Oltre le mode occidentali, la varietà e la moderazione della Medicina Cinese
La digestione è un atto delicato che richiede impegno, presenza, tranquillità e regolarità e anche qui la Medicina Cinese ci insegna ad arricchire la nostra visione del mondo. Seguendo i dettami orientali legati all’analogia, la mente può aprirsi e farci osservare i fenomeni da una prospettiva olistica e più ampia, rispetto a quella occidentale, facendoci vivere anche l’alimentazione in modo diverso. Nella Parte I di questa analisi, abbiamo visto la classificazione dei 5 sapori e le qualità energetiche degli alimenti, considerandone natura termica, direzione e azione. Avendo affrontato l’importanza di cosa mangiare rispettando la stagionalità, ora possiamo esplorare come ci alimentiamo, un fattore non meno importante.
Come mangiare
Il modo in cui mangiamo conta più di quanto mangiamo. L’approccio cinese in questo senso ci regala una visione molto utile: l’importanza di osservare lo spazio che c’è tra noi e il cibo, piuttosto che monitorare le quantità di nutritivi che assumiamo, con conteggi calorici, relativamente utili. La relazione con ciò che lasciamo entrare nel nostro sistema corpo-mente-spirito, influisce sul nostro stato di benessere fisico, ma anche psichico e la capacità di digerire il cibo, coincide con la capacità di digerire le situazioni. Quindi, ciò che lasciamo entrare nel nostro corpo e il modo con cui operiamo tale selezione, vale per il cibo come per qualsiasi altro elemento esterno. Alimenti, relazioni, interessi e situazioni possono essere nutrienti benefici - se scelti consapevolmente – tanto quanto tossici e nocivi, se assunti senza filtro o senza criterio.
Mangiare camminando, masticare velocemente lavorando o guardando lo smartphone, oppure stare a tavola discutendo e litigando, ferma l’energia di Milza/Stomaco, organi che dovrebbero concentrare il loro lavoro sull'addome, e che invece vengono dirottati verso il cervello. L’equilibrio si persegue nell’armonia, evitando situazioni inquinanti o correggendo abitudini che interferiscono sul processo digestivo, rallentando o bloccando il naturale movimento di discesa verso gli intestini.
Visto che non digeriamo solo la chimica del cibo, ma anche lo stato d'animo con cui lo assumiamo, comprendiamo che gli organi della trasformazione alimentare, sono anche legati alla fluidità del pensiero. Uno sbilanciamento in questo senso, si traduce in rimuginazione, idee stagnanti o fissazioni, poiché la Milza governa la digestione, ma anche la capacità di formulare pensieri, per poi lasciarli andare.
Orari Oltre al rispetto dei ritmi stagionali, esiste anche quello della giornata e del ritmo circadiano, che indica che fare colazioni abbondanti dalle 7 alle 11 del mattino quando siamo nello Yang e cene leggere alla sera quando ci si immerge nello Yin, è il modo migliore di onorare il ritmo naturale; il mattino è il momento in cui il sistema Milza/Stomaco, assimila e digerisce meglio ciò che ci serve.
Cottura Un secondo parametro da considerare è il tipo di cottura con cui viene preparato un piatto, perché non conta solo cosa si mangia, ma anche come lo si prepara. La MTC predilige cibi cotti o tiepidi, perché più digeribili e morbidi, soprattutto per i soggetti deboli. Introdurre troppi alimenti freddi o crudi costringe a sprecare troppa energia per riscaldare il cibo nello stomaco. Le cotture lunghe riscaldano e tonificano; la cottura a vapore sono armonizzanti; “saltare in padella” o in wok è la tipica cottura veloce e dinamica che muove l’energia. Infine quella cruda già citata, raffredda, ma può indebolire.
Territorio Anche la memoria affettiva del cibo rappresenta un elemento importante. Assumere alimenti legati al proprio territorio, alla tradizione culturale e alla propria infanzia, rinforza la relazione con le nostre radici e ha un effetto calmante sul sistema nervoso.
Emozioni L’alimentazione, essendo un atto energetico completo, può migliorare e riequilibrare anche il personale campo emotivo, proprio perché emozioni e organi sono sempre intrinsecamente collegati (Rabbia/Fegato, Gioia/Cuore, Preoccupazione/Milza, Tristezza/Polmone, Paura/Rene). Uno sgarro consumato con gioia e presenza, può fare meno danni di un pasto sano mangiato di corsa e con rabbia.
Movimento È consigliabile abbinare alla dieta una regolare attività fisica di almeno mezz’ora al giorno, praticare Qi gong o Tai Ji Quan. Muovere il corpo fa circolare energia e Sangue ed evita accumuli o ristagni.
Si può quindi imparare ad alimentarsi correttamente, seguendo gli insegnamenti della Medicina Cinese? Certo, ma è importante informarsi presso fonti attendibili o operatori professionisti regolarmente formati. In caso di patologie o condizioni complesse, ci si può rivolgere ad un medico agopuntore, per ottenere una valutazione energetica e stabilire un programma terapeutico, dove verranno indicati gli alimenti da assumere e quelli da evitare, per migliorare ed equilibrare la condizione del momento. È invece sconsigliato inoltrarsi in un confuso “fai da te” basato su informazioni generiche, sul “sentito dire” o peggio, su auto-diagnosi, prive della dovuta preparazione.
Prendersi cura del proprio modo di mangiare è una vera arte, che coinvolge la nostra connessione con la natura, l’autodisciplina, l'ascolto del corpo, l'adattamento continuo e la responsabilità personale. Mangiare dovrebbe diventare un atto costante di presenza, in un dialogo interno, che ha come obiettivo il mantenimento della salute fisica, mentale ed emozionale. L’alimentazione così intesa diventa un viaggio evolutivo che migliora la nostra vita, mettendo attenzione alle abitudini quotidiane meno salutari, trasformandole in atti consapevoli. Una logica tanto diversa dalla nostra come quella orientale, ci invita a non seguire standard o stereotipi culturali esterni, ma imparare gradualmente ad osservarci internamente, perché il cibo diventa medicina solo quando è in armonia con ciò che si è.
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Fonti: La dieta cinese sei sapori, guida alla dietetica Tradizionale Cinese– autore Dott. Gabriele Piuri
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