Considerazioni sul concetto di progresso - Seconda Parte - di Ginevra Ruggiero

Pubblicato il 20 ottobre 2026 alle ore 10:27

Un'Epoca di meravigliosa transizione

“Nessuno che abbia prestato qualche attenzione agli aspetti particolari della nostra èra dubiterà per un attimo di vivere un’epoca di meravigliosa transizione, che si avvia rapidamente a raggiungere la grande mèta di tutta la storia: l’unificazione di tutta l’umanità. [...] Le distanze che separano le diverse nazioni e le diverse parti della terra sono rapidamente annullate dalle conquiste moderne, e ora siamo in grado di superarle con incredibile facilità; le lingue di tutti i popoli sono note, e le conquiste di un popolo sono alla portata di tutti; il pensiero si trasmette con la rapidità e anche con la forza della luce. D'altro canto, il grande principio della divisione del lavoro, che può essere chiamato la forza motrice della civiltà, si va estendendo a tutti i rami della scienza, dell’industria e dell’arte. [...]

La conoscenza acquisita diventa subito proprietà dell’intera comunità[1]”.

Lo sviluppo intellettuale di una comunità può essere ricondotto, tra le altre cause, al progresso dell’industria, nella misura in cui quest’ultima favorisce forme di associazione e di cooperazione fondate sul reciproco sostegno tra gli individui. L’industria, da intendersi quindi come operosità, sforzo intellettivo, sviluppo delle facoltà, insieme alle scienze e alle arti costituisce uno dei principali mezzi del progresso di uno Stato. Tali attività, poiché orientano gli individui verso l’esercizio delle proprie facoltà piuttosto che verso la preparazione bellica, la quale si traduce comunemente in un improduttivo dispendio di energie e risorse, contribuiscono al mantenimento di una condizione generale di sicurezza. L’Inghilterra dell’età vittoriana rappresenta, da questo punto di vista, un significativo esempio delle potenzialità di sviluppo che una nazione può raggiungere in condizioni di pace.

The journal of psychological medicine and mental pathology del 1851 dimostra chiaramente questa idea. Supponendo che la mente consista in una serie di perfezionamenti progressivi dovuti ad una sempre maggior ampiezza del campo del conoscibile e una consequenziale crescita delle conoscenze umane, è possibile affermare che la storia politica e intellettuale degli uomini di ciascuna età si riflette in certe manifestazioni artistiche. Così, per esempio, si può dire che dallo stile Gotico traspare l’ispirazione ascensionale religiosa o che nella metope dorica si rivive l’immagine plastica della virtus epica.

“The growth of mind is extremely slow, gradual, and progressive; and the prominent circumstances which arise in the course of a nation’s or an individual’s existence [...] are not immediate effects of a sudden impulse, but the deeply-rooted results of ideas inherent and pre-existent in their germs within the very constitution of the person or the community by whom they are eventually displayed”.

La grande esposizione di Londra del 1851 si presenta allora come il tentativo pratico di raccogliere e presentare i risultati del progresso “industriale e intellettuale”, la volontà di mettere in scena un’immagine dei traguardi ottenuti dall’umanità fino a quel momento.

Un aspetto importante che essa implica è quindi l’utilità di ispirare i cittadini all’emulazione. L’opera di perfezionamento ed innovazione in tutti i campi del sapere durante il xix secolo non poteva non avere come effetto, più o meno immediato, l’emergere negli uomini di un'attitudine al progresso stesso. Per questo motivo è possibile studiare un evento come quello della mostra del 1851 da un punto di vista meramente psicologico, per rispondere cioè alla domanda “Quali sono gli effetti del progresso industriale sulla mente dell’uomo?”.

“The great duty of civilized man is to increase in knowledge and usefulness, to improve his mental faculties, by cultivating the higher attributes of his reasoning powers, and to associate into communities for mutual benefit and support [...] Intellectual advancement is the natural result of industry”.

Se lo sviluppo delle abilità dell’uomo è il primo frutto del progresso nelle scienze, lo è nella misura in cui è assicurato da una condizione di relativa stabilità e sicurezza.

“The great Exhibition is only an attempt to inculcate this lesson – the industrial energy of the people is the great safeguard of a nation, its protector against intestine commotions, its security from foreign aggression”.

Per riassumere: nella comunità civilizzata il dovere che l’uomo ha nei confronti di se stesso e dell’altro è quello di contribuire all’incremento del sapere affinché per mezzo di esso, e della funzionalità che ne deriva, le condizioni di vita di ciascuno possano migliorare, insieme alle abilità e alle facoltà razionali che permettono a loro volta, circolarmente, di avanzare nei vari campi della conoscenza; tuttavia, affinché si verifichino entrambe le condizioni, ossia lo sviluppo, per così dire, dell’uomo da una parte e delle scienze dall’altra, è necessario mantenere uno stato di pace universale, vale a dire interna ed esterna alla comunità stessa.


[1] The journal of psychological medicine and mental pathology, 1851. Discorso del Principe Consorte, il quale prese l’iniziativa della Mostra del 1851.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.