L'ondata di attacchi hacker mirati ai sistemi di refrigerazione della grande distribuzione rappresenta una delle più insolite minacce informatiche ai danni dei Paesi europei.
Gli hacker stanno colpendo i supermercati in tutta Europa: modificano da remoto i comandi delle centraline dei frigoriferi e dei congelatori, forzano la funzione di sbrinamento e portano le temperature fino a +50°C. Questo ha trasformato i banchi frigo in "forni", portando al deterioramento immediato di tonnellate di cibo. Il fenomeno si è sviluppato in due grandi ondate ravvicinate: la prima a metà ottobre 2026, con un attacco in Francia tra l'11 e il 12 ottobre, dove sono stati colpiti centinaia di supermercati di grandi catene nazionali; la seconda ondata a inizio novembre ha colpito anche l’Italia oltre ad altri Paesi. La lista delle nazioni del continente europeo che hanno subito questo genere di attacco è sempre più lunga: Svezia, Belgio, Olanda, Regno Unito, Francia, Irlanda, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Germania e Italia. Sono stati registrati casi analoghi anche negli Stati Uniti e in Australia.
L'Italia è stata colpita in alcune regioni: in Sicilia (in particolare a Catania e Palermo), in Toscana e in Emilia-Romagna.
Come agiscono?
Gli hacker avrebbero colpito i sistemi fisici industriali connessi a Internet (IoT), nello specifico, hanno sfruttato delle falle di sicurezza in vecchie versioni del software e del firmware che gestiscono le centraline di refrigerazione (fornite da importanti produttori globali come la danese Danfoss e il distributore Sabcobel). Queste vulnerabilità hanno permesso di prendere il controllo remoto e attivare cicli di sbrinamento forzato nel mezzo della notte, eludendo temporaneamente i sistemi d'allarme interni. I gestori e lavoratori dei supermercati e ipermercati coinvolti si sono accorti di quanto accaduto solo al mattino, quando hanno aperto le attività.
Ma chi sono i responsabili?
Al momento nessun gruppo di hacker ha rivendicato pubblicamente la paternità degli attacchi. Le procure di diversi Stati (tra cui quella francese e belga) e l'Europol hanno aperto indagini internazionali d'urgenza. L'intelligence e gli esperti di cybersicurezza stanno valutando diverse piste, ma al momento non ci sono prove certe o attribuzioni ufficiali.
Perché lo fanno?
Rispondere a questa domanda è complicato. C’è chi parla di un possibile tentativo di sabotaggio geopolitico e di guerra Ibrida: dimostrare la vulnerabilità della filiera alimentare e delle infrastrutture critiche europee potrebbe creare panico, sfiducia e causare milioni di euro di danni economici diretti alle nazioni occidentali.
Ad oggi non si ha notizia riguardo a richieste di pagamento di riscatti alle aziende colpite che, a seguito di queste azioni, si trovano ad affrontare importanti conseguenze economiche.
Inoltre, si pensa anche ad una dimostrazione di forza o ad un test di vulnerabilità: gli hacker potrebbero aver usato come "banco di prova" la catena del freddo della grande distribuzione alimentare su larga scala per testare attacchi fisici da remoto. Già il fatto di porsi la domanda se azioni del genere potrebbero essere replicate in futuro su altre reti critiche, come ospedali, acquedotti, reti elettriche, genera nei governi e nella popolazioni non poco allarme e preoccupazione. In Italia c’è massima allerta. Il governo italiano ha convocato una riunione d'emergenza a Palazzo Chigi, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla cybersicurezza, Alfredo Mantovano, insieme ai vertici dell'ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale). L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha innalzato i livelli di monitoraggio sulla filiera alimentare, considerata ora a tutti gli effetti un'infrastruttura critica da proteggere. Il direttore generale dell'ACN, Bruno Frattasi, ha diffuso un'allerta tecnica immediata diretta a tutte le catene della grande distribuzione e ai produttori di tecnologie industriali. L'obiettivo è spingere i supermercati a isolare o aggiornare immediatamente le vecchie versioni dei software e firmware di termoregolazione.
A seguito delle segnalazioni in Sicilia (con tre casi accertati a Catania e uno a Palermo), in Toscana e in Emilia-Romagna, la Polizia Postale e i magistrati del pool reati informatici stanno raccogliendo i log dei server industriali colpiti. Gli inquirenti si stanno coordinando a livello internazionale con l'Europol e la procura di Parigi per risalire alla matrice comune dell'attacco.
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