Genesi di Partito
Steve Bannon
Con interesse possiamo ancora conoscere giornalisti che continuano, nonostante le difficoltà del periodo, ad insistere sul giornalismo investigativo. Il canale “Antonella News” di Antonella Silipigni ne è un esempio edificante. Il canale è reperibile su Substack e pubblica periodicamente e con una buona frequenza diversi articoli su temi politici ed economici.
Ultimamente la giornalista indipendente ha pubblicato un primo studio sulle fonti ideologiche e finanziarie del Generale Vannacci di Futuro nazionale. Successivamente ne ha proposto un altro sulle stesse fonti del Partito Democratico. Non solo per equidistanza, ma anche per dimostrare l’appartenenza o il subordine della politica italiana a suggestioni o indicazioni estere.
Su Vannacci l’inchiesta dimostra, fonti pubbliche alla mano, il collegamento tra Futuro Nazionale ed il movimento Maga di Steve Bannon. Movimento politico che rappresenta la base ideologica ed elettorale del Presidente Trump. [1]
Roberto Vannacci
La veloce ascesa di Vannacci, pur generando curiosità, non aveva generato un vero interesse giornalistico nostrano. Eppure un ex generale della Folgore che all’improvviso diventa un esponente politico capace di polarizzare un così repentino ed importante consenso rappresenterebbe un valido motivo di approfondimento. Antonella News evidenzia invece come dopo la pubblicazione del primo libro di Vannacci, “Il mondo al contrario”, sia nata un’omonima associazione, condotta con l’ausilio di un altro ex militare della Folgore, Fabio Filomeni. Nasce quindi un nuovo movimento politico che apparentemente ha radici nazionali. Filomeni viene presto sostituito da Massimiliano Simoni, massone dichiarato in quota Lega. Massone è anche Luca Sforzini che diventa il presidente del Centro Studi sul Rinascimento Nazionale, un vero e proprio think tank delle posizioni politiche del nuovo soggetto politico di Vannacci. Il veloce successo social di Vannacci è motivato dalle sue iniziative ed al collegamento stretto con la War Room di Steve Bannon, già rodato con successo dalle campagne elettorali di Trump. B. Harnwell è il rappresentante di Bannon in Italia. I finanziamenti, tramite Maga, sono certamente legali ed arrivano dal Dipartimento di Stato americano. [2]
Ciò che appariva un movimento tutto italiano si è presto rivelato ancora una volta d’oltre oceano.
D’altronde anche altri importanti politici italiani hanno tratto linfa da quella sponda. Meloni, Monti, Draghi ed altri sono tutti passati dalla formazione politica ed economica di Aspen Institute (Università di ispirazione globalista e neoliberista).
Elly Schlein
Antonella News rivolge poi il suo interesse al Partito Democratico italiano. Già in passato erano divenute di pubblico dominio i sussidi e gli appoggi del miliardario americano Soros al partito della Schlein. Ma oggi l’inchiesta chiarisce l’evoluzione dei finanziamenti che ammontano a 1,7 milioni dal 2019 e che sono passati attraverso l’Associazione Agenda dalla Svezia. Finanziamenti pubblicati regolarmente presso il Parlamento italiano. Nessun complottismo. Nessuna irregolarità. L’Associazione svedese non è altro che una emanazione della statunitense Social Changes di Jessica Shearer. Definita dall’Espresso l’anti Bannon americana. La Shearer porta l’esperienza delle vittoriose campagne elettorali di Obama. Gli stessi politici Bonaccini e Schlein hanno tratto esperienza e supporto da Social Changes. [3]
Entrambi gli articoli di Antonella News evidenziano con forza ciò che ormai è realtà da decenni. La politica italiana trova spunto, origini, conferme, finanziamenti soprattutto nei movimenti politici americani. E come nel mondo americano tendono a costituire una divisione nette nelle rispettive società tra due opposti schieramenti. Non solo si decidono in quelle sedi le sorti politiche ed economiche italiane, ma anche la modalità partecipativa e la cornice organizzativa che diventa lo schema intoccabile per ogni possibile nuova istanza o aspirazione popolare. Lo stesso sovranismo di alcune forze è di facciata ed interesse elettorale, mentre per altre è addirittura un difetto da evitare. Ma la vera caratteristica comune è che entrambi sembrano club ristretti di bridge. Il popolo non esiste in entrambi i casi.
Evidentemente in questa condizione è logica conseguenza che i temi nazionali vengano spesso dimenticati o elusi. Entrambi gli schieramenti non vanno al di la di programmi elettorali zeppi di retorica ma vuoti di contenuti. L’Economia, la Fiscalità, i Servizi Sociali, la Sanità, la Programmazione Energetica, il Costo della vita ed il rispetto della Costituzione sono affrontati senza vera intenzione di soluzione. La sensazione dei cittadini è che il pilota automatico della Finanza e delle Corporate multinazionali abbia già di fatto deciso la direzione ed i contenuti.
Quello che possiamo chiederci è se ancora oggi ciò sia veramente inevitabile e quali spazi di manovra autonoma possa recuperare l’Italia di oggi e di domani. Non si tratta di chiudersi a riccio. Si tratta di riprendere in mano il timone del proprio futuro. Per l’obbligo morale e civile che abbiamo verso le nuove generazioni. Chiedersi che Paese vorremmo regalare ai nostri figli e nipoti è già il primo atto di risveglio. Dopo non si può che passare alla presa di responsabilità diretta. Personale e sociale.
Spesso ci viene raccontato che gli italiani sono individualisti ed incapaci di interagire ed organizzarsi.
Tutto vero? Crederci vuol dire ammainare la bandiera. Non crederci vuol dire ritrovare nella propria storia e nelle proprie radici quelle capacità che qualcuno vorrebbe non appartenerci.
E non serve risalire all’impero romano per ritrovarle. Ma dalla fatica, dal sudore, dalla solidarietà dei lavoratori italiani e da molti uomini illuminati che seppero rispettarla e dargli valore. Quando?
Bartolomeo Francesco
In pieno Risorgimento ed in piena rivoluzione industriale, grazie all’idea propulsiva del Prof. Bartolomeo Francesco Savi, attivissimo giornalista e politico mazziniano genovese, nasce la prima Società di Mutuo Soccorso. Il suo primo obbiettivo è la mutua assistenza tra i lavoratori in caso di bisogno o malattia. Si supera il concetto di assistenza privata caritatevole e si inserisce il concetto di solidarietà sociale. E’ il 1851. [4]
Nel 1851 nasce la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oneglia e Sanremo. [5]
Il 9 ottobre 1853 nasce a Savona, dalle prime associazioni agricole locali, il primo movimento associativo e cooperativo “Società di Mutuo Soccorso Soc. Progressista degli Artisti ed Operai” [6]
Nel 1854 nasce a Genova la Prima Società Cattolica di Mutuo Soccorso grazie a Don Salvatore Magnasco, poi Arcivescovo della città. [7]
Dalla Liguria il movimento delle SOMS si espanderà in tutta Italia. Le stesse società furono le basi per il nascente giornalismo italiano. Savi stesso fonda “Il Tiro” e poi il giornale “Italia e Popolo”. [8]
Il Movimento si allarga, si coordina, diventa sempre più cooperativo e non di sola mutua assistenza. Capisce quindi di aver bisogno del sostegno finanziario per investire e crescere. Nascono le prime cooperative. Tra queste nasce nel 1870 a Milano la prima Banca Popolare Cooperativa grazie al fondatore Luigi Luzzati. [9]
Luigi Luzzatti
Lo stesso Luzzati sarà lo estensore nel 1886 della legge sulle Banche Popolari. [10]
Il Movimento delle SOMS si diffuse in tutta Italia e soprattutto in modo capillare in ogni territorio ed in tutte le città italiane. Ma non finisce qui. Dulcis in fundo. Dall’esperienza della muta assistenza e dalla partecipazione responsabile di lavoratori, operai, agricoltori nascono i primi partiti della moderna politica italiana. Dapprima i repubblicani mazziniani, poi i socialisti, i cattolici, i liberali trovano nei movimenti associati dell’800 la loro linfa vitale. Non un solo partito, non un solo orientamento, ma una ricchezza culturale e di posizioni che rimane solidale dentro quelle strutture sociali nonostante le differenze ideologiche. I criteri cardine rimangono la mutualità reciproca, la responsabilità reciproca, la presa di coscienza del proprio stato e del proprio valore. Lo scambio paritario dove tutti vincono.
Dallo stesso spirito e tessuto culturale nascerà nel dopoguerra la nostra Costituzione.
Tornando ai giorni nostri, a Vannacci ed alla Schlein, le differenze di metodo e di contenuti con quell’epoca fervente sono evidenti. Tanto da generare quel senso di incapacità e disarmante rassegnazione che viene descritta dalle provocanti frasi di Kafka:
Franz Kafka
La tentazione di abbandonare il campo politico che molti cittadini avvertono oggigiorno e che manifestano non andando a votare va compresa per essere ribaltata. Probabilmente si vorrebbe evitare di finire tra i protagonisti della frase di Kafka.
Ma, come spesso succede in Italia, il mosto non è ancora spento mentre le vendemmie continuano. Qualcosa bolle sotto la schiuma dell’apparente distacco.
Siamo certi che qualcuno sta già riprovando nel silenzio mediatico le gesta dei nostri vecchi dell’800.
Potrebbe essere la prima di una serie di nuove puntate.
4] Genova nel Risorgimento, Bianca Montale, Editore Sabatelli pag. 213/214
[5] Le Società di Mutuo Soccorso nel Ponente Ligure, Danilo Bruno, pag. 85/86, Ed Soc. Operaia di Muto soccorso di Oneglia.
[6] Savona e la Sabazia nel Risorgimento italiano, Italo Scovazzi, Ed. F.lli Botta Varazze
[7] Genova nel Risorgimento, Bianca Montale, Editore Sabatelli pag. 213/214 e succ.
[8] Genova nel Risorgimento, Bianca Montale, Editore Sabatelli pag. 213/214 e succ.
[9] Savona e la Sabazia nel Risorgimento italiano, Italo Scovazzi, pag. 432/433/434, Ed. F.lli Botta Varazze.
[10] Le Società di Mutuo Soccorso nel Ponente Ligure, Danilo Bruno, pag. 86, Ed Soc. Operaia di Muto soccorso di Oneglia.
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