Uomini ed Api - di Salvatore Salvai

Pubblicato il 6 novembre 2026 alle ore 18:45

Mondi vicini. A volte paralleli, a volte s'incrociano.

di Salvatore Salvai

Sono giorni che si vive appesi. Come se da un momento all'altro dovesse succedere qualcosa di grande e sconosciuto. Ma cosa? E' solo una sensazione irrazionale seppur prepotente. Forse una grande guerra? Forse un nuovo temibile virus? Una crisi economica universale? Un mondo che si sbriciola?

Uno di quei momenti in cui la Storia butta le carte in aria e rovescia il tavolo. Stati d'animo di irrequieti esseri umani.

Mentre qualche pezzo grosso spara in tv che non torneremo più al mondo di prima. Non si comprende se si stratta di una promessa o di una minaccia. Nel tuo piccolo macini pensieri e cerchi logiche che riportino equilibrio interiore. E' vero che il mondo sta cambiando in fretta, ma davvero il vecchio va via e ne arriva uno migliore?

Questa intensità emozionale potrebbe esser fatale per alcuni mentre per altri è geniale e prolifica. Chi cerca ne soffre, ma cova rinascita. Come le braci sotto la cenere. Molti vagano in ordine sparso col l'unico pensiero che cambi il vento. Io cerco punti privilegiati di osservazione: il mondo biologico e spirituale delle Api.

 

 

Cofanetti di polline in arrivo

Ricordo che l'Ape è un piccolo e peloso animaletto che da sola non sopravviverebbe. Diventa Genere Apis quando si riunisce in colonie o famiglie. L'alveare è il Genere Apis. Una società di singole pelosette, laboriose lavoratrici di pollini e nettari. Animali solari.

Da qualche mese anche il mio apiario è visitato da un temibile predatore come molti altri tra Liguria, Piemonte e Toscana. D'altronde con così tanta ricchezza da loro prodotta ci si poteva aspettare l'arrivo dell'ennesimo parassita. 

Qui la prima analogia tra uomini ed Api. Malanni, Virus, Predatori, e lotte sembrano non voler mai sparire.  

Vespa Velutina.

Così anche tra gli uomini convivono soggetti che invece di sviluppare i propri  talenti rendendoli ricchezze comuni e rallegrandosene, cercano in tutti i modi di impossessarsi di quelli altrui. Manipolando ed assoggettando uomini operosi ed onesti sotto il proprio smisurato ego personale. Se non trovano una intelligente resistenza.

Oggi più che mai succede. Ma le Api che c'entrano? E c'entrano, c'entrano.

Dalla comparsa del temibile predatore asiatico, la Vespa Velutina,  anche i nostro comuni calabroni sfigurano tra gli alveari. La Velutina è cento volte più pericolosa di loro. il suo arrivo non solo è coinciso con la brutta fine di molte Api ma ha determinato nel contempo un brusco rallentamento dei raccolti di miele estivo come l'edera. Le Api infatti escono molto meno poiché impaurite ed indifese. Vengono predate infatti sia in fase di arrivo in volo prima di entrare nelle casette e sia sul predellino d'entrata, quando stazionano stanche dalla raccolta. La Velutina dispone di un volo tipo colibrì che l'aiuta a centrare gli obbiettivi voluti.

Ma dopo poco tempo è successo un movimento spontaneo ed istantaneo di tutte le Api dei diversi alveari. Hanno cominciato a stazionare in massa sul predellino per minacciare i calabroni in caccia ed accogliere con sicurezza le bottinatrici atterrate. Questo movimento è un primo ragionato approccio ed ha se non altro ridotto il danno. Le bottinatrici che invece rimangono in volo da sole hanno meno probabilità di salvarsi. 

Api in gruppo accolgono le bottinatrici.

 

Queste prime reazioni delle Api hanno permesso di limitare i danni ma il cammino da compiere è ancora lungo. Nel contempo i calabroni quando vedono famiglie cosi numerose e compatte rimangono fuori dall'arnia, per non compiere la tragica fine della mummificazione tramite propoli ed altre essenze, prima di essere espulsi. Le Api attaccherebbero infatti in massa i rari e temerari ospiti non graditi. Le famiglie deboli che non possono mostrare questa forza e compattezza comune sono invece destinate ad essere invase anche dentro l'arnia dalla Velutina rimanendone distrutte. 

Velutina immobilizzata dalle api

 

Un alveare invaso dai calabroni è una stretta al cuore. Il danno per ora è limitato alle Api in volo solitario. Ci vorrà tempo per loro per affinare nuovi sistemi biologici di lotta. Nel frattempo le aiuteremo con trappole per calabroni riducendone il numero. Confrontandomi inoltre con altri apicoltori ho avuto la conferma che tutte le famiglie di Api si stanno comportando allo stesso modo in tutti i luoghi coinvolti. Libere e solidali la loro unione fa la differenza. Così avviene tra le Api.

E tra gli uomini?

Le Api si comportano così perché la forza unitiva è scritta nel loro codice genetico. Noi uomini abbiamo invece il FASTIDIO o il PRIVILEGIO, di potere di scegliere il nostro comportamento. Ma le dimostrazioni di capacità apistica d'unione tra gli uomini sono molteplici nella Storia. E sono gloriose. L'Italia ne è un esempio. Non faremo l'elenco. Basta cercarle.

Tutto ciò ci interroga. Nelle società umane è proprio così scontato ed inevitabile che debbano esistere i meccanismi tra predatori e prede come nel mondo animale? Qualche filosofo, nonché scienziato, ha provato a sostenere che anche l'evoluzione umana è inevitabile e progredisce con la creazione di specie più forti a scapito di quelle più deboli. Ma la Storia umana spesso li ha disattesi. E chi sembrava il più debole spesso ha vinto sulla distanza. Vogliamo un esempio? I primi Cristiani. Chi l'avrebbe scommesso?

Rimane sempre la misteriosa convivenza del Bene col Male. Tra i Predatori e le Prede. Il suo motivo è fonte di ricerca da  millenni. Con qualche ipotesi di risposta e tanto mistero.

Evidentemente ci tocca prendere coscienza, con scienza, che ciò che ci eleva a uomini o che ci regredisce a subumani o transumani è la facoltà di scegliere con libero arbitrio da che parte stare. E dopo aver scelto il Bene ci possiamo permettere di essere così ingenui che tutto il Male sparirà come d'incanto? Abbiamo davvero il potere di far guerra al Male? Possiamo continuare a riservare energie per contrastare ciò che abbiamo deciso non appartenerci?

 

Nido di Velutina. Diametro mt. 0.50. Su alberi alti oltre 20 metri.

Ebbene si. Una proposta ci arriva proprio dalle Api. L'Unione fa la forza. La Solitudine fa la debolezza. Anche chi è nel giusto, da solo rimane debole e spesso indifeso di fronte al prepotente. La strada del sistema sociale delle Api è portentosa se ci crediamo. Un nuovo predatore ci troverà uniti e compatti. Tutti attori partecipi di un organismo che pensa in comune, che progetta, che reagisce e difende la propria e l'altrui LIBERTA'.

La vita ci vuole attivi. Non remissivi. Diamoci da fare come loro. Vanno ricostruiti i tessuti sociali di questo nostro mondo, le associazioni, le solidarietà umane, gli scambi vincenti, le economie virtuose per tutti. Invece le rabbiose proteste senza un profondo progetto solidaristico di appartenenza, possono tramutarsi in ulteriore solitudine e debolezza. Lì troveremo di nuovo i prepotenti, pronti all'uso della forza, che li confermerà nel loro stato violento.

Scegliamo allora  luoghi, persone, che hanno l'anelito del Bene. E creiamo forza ed alleanza. Ricostruiamo ponti, presidiamo case, campi e boschi, accendiamo fuochi con lo stesso Amore fraterno delle sorelle api.

Il Cammino sarà più sicuro ed allegro seppur sconosciuto.

Sovrano, Popolare, Libero e Solidale.

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