VETRINE ELETTORALI E CIELI DIGITALI - di Verdiana Siddi

Pubblicato il 27 ottobre 2026 alle ore 07:38

E mettiamoci pure il dato biometrico

La campagna elettorale è proprio iniziata, quindi vi risparmio la predica sulla rabbia sociale e pure l’ipocrita condanna della violenza: è un gioco politicamente troppo pulitino per le mie mani.

La vetrina elettorale è la vera notizia. La legittima rivendicazione dal basso sta prendendo una piega partitica davvero vomitevole. E non stupisce. Il popolo rivuole il suo minimo, sacrosanto, non una radicale trasformazione del sistema. Anche se i giovanissimi non si riconoscono in questa classe politica. Complice anche l’astrale congiunzione che ha permesso alle istanze di emergere proprio nel bel mezzo dell’inizio della corsa alle elezioni, il rischio aumenta.

 

17-18 ottobre 2026, Milano
Manifestanti: 5000
Agenti: Beppe Sala parla di forse 200

 

Il 17-18 ottobre 2026 a Milano c’erano le FORSE dell’ordine, come si apprende dal sindaco. L’indomani: l’esercito, nuovi reati, una più stringente legge in materia di manifestazione del dissenso. Un arabesco madreperlaceo che però, in termini squisitamente artistici, e quindi di innovazione linguistica, non riesce a superare l’avanguardistica misurazione empirica della forza ondulatoria (scusate, questa è per esperti). Coerenti, va detto, loro sono conservatori.

L’attuale dramma sociale è il risultato di una direzione molto più longeva del governo più longevo: il modello, non le sue variopinte esemplificazioni.

Il Consiglio: “chi rompe, paga”. Qualcuno dovrebbe dirgli che questo è appunto il tema centrale delle proteste - il popolo da sempre paga a caro prezzo ciò che rompono i govern***.

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Ieri 26 ottobre, Firenze, il ministro Valditara è stato ospite del Festival della Regioni. Duemila liceali insieme agli insegnanti, dopo una settimana di occupazioni, organizzano un corteo: “vorremmo dire al ministro che non siamo d’accordo con lui sulla gestione dei fondi pubblici”.
Il centro della città è letteralmente blindato. Mezzi e caschi blu bloccano tutti gli accessi al centro, in particolare la zona intorno al Duomo. Le FORSE dell’ordine diventano
all’improvviso SICUREZZA: quella del salottino del ministro, però,non quella del Paese. Al primo blocco gli studenti fermano il corteo. I turisti, sconfitti, dovranno fare il giro largo. Vogliono dire al ministro che non sono d’accordo con lui. Ma il ministro non è d’accordo con loro. Dai manifestanti cori e canti. Intanto alcune signore si uniscono alla manifestazione dalle finestre delle loro case “Vergogna! Fateli passare!”. 
Poi le sirene, gli elicotteri. Il corteo recepisce il messaggio: il ministro dell’istruzione e del merito non ha alcuna intenzione di parlare con gli studenti. Come esempio di istruzione e di merito. La manifestazione riprende lungo il percorso accordato. Si arriva alla piazza, capolinea della manifestazione, piazza dell’Indipendenza. Tutte le strade di uscita sono bloccate da blindati e caschi blu. Miezzega, hanno ritrovato l’organico (proprio ora che non serve).
“Pensiamo che la democrazia sia dialogo e quindi ascolto! Gli adulti si sono dimenticati cosa sia l’ascolto? La manifestazione continuerà finché non saremo ascoltati!”.
Poi si scioglie il presidio, mentre elicotteri volano sopra le nostre teste. Il cielo è sempre più digitale.

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