Rabbia, Violenza e Repressione - di Guido Grossi

Pubblicato il 24 ottobre 2026 alle ore 09:55

Ingenuo, oggi, è chi si lascia convincere dall’idea che la Repressione sia risposta adeguata alla Violenza, quando  esplode da Rabbia repressa.  

L'unica risposta sensata alla violenza è l'Amore, ma l'Amore sembra sparito dai nostro orizzonti

Hai mai provato Rabbia?

Energia compressa. Troppo compressa.

Prova a ricordare un momento della tua rabbia, chi non ne ha avuta! Per qualsiasi cosa: per esserti sentito ignorato, bambino indifeso; per aver vissuto impotenza di fronte a un’ingiustizia; volevi strillare e non avevi voce; volevi amare e non avevi amore.

Domanda: ci prendiamo cura nella società di oggi di chi si sente ignorato, indifeso, impotente, senza voce, senza amore?

Questa società impazzita ignora, si occupa d’altro. Prepara la Guerra. Sdogana i genocidi.

Ora, vuole Reprimere.

Esplode, la rabbia di cui non ci si prende cura con sufficiente Amore.

Esplode su ciò che si ha a portata di mano. Può essere un urlo fuori contesto, l’eruzione di un pianto disperato, un insulto o uno schiaffo al primo che ci capita a tiro. Una vetrina infranta. Esplode in violenza.

Orribile, la violenza.

Sempre figlia di un bisogno disperato di essere ri-conosciuti, e amati.

Se la Rabbia è un’energia repressa e compressa, talmente compressa da esplodere in maniera incontrollata, come l’aereosol di gasolio in un motore diesel, allora pretendere di curarla con la Repressione (re-pressione = un aumento della compressione) è peggio del voler spegnere un fuoco con la benzina.

Come puoi non capirlo? Dimmi, Stato, come puoi non capirlo?

Pensiero inevitabile: qualcuno sceglie deliberatamente di versare benzina sul fuoco, e ci racconta che lo fa per spegnere il fuoco.

Lui non è incoerente, confuso, cieco, folle: lui è un lucidissimo criminale.

La storia e i documenti di mille processi ci ricordano che nei disordini di piazza ci sono sempre i professionisti della violenza, e professionisti della violenza non sono solo quelli delle organizzazioni estremiste. La violenza è arma usata e abusata dai servizi segreti, dalla polizia politica, complici i ministri e i governi.

Strategia della tensione.

Stragi di Stato.

Accordi Stato e mafie.

La storia e i documenti di mille processi ci ricordano che il confine fra le organizzazioni di estremisti più o meno giovani e i servizi segreti, più o meno deviati, è sempre labile, sottile, attraversabile, attraversato.

 

Se tu, Stato, tu, Europa istituzionale, prepari la guerra. La Guerra!

Dimmi: come pretendi di dire ai giovani: non siate violenti!

 

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