte di energia. Proprio il significato etimologico della parola energia deriva dal greco. In azione, in movimento.

L’energia espressa dagli umani può avere una matrice positiva ma anche negativa a seconda di chi la genera e dal momento in cui viene espressa.

Nell’idea del nostro mondo capitalista occidentale l’energia è riferita invece ad un bene materiale che va scambiato e che genera un mercato. Anche questa può avere una valenza positiva o negativa approfondendone le caratteristiche.

È possibile delineare un possibile confronto tra queste due diverse dimensioni dell’energia? O trovare dei punti di contatto?

Nel campo energetico delle persone se esso è positivo causa benessere a chi le avvicina. Se negativo genera disagio, distacco, muri di difesa.

Nella positività l’energia aumenta per tutti. Nella negatività si disperde. Se positiva si crea unione e fraternità, se negativa si creano divisioni. Ed ancora può generare la diffusione circolare, la crescita, e l’autonomia personale. Nel contrario si crea la delega al potere centralizzato e la perdita del senso di responsabilità. Quanto ognuno di noi può diventare determinante in tutto ciò?

Nell’energia intesa dal mercato potrebbe avvenire qualcosa di similare anche se in ambiti molto diversi. La materia prima è divenuta per scelta dall’alto sempre più indisponibile, cara ed accentrata. In Natura sappiamo invece che è abbondante e disponibile. Le leve del potere mondiale creano la scarsità per tenere alti i prezzi ed attraverso questo meccanismo producono lucro finanziario privato e fiscalità rapinatrice per gli Stati (fonte Demostenes Floros in Crisi Energetica e Stagflazione, www.cese-m.eu). Alcuni esempi: la crisi di Hormuz, la borsa dell’energia di Amsterdam, la riduzione pensata e voluta delle produzioni estrattive, la riduzione a tavolino della produzione di miscele di gas e Gpl, il taglio delle produzioni nazionali di gasolio per trazione a favore di paesi dell’Asia come L’india; Il falso e truffaldino mercato libero della corrente elettrica e del metano; il carico fiscale statale sulle bollette dell’energia per famiglie ed imprese; le sanzioni alla Russia, la distruzione del Nord Stream, ed il contradditorio e contemporaneo spostamento di grandi investimenti verso l’industria di guerra. Con sopra il grande ombrello mondiale del Petro Dollaro che garantisce l’enorme debito degli USA e con esso la grande bolla speculativa con sedi a Londra e New York.

Energie che vengono. Energie che vanno.

Il processo era cominciato grazie al carattere capitalistico della Rivoluzione Industriale dell’800’. E con lo spostamento sempre maggiore di quote di produzioni energetiche dai territori locali europei al Medio Oriente. Da quelle politiche iniziò a intravedersi la divisione tra ricco mondo occidentale e futuro terzo mondo. E le conseguenti spinte colonialiste.

Oggi, con sempre più chiarezza, possiamo comprendere i tre principali fattori ed i risultati che costituiscono il mercato energetico:

La Geopolitica; La Finanza Globalista; Le Politiche Ambientaliste dette genericamente Green.


  1. La Geo politica. Spesso per mano militare il Medio Oriente è stato profondamente condizionato e diviso per permettere ai potentati finanziari di controllare le sue immense materie prime legate al Petrolio.

Per mantenere poi questo potere sull’energia mondiale l’Occidente ha, nei decenni successivi e fino ai giorni nostri, alimentato il Neo Colonialismo che ha corrotto i governi africani e del Medio Oriente. In quest’ottica si comprende perché i confini di diversi paesi sono stati tracciati sulla carta con un righello. Etnie, e popoli, tradizioni religiose e culturali sono state scientemente divise e scorporate per poterle meglio dominare. Molte delle guerre e delle tensioni di quelle regioni a cui abbiamo assistito ed assistiamo ancora oggi hanno queste premesse.

Quante energie umane e materiali sono state distrutte da questo disegno criminale?

  1. La Finanza è il vero motore che progetta, finanzia e controlla l’architettura globalista. Le energie del lavoro, le energie materiali si tramutano quindi in risorse speculative create apposta per garantire lucro e concentrazione di ricchezze. Assistiamo infatti alla crescita esponenziale di sceicchi e miliardari a scapito di stati e democrazie (Forbes 2026). Il tutto con la giustificazione che si vuole la libera circolazione di merci, capitali e persone. O moderni schiavi?

La materia energia peraltro si presta molto alla speculazione sia dei mercati finanziari che degli Stati complici se non assoggettati. Il suo consumo infatti è continuo e generalizzato. Garantisce quindi, nei tempi e nei modi, la possibilità di essere scambiata sui mercati e nelle borse. Inoltre può essere gravata di balzelli ed oneri fiscali applicati dagli Stati, che a loro volta rispondono alla finanza mondiale con lauti interessi sui debiti pubblici. Un fardello sempre più insopportabile che devia enormi capitali dal lavoro reale e dalle produzioni locali verso le congreghe parassitiche al potere. È di oggi la scelta della Banca europea di alzare i tassi d’interesse proprio nel momento in cui le persone comuni, che tutti i giorni devono far quadrare i conti delle loro famiglie, si ritrovano invece a costi dell’energia esplosi, bollette astronomiche e muti da pagare in aumento continuo. Che ne sanno i laboriosi cittadini che i prezzi di quelle bollette vengono determinate in Europa dalla Borsa di Amsterdam? Così come nella Borsa di Londra si decidono i prezzi del Petrolio ed altre materie prime.

  1. Le Politiche Green Ambientaliste. Se pur presentata come virtuosa politica mondiale rappresenta invece un complesso e contradditorio ingranaggio del meccanismo predatorio. Con la grancassa mediatica mainstream si ingenera nelle popolazioni l’idea l’energia sia poca, che se ne usi troppa di fossile e che occorra produrne sempre più rinnovabile.

Poniamoci alcune domande. Certa la diminuzione delle popolazioni occidentali, certo lo spostamento delle industrie pesanti e strategiche in Asia e nei paesi chiamati del terzo mondo, certo l’utilizzo di sempre più e performanti tecnologie produttive, sembrerebbe potersi concludere che dovremmo avere minor bisogno di materie energetiche di per sé. La British Petroleum nel 2019 sosteneva che il Mondo avesse raggiunto il picco dei consumi energetici petroliferi. Oggi tale picco viene rimandato ancora di almeno 5/8 anni. (fonte Demostenes Floros-Vaso di Pandora).


    Nel contempo gli stessi governi ed istituzioni Ue che promuovo l’ambientalismo energetico spendono poi cifre da capogiro per il riarmo, per finanziare guerre, per importare prodotti dagli Usa con aumento dei costi economici ed ambientali: il cosiddetto Fracking (estrazione di gas dalla frantumazione delle rocce). Mentre tagliano i rapporti con la Russia che ci forniva gli stessi a basso costo e in modo meno impattante. Una contraddizione che getta ombre su tutto il progetto.

    Se davvero desiderassero rispettare l’Ambiente non dovrebbero piuttosto selezionare i consumi improduttivi riducendoli e puntando su quelli più utili? Che ce ne facciamo per esempio di enormi città, se non paesi e strade illuminate a giorno? Nulla in contrario all’uso delle rinnovabili. Ma possono fornire energie alle case, alle aziende agricole, a capannoni industriali. Perché invece decidono di occupare in modo spesso autoritario ed irrispettoso enormi quantità di terreni agricoli per deturpare le coltivazioni, il paesaggio, i boschi e le colline? Nella realtà questa loro politica intende sempre più centralizzare produzione e consumi elettrici con alcuni scopi non dichiarati ma ormai non nascondibili. Tutte le energie rinnovabili hanno bisogno di grandi incentivi pubblici e di grandi impianti centralizzati di produzione delle strumentazioni e di  terre are. Mentre la transizione annunciata richiederebbe enormi risorse pubbliche ed ingenti investimenti privati che non solo sono insufficienti, ma addirittura hanno preso la via del progetto europeo di riarmo. Come facciamo a credergli?

    E mentre ci raccontano questa storiella razzolano male. Il consumo mondiale di energia è infatti diminuito come già riportato, ma è aumentata la quota dell’utilizzo delle fonti fossili rispetto a quelle rinnovabili. Dal’81% al 87% nel 2025. (Fonte: International Energy Agency; B. P.; Energy Institute of Statistical Revue of World Energy).


    Il Presidente del Consiglio Meloni ha da poco dichiarato che desidera rimettere il nucleare al centro delle politiche energetiche sovraniste dell’Italia. Il progetto prevederebbe il ricorso al mini nucleare. Tante centrali nucleari più piccole e sparse sul territorio. Belle intenzioni se non ci fossero di mezzo due referendum contrari e alcuni ostacoli tecnici ed economici di non poco conto. La tecnologia usata sarebbe comunque ed ancora la fusione a caldo che comporta pericolo radiazioni, enormi costi di investimento e dismissione, scorie nucleari, dipendenza dall’uranio invece che dal petrolio. Per seguire il filo del nostro discorso questo nucleare sarebbe comunque la conferma della centralizzazione dell’energia e quindi il controllo delle energie umane.  Nel frattempo si dimentica che la ricerca sulla fusione a freddo, che è stata abbandonata in Italia da tempo, garantirebbe la possibilità di essere ottenuta in loco ed utilizzata direttamente dalle persone. Oltre ad avere impatto ambientale bassissimo e costi di investimento molto minori. L’ Ing. Castellucci, famoso per la sua critica all’auto elettrica e frettolosamente schedato dal mainstream come visionario, descrive con precisione le sue applicazioni.

    Tornando alla produzione rinnovabile sappiamo che a causa della sua intermittenza, la stessa abbisogna di un continuo afflusso di energia dal fossile. La Cina, leader mondiale delle rinnovabili ha dovuto aumentare l’estrazione e l’acquisto di carbone proprio a seguito della sua produzione eolica e fotovoltaica.

    Allora perché declamano a tutti i venti che c’è bisogno sempre maggiore di Energia? Un sospettato: I Data Center energivori. Enormi complessi digitali che faranno da base per lo sviluppo delle intelligenze artificiali. Con esse potranno istituire sempre maggiori forme di controllo e di accentramento del potere. Identità digitale e futuri green pass all’orizzonte. Indirizzo forzato delle scelte individuali. Massificazione ed omologazione. Più che la tutela ambientale sembra la creazione di un grande campo di concentramento senza fili spinati ad aria aperta. Quali sarebbero invece i vantaggi garantiti ai cittadini, all’ambiente, ed ai territori non è dato sapersi. Di quell’energia prodotta da pale eoliche o mega impianti fotovoltaici nulla è arrivata direttamente ai Comuni interessati. Tanto meno ai cittadini. Tutto è finito in mano agli speculatori della borsa che decidono quanto e quando guadagnare dall’altalena dei prezzi di mercato. Ai territori rimangono il dissesto idrogeologico provocato, l’inquinamento paesaggistico, l’impossibilità di usufruire di enormi territori selvaggi e boschivi. Energie che si disperdono.


    Nella storia della Repubblica Italia per un ristretto periodo del dopo guerra alcuni politici hanno cercato, a loro modo ed in sintonia con quegli anni, di coniugare il bisogno di energia materiale con i bisogni dei popoli e dei territori. Come dimenticare Enrico Mattei. Coniugare l’autonomia energetica del proprio paese senza sopraffare altri popoli. La sua politica: nuova ricerca di fonti sul territorio nazionale e rapporto di scambio e collaborazione con i paesi africani e del medio oriente. Italia ponte economico e culturale tra Europa, Asia ed Africa. Per fare in modo che l’Energia materiale sia al servizio delle energie umane. Sospettiamo fortemente che la mano che l’ha ucciso è la stessa che detiene le leve del potere finanziario che manipola l’Energia mondiale. Da Mattei possiamo riprendere alcune suggestioni positive. Energie umane ed energie materiali possono e devono coesistere. Alcuni esempi virtuosi ed italiani si affacciano su questo scenario.

    Lo stesso ing. Castellucci, oltre alla fusione a freddo, cita anche la creazione di locali produttori di biogas che potrebbero venir realizzati in ogni depuratore dei grandi e piccoli comuni.

    Un altro interessantissimo è il Progetto di ricerca industriale OXHY che sta implementando le sue applicazioni domestiche sfruttando il calore ambientale presente nelle nostre case. (www.oxhy.it). Ricaricarsi di energia positiva in casa propria. Come un tempo si andava a raccogliere legna nel bosco.

    Energie per tutti ed energie in comune. Quali titolo migliore per la nascente Cooperativa EICOM (energieincomune.com)? La nascente realtà sociale si propone di creare una nuova leva finanziaria utilizzata per scopi sociali e non per arricchire pochi miliardari tristi. L’utilizzo corretto della moneta, lo scambio tra i soci, senza scopo di lucro e con la possibilità che il surplus generato dagli scambi stessi possa essere devoluto verso progetti utili al territorio ed alle persone che vi abitano.

    Un Mondo nuovo che non aspetta autorizzazioni, non delega, si organizza e si rafforza.

    Energie che restano. Che uniscono. Infinite.

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