Immagine creata con Gemini AI
Nell’era verde dei giorni miei erranti
tra promesse e languori di tremuli fanti
un’eroina gaudente bagnò salvo il mio cuore,
sedotto dal manto dell’altrui focolare.
Nell’era bionda del vento e del mare
toccando eccellenza in ogni suo fare
l’alchimista maestra m’incantò per il senno,
e d’ingegno e d’opera stimavo ogni cenno.
Dal fuoco alla terra, per modello seguire
battendo sue imprese con audacia ed ardore
fu madre e paziente del mio spastico agire,
ma al suo nodo più stretto s’è data al fuggire.
Nell’era del cielo di un tempio propizio
pel credo mio asciutto d’assenza di indizio
una maga mostrommi destini remoti,
destando il reo spirito con sì benevole doti.
Di fate sfacciate e feconde presenze
svelano or l’anima alleate maestranze,
che di lungo e di largo ancor cento saranno.
E da eterne sorelle di nuovo si vestiranno.
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