Condorcet e gli effetti della Rivoluzione Americana in Europa. Seconda parte - di Ginevra Ruggiero

Pubblicato il 3 novembre 2026 alle ore 07:27

Capitolo II – I vantaggi della Rivoluzione Americana relativi al mantenimento della pace in Europa

Il progetto di un’alleanza perpetua tra tutti i sovrani europei, intesa a garantire la reciproca conservazione dei loro Stati e a rinunciare alla guerra come mezzo per risolvere le controversie, si dimostrava vantaggioso per qualsiasi potenza che volesse preservare i propri interessi. Qualora il monarca, il senato o il popolo non avessero rinunciato all’esercizio del diritto di guerra, sarebbe stata prevista l’istituzione di un tribunale imparziale investito dell’autorità di giudicare, in nome di tutte le nazioni, le violazioni commesse.

Ai membri del tribunale sarebbe spettato il compito di elaborare un codice di leggi comuni, fondato unicamente sui principi della ragione e della giustizia, al quale le nazioni confederate avrebbero dovuto attenersi in tempo di pace, nonché un codice volto a regolare i rapporti tra le parti belligeranti in tempo di guerra. Tale è il progetto delineato da Condorcet nel secondo capitolo del trattato.

La progressiva riduzione della frequenza delle guerre in Europa sarebbe riconducibile al mutamento delle dinamiche internazionali determinato dalla ripresa dell’America dalle conseguenze della Rivoluzione. Una volta ristabilita la propria forza, infatti, e in virtù della capacità di rovesciare «the balance of naval power in the Americas to the advantage of whichever nation they may favor» derivante dalla posizione di controllo sulle acque circostanti, qualsiasi potenza europea intenzionata a intraprendere una guerra con l’America avrebbe recato danno a se stessa. Ma Condorcet chiarisce che gli americani, comprendendo l’essenzialità della pace per il progresso della nazione, non sarebbero per se stessi inclini a subordinare un popolo e assoggettarlo al proprio potere.

Capitolo III – I vantaggi della Rivoluzione Americana relativi alla perfettibilità[1] del genere umano

Il desiderio naturale dell’uomo di perfezionare le proprie facoltà e impiegare l’intelligenza acquisita in materie utili a se stesso e alla società non può realizzarsi per un popolo in stato di dipendenza da un altro, poiché quest'ultimo ne condizionerebbe gli interessi.

Le conquiste del sapere, nelle arti e nelle scienze, procedono quindi parallelamente alla conservazione dei diritti naturali e al mantenimento della pace. Ne segue che l’unico modo per promuovere il perfezionamento del genere umano consiste nell’accelerazione del progresso dell’Illuminismo. Il bene scaturisce dalla ragione.

«Let men be enlightened, and soon you will see good arise spontaneously from the common will».

Capitolo IV – Sul bene che la Rivoluzione Americana può fare al commercio dell’Europa e in particolare della Francia

Seguendo la riflessione di Condorcet, le principali funzioni del commercio internazionale sono, da un lato, consentire a ciascuna nazione di procurarsi quei beni essenziali o particolarmente desiderabili di cui è priva, garantendone un rifornimento più sicuro e a prezzi inferiori; dall’altro, permettere di ampliare il mercato dei prodotti agricoli e manifatturieri, incentivando la produzione e contribuendo all'incremento della ricchezza nazionale. Condorcet distingue, pertanto, il beneficio diretto che le importazioni apportano al benessere materiale dei cittadini dall'effetto che l'espansione delle esportazioni esercita sulla prosperità complessiva dello Stato.

In sostanza, egli ritiene che una reciprocità produttiva avrebbe favorito lo sviluppo di relazioni commerciali dirette, fondate sullo scambio delle rispettive merci e capaci di ridurre i costi aggiuntivi derivanti dal pagamento in moneta. Tra le nazioni europee, la Francia sarebbe stata quella maggiormente avvantaggiata dall'apertura dei rapporti commerciali con l’America. E a questo proposito, l’autore individua tre principali opportunità: la possibilità di importare direttamente dall'America prodotti quali olio, ferro, canapa e legname, che la Francia era allora costretta ad acquistare in moneta dai paesi dell'Europa settentrionale; la disponibilità di grano e riso americani, particolarmente preziosa nei periodi di raccolti insufficienti; infine, l'ampliamento delle esportazioni francesi di vino, prodotto per il quale la Francia godeva di una posizione particolarmente favorevole sul mercato internazionale. Proprio quest'ultimo elemento avrebbe potuto assicurare ai francesi un vantaggio competitivo nei confronti della Gran Bretagna, poiché la capacità di fornire agli americani un bene di cui necessitavano avrebbe reso la Francia un polo commerciale privilegiato anche per l'acquisto di altri prodotti.

Condorcet affronta infine l'obiezione secondo cui l'introduzione di nuovi beni avrebbe potuto generare bisogni ulteriori e alimentare il desiderio di consumi superflui, sostenendo invece che una maggiore disponibilità di risorse avrebbe reso tali bisogni più facilmente soddisfacibili.

La Rivoluzione Americana non avrebbe rappresentato soltanto l'apertura di un nuovo mercato per le potenze europee, ma anche un'occasione per modificare le strutture monopolistiche fino ad allora avvalse in Europa e favorire un sistema commerciale vantaggioso per la prosperità generale.


[1] La formulazione tipica della nozione di perfectibilité è quella proposta da Rousseau nel Discorso sull'origine della diseguaglianza tra gli uomini: «[...]questa facoltà distintiva e quasi illimitata sia la fonte di tutte le sventure dell’uomo; che è essa che, con la forza del tempo, lo trae da quella condizione originaria nella quale egli trascorrerebbe giorni tranquilli e innocenti [...]».

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