Specchio di sagrada pace - di Andrea Giorgio

Pubblicato il 30 giugno 2026 alle ore 18:02

Sogno un’arca con alberi di noce e castagno,

la sogno col fasciame in acero bianco,

forte e profumato vascello di speranza!

Giungerà dai fiordi il rovere per la ruota del timone,

saranno in tiglio rumeno e in ciliegio americano gli interni,

in legno d’Asia e Oriente lo specchio di poppa,

la prua e la polena in ebano africano.

Tutte le mani dovranno lavorarvi con lena,

mani di ogni riva e di ogni razza;

e in mezzo ad esse la mano di Dio,

sarà Lui il maestro d’ascia dell’operoso arsenale!

L’arca di cui favoleggio rullerà

sulle onde del prossimo domani,

sarà una finestra senza pareti,

e ogni ramo del nostro ceppo s’impegnerà

secondo sagge disposizioni

nell’incrocio di ordinate e madieri,

per una solidissima struttura

che tutti accolga sotto vele biancheggianti,

gonfie di monumentale leggerezza.

Sogno che ogni volto sia una pagina

del diario di bordo, una mappa 

del nostro assennato cabotaggio;

che anche il viso più tiepido e nascosto

diventi un mare a fiorami di spuma,

una rotta

in cui sorprendere ciò che tutti siamo:

catene di piume,

stormi su una tinozza immane,

che come semenza gli alisei spargono ai quattro angoli

                                                                di un florido dramma.

 


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Commenti

Salvatore Salvai
un'ora fa

Un messaggio universale di orizzonti lontani e presenza interiore.