Oltre il Caos della Cronaca, il Riscatto della Bellezza – di Anna Lisa Maugeri

Pubblicato il 27 agosto 2026 alle ore 15:40

Foto di Pierpaolo Papalia

Ultima settimana di agosto 2026.

Già a giugno avevo deciso di restare fuori dal mondo: niente giornali, niente TG, nessun approfondimento TV o sui social.

Volevo solo stare fuori dal mondo. Respirare. Ascoltare il silenzio e, in quel silenzio, sentire finalmente qualcosa di me, di mio, di intimo: paure da curare e certezze da scardinare, un inseguirsi di domande, riflessioni e risposte, come accade da quando ho memoria della mia esistenza in questo infinitesimo perimetro di terra. In questo spazio apparentemente vuoto riemerge una voce zittita dal caos, e finalmente torniamo a dialogare.

Ma dura pochi attimi ogni giorno, perché il mondo ti raggiunge comunque. C’è sempre qualcuno che viene a raccontarti cosa è accaduto: terremoti devastanti, la brutalità dei coloni in Cisgiordania, la guerra infinita a Gaza, il mandato di arresto per Netanyahu dalla Turchia, i deliri di Trump e la resistenza dell’Iran, il caldo torrido e il prezzo della benzina. Una bimba muore a Palermo e il presunto caso di malasanità diventa una questione "no vax"; l’attentato ordinato da Lavitola; i giornali avvoltoi su Ranucci con le sue chat in pasto alla stampa, e le chat invece negate ai magistrati dal voto alla Camera tra il sottosegretario Delmastro e il prestanome della malavita romana con cui aveva aperto un ristorante…

Una notizia nuova offusca la precedente in un gioco di prestigio operato dai maghi dell’informazione. Riemergono l’indignazione, la rabbia, la preoccupazione, lo stupore, l’amarezza e il senso d’impotenza di fronte alla brutalità umana. I fatti ti raggiungono anche se non vuoi, ridisegnando la percezione del bene e del male — persino di ciò che non ti riguarda direttamente — cambiando l’aria che respiri e la lente con cui osservi le cose.

Mi rifugio nel mio lavoro di aspirante giornalista, nell’impegno quotidiano per essere una donna migliore e nel mio ruolo di mamma e di moglie. Ma ho bisogno di silenzio e ho fame di bellezza. Come assolvere al dovere (e al piacere) di raccontare ciò che accade senza aggrovigliarmi nella cronaca politica, nera o scandalistica?

Mi salva la mia terra con i suoi appuntamenti e le sue eccellenze: la musica, il teatro, l’arte, i luoghi e l’enogastronomia. Scrivo di tutto questo, che diventa ossigeno puro, e avverto nei lettori e nelle persone che incontro la mia stessa urgenza: la sete di conoscere ciò che ha il sapore del buono e del bello.

Tra gli eventi che più hanno risposto a questa necessità, desidero condividerne uno in particolare: un'esperienza capace di far vibrare all'unisono anime ed esigenze differenti, coniugando in modo esemplare cultura e inclusione.

Ho assistito alla messa in scena del Nabucco di Giuseppe Verdi in uno dei contesti più iconici e spettacolari della Sicilia: il Teatro Antico di Taormina. Salvo Dolce ha firmato una regia dalla visione intima e atemporale, mentre il maestro Salvador Vázquez ha diretto con maestria l'Orchestra Sinfonica del Festival e la Filarmonica di Catania. Straordinario l'apporto del Coro Lirico Siciliano, preparato dal Maestro Francesco Costa con la collaborazione di Alberto Munafò, perfettamente integrato nell'impianto scenografico di Matteo Capobianco e arricchito dalle coreografie di Sarah Lanza. A dare voce e corpo ai protagonisti, un cast di altissimo livello: Elena Mosuc nei panni di Abigaille, Badral Chuluunbaatar in quelli di Nabucco, Khurelbaatar Oyunchimeg come Zaccaria ed Enea Scala nel ruolo di Ismaele.

Gli eventi prodotti dal Coro Lirico Siciliano sono ormai attesissimi e conquistano da anni un pubblico eterogeneo; anche chi non conosce l’opera si sta avvicinando a questo genere grazie al loro costante impegno culturale e sociale. Inoltre, grazie alla straordinaria intuizione del Maestro Francesco Costa e alla collaborazione con l'ENS (Ente Nazionale Sordi), le più importanti opere liriche diventano oggi accessibili a tutti grazie alla traduzione contestuale in LIS.

È stato un evento di grandissimo rilievo, capace di conquistare pienamente sia il pubblico sia la critica. La cavea era gremita di spettatori e turisti giunti da ogni parte del mondo per godere di uno spettacolo di altissimo livello in un luogo affascinante, dove passato e presente, bellezza e cultura, convivono da secoli.

È da qui che voglio ripartire: dal dovere e dal privilegio di raccontare un mondo che, tra tante ombre, sa ancora generare meraviglia.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.