Caro Maurizio. Non ci siamo mai incontrati di persona, ma seppur per pochi mesi, ci hai condotto nel mondo del giornalismo attraverso la famiglia di Sovranità Popolare.
Noi nuovi aspiranti giornalisti, Tu il Direttore.
I nostri incontri si sono ormai fermati alle lezioni on line. Che peccato non aver fatto in tempo a stringerci le mani e guardarci negli occhi di persona. Eppure, di te è rimasto il segno. In ogni tuo atteggiamento regalato ed in ogni momento condiviso.
Per dirla con De Andrè: “Meglio esserci lasciati che non esserci mai incontrati”.
Hai diffuso questa sensazione: un Uomo sempre sul pezzo.
Sicuramente come giornalista. Leggevi infatti ogni nostro articolo che ti arrivava con attenzione, rispetto e grande entusiasmo. Come fosse il tuo primo articolo. Ti si leggeva a lezione.
Tramite lo schermo si sentiva la tua sofferenza dignitosa e mai raccontata. Quella doveva rimanere cosa tua. Ma si intuiva che era una profezia.
Fino all’ultimo hai letto i nostri articoli e finchè ti è stato possibile hai condotto le lezioni con passione. Lezioni sui testi, gli autori, i giornalisti, i fatti. Lezioni di vita. Trasmettevi entusiasmo di vivere. Quello che diffondevi non era un semplice mestiere. Era la tua vita. Vita da giornalista. Sempre sul pezzo.
Chissà quanto avresti potuto ancora regalarci se avessimo avuto più tempo! Chissà quanto potevi ancora trasmettere a noi pivellini della penna!
Si capiva che dietro le parole espresse c’era una conoscenza profonda di tanti autori, di tanti altri giornalisti. Di tanti altri uomini dedicati al pensiero critico ed alla creazione di un nuovo mondo. E qualcuno l’hai anche invitato nelle lezioni.
Lo si capiva ancor più dalla tua ultima foto. Sempre ordinato. Sempre al centro del dibattito. Sempre contorniato da amici. I tuoi vecchi amici.
Così gli incontri con te sul web, fugaci ma profondi, resteranno per sempre nelle nostre librerie dei ricordi più belli. Un ricordo soffuso ma incisivo. Spirito che aleggia e rallegra con semplicità. Come te.
Uomo sempre sul pezzo!
Quanti giornalisti famosi potrebbero imparare da te. Lo studio. La ricerca. Lo scambio. Onesto, trasparente e sempre alla pari.
Un lavoro per lo più nel silenzio. Ed al momento giusto nel pubblico incontro. Tanto di ciò che manca al moderno giornalismo professionista e non. Lo hai proclamato senza prediche e proclami. Semplicemente con la tua coscienza. Sempre presente alla tua coscienza.
Un esempio, il tuo, di dedizione professionale ed onestà intellettuale che ha seminato in noi, aspiranti nuovi giornalisti, la voglia di credere in ciò che desideriamo realizzare. Grazie al tuo esempio non ci arrenderemmo nei momenti difficili. Sicuri che sarai al nostro fianco. Tutti di un pezzo.
Al servizio della Verità come volevi essere. Uomo sempre sul pezzo. Uomo tutto di un pezzo.
Ciao Maurizio
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