Oltre le mode occidentali, la varietà e la moderazione della Medicina Cinese
Oggi il cibo non è più una semplice necessità biologica, ma si è trasformato in un manifesto identitario. Viviamo in un’epoca in cui l'attenzione rivolta a ciò che mettiamo tre volte al giorno nel piatto ha raggiunto i massimi storici. Cerchiamo nel cibo il gusto, ma anche la longevità, la performance fisica, la brillantezza mentale e non ultima, l’espressione dei nostri valori etici.
Il cambiamento sociale che stiamo attraversando – espandendosi in qualsiasi ambito – coinvolge profondamente le nostre abitudini e mangiare è diventato anche un atto di distinzione sociale. Nonostante la benefica ricerca del benessere, orientarsi nelle scelte alimentari è oggi un’impresa, né scontata né semplice, e il panorama si presenta estremamente frammentato e mutevole: vegetarianesimo, veganesimo, crudismo, fruttarismo, macrobiotica, dieta chetogenica, digiuno intermittente, dieta del minestrone… e chi più ne ha più ne metta. Molti di questi stili nutrizionali nascono da un reale desiderio di perseguire la salute, ma sono amplificati da tendenze e condizionamenti socio-culturali. Ci si sente chiamati a rincorrere l'ultima novità e seguirla in modo rigido e superficiale, dimenticando che un corpo fisico non è un algoritmo e che ciò che fa bene a qualcuno, potrebbe non essere adatto alla propria costituzione, al personale stile di vita o al clima in cui si vive.
Gli scaffali dei supermercati straripano di prodotti, marche, linee e diete, che assecondano spesso solo i modelli suggestivi del momento, e a complicare il quadro si aggiunge il modo con cui ci procuriamo il cibo. Rifornirsi presso mercatini biologici, gruppi d’acquisto solidale, produttori o aziende agricole locali, è il primo passo da compiere, per accedere alla qualità di ciò che si mangia. La grande distribuzione infatti, propone enormi quantità di prodotti industriali, ma ha anche allontanato pericolosamente l’uomo dai ritmi della natura. Oggi possiamo mangiare fragole in dicembre e zucca in agosto e tale disponibilità, ci priva degli alimenti specifici che la terra produce in quel preciso momento dell'anno, per sostenerci correttamente. Inoltre, i cibi ultra-processati fanno perdere il valore nutrizionale degli alimenti e il cibo che ha viaggiato per mesi in container refrigerati o che è stato elaborato in laboratorio, indebolisce la sua vitalità energetica, lasciandoci apparentemente sazi, ma biologicamente impoveriti.
È qui che la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) compie una rivoluzione silenziosa rispetto all'approccio occidentale, considerando l’alimentazione uno strumento terapeutico ed evolutivo. Il cibo è medicina ed è il pilastro fondante della prevenzione. Per i medici cinesi, l’energia degli alimenti ha un'azione di regolazione profonda sull'organismo e prima di affidarsi alla farmacologia per curare una malattia, si corregge l'alimentazione, poiché la dieta deve primariamente sostenere la salute o recuperarla in caso di patologie. Per la dietetica cinese non esiste una formula perfetta e universale per tutti e per sempre, ma esiste l’alimento giusto, per la persona giusta, nel momento dell'anno giusto. Lo stato di stabilità non si raggiunge eliminando radicalmente un intero gruppo di alimenti seguendo una moda passeggera, ma ricercando costantemente l'equilibrio energetico tra Yin (freddo, riposo, fluidi) e Yang (caldo, movimento, fuoco).
Cosa mangiare
Secondo la MTC, ogni alimento possiede una natura termica (da fredda a calda) e uno o più sapori dominanti, e ognuno dei 5 sapori invia un preciso segnale energetico, impartendo una direzione e un’azione che impatta su uno specifico organo del corpo.
Il sapore acido è associato al Fegato, si dirige all’interno, trattiene i liquidi e i sentimenti. Tale sapore è utile in caso di perdita di liquidi, sudorazione eccessiva, disordini o instabilità emotiva.
Il limone, l'aceto, i kiwi, lo yogurt e i ribes sono alcuni dei cibi che apportano questo tipo di energia. Se tale sapore viene assunto in eccesso, blocca il flusso armonioso dell’energia e crea tensione o condizioni di stasi. Energeticamente l’effetto dell'acido è quello di fermare le perdite, chiudere e restringere ed è prezioso quando tutto tende ad uscire, ma può reprimere se usato smoderatamente.
L’amaro è associato al Cuore, si dirige in basso, drena, rinfresca, asciuga ed è importante in estate, stagione abbinata all’elemento Fuoco. L’amaro è fondamentale, è il gusto della profondità, asciuga l’umidità e fa scendere l’energia. È utile in condizioni di calore interno, agitazione mentale e ristagno di umidità.
Alcuni esempi di alimenti con questo tipo di energia sono la cicoria, il carciofo, la rucola, il cacao amaro, il tè verde, il caffè e la curcuma. Se assunto in eccesso secca, indebolisce, e raffredda eccessivamente. L’amaro non piace sempre, ma purifica, come fa il fuoco in natura.
Il sapore dolce è associato a Milza/Stomaco, ed è il centro della digestione. È indispensabile precisare che per dolce si intende il sapore neutro dei cereali, non quello dello zucchero contenuto nei dessert che compaiono nella lista dei menù dei ristoranti occidentali. Il dolce rappresenta il nutrimento e l’accoglienza di casa, è un sapore che tonifica, calma e armonizza ed è utile se c'è stanchezza o tensione.
Alcuni alimenti di esempio sono i cereali integrali (riso, miglio, avena), i legumi (ceci, lenticchie), la zucca, le carote, le patate dolci, i finocchi, la carne di manzo e di pollo, i datteri e il miele. In dosi eccessive, questo sapore crea umidità, appesantisce e rallenta la circolazione dell’energia. Il dolce è amore e - come nella vita - “troppo” amore opprime e genera squilibri.
Il piccante è associato al Polmone e muove l'energia in alto e verso l'esterno, fa sudare ed elimina le tossine. Il piccante è movimento puro e il suo effetto energetico è quello di liberare, mobilizzare, attivare la circolazione e aprire i pori. È importante in casi di stagnazione, raffreddori o blocchi. Qui troviamo zenzero, cipolla, peperoncino, aglio, porro e rapanello. Se eccessivo il sapore piccante disperde, consuma energia e tende a seccare i liquidi.
Il sapore salato è infine associato al Rene e ammorbidisce, va in profondità e regola i liquidi. Il suo effetto energetico è dissolvere accumuli e portare in basso. È utile in caso di blocchi, accumuli o secchezza. Alcuni esempi: il sale, le alghe (kombu, nori, wakame), il miso, i frutti di mare e i capperi. È un sapore che, se assunto in eccesso, danneggia il sistema renale, indurisce e trattiene l’acqua. Il salato si associa all'acqua del mare: può farci navigare oppure affondare.
Natura termica e direzione energetica sono sintonizzatori biologici: ci permettono di allineare l'organismo ai cicli circadiani (giorno/notte) e stagionali. Mangiare cibo fresco e locale preserva la scintilla vitale dell'alimento, in modo da connetterci al ritmo della terra, anche nel piatto. La salute rifiuta le esclusioni e per questo, la dietetica cinese chiede di inserire tutti e 5 i sapori in ogni piatto, mantenendo il dolce naturale come fulcro. Privilegiare un solo sapore o eliminarne un altro, crea scompensi o sbilanciamenti. Ricercare questa armonia nel piatto è il gesto quotidiano più potente, per prevenire disturbi e nutrire l’unità di corpo, mente e spirito.
Più in generale, gli antichi cinesi suggeriscono di preferire cereali integrali e in chicco, la massima varietà di frutta, verdura e legumi; evitare affettati e salumi che contengono molto sale, scegliere i succhi biologici piuttosto che bevande zuccherate e ghiacciate; limitare il consumo di alcolici, dolci, gelati e prodotti industriali.
(segue nella Parte II)
Immagini create con Chat GPT
Fonti: La dieta cinese dei sapori, guida alla dietetica Tradizionale Cinese – autore Dott. Gabriele Piuri
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