Essenza del fascismo come modello socio/economico - di Guido Grossi

Pubblicato il 10 febbraio 2026 alle ore 08:29

Riservato a spiriti liberi, capaci di autocritica

Se pensi che con queste Parole scritte io voglia difendere il fascismo, hai capito male. Voglio piuttosto aiutare Te, che leggi, a renderti conto di quanto tutti noi, da qualche decennio, ci siamo scivolati dentro senza rendercene conto.

Per capire, dobbiamo cercare l’essenza, oltre la superficie e la propaganda.

Pensaci bene, quindi, prima di criticarmi, ché ti do del fascista! Un’etichetta unta, appiccicosa, che sporca l’immagine di chi la riceve dinanzi all’intero immaginario collettivo ma che, come tutte le etichette, impedisce la comprensione profonda delle cose, e ci condanna a riviverle.

Ho chiesto a Google: “cos’è il fascismo, in breve”?

Ecco la risposta : “Il fascismo è stato un movimento politico nazionalista, totalitario e autoritario fondato da Benito Mussolini nel 1919, al potere dal 1922 al 1943. Basato su violenza squadrista, culto del capo, soppressione della democrazia e propaganda, ha imposto un regime dittatoriale, eliminando opposizioni e libertà civili, sostenendo l'espansionismo e l'alleanza con la Germania nazista.”

Soprassediamo sull’accuratezza e la parzialità (nel senso che qui si evidenzia una sola parte della realtà, mentre si escludono totalmente altri fatti rilevanti, pur incontestabili). Occupiamoci invece di contestualizzare. Ci sono stati due eventi socio/economici eclatanti in quegli anni, senza memoria dei quali non si capisce nulla: lo scoppio nel 1929 della bolla speculativa maturata negli anni Venti, e la seguente Grande Depressione che si è protratta per tutti gli anni Trenta, fino a che non è sfociata nella Seconda guerra mondiale (39/45).

Cos’è una bolla speculativa? Elementare, Watson: espansione del credito!

Concedi crediti facili a chi vuole investire, soprattutto in borsa, racconta a tutti che vivi nel paese del balocchi dalle magnifiche sorti e progressive. Usa i giornali e la radio per annunciare la buona novella (la TV non c’era… ne vedremo gli effetti potenti solo ai giorni nostri) e, soprattutto, fallo dire ai Governi! Democratici. Liberisti. Dalla parte dei padroni.

Naturalmente, l’idea delle magnifiche sorti e progressive deve essere supportata da qualcosa di concreto, ben visibile dal popolo che lavora (ed è oggettivamente sfruttato): è il tempo delle automobili (e del petrolio, della gomma, dell’acciaio). Un tempo che accelera ogni cosa.

Perché a un certo punto la bolla scoppia? Elementare Watson: strozza il credito!

È matematico, meccanico e, nota bene: è voluto.

Le persone che controllano il credito ne hanno dato più del necessario, affinché finisse in borsa a gonfiare il valore dei titoli e le grandi ricchezze personali per sé stessi e per gli amici degli amici (molti amici sono politici). Sono le stesse persone che, d’accordo con i Governi,  si offrono di risolvere il problema: facendo improvvisamente sparire i soldi, richiamati nelle banche.

Sì, la bolla si sgonfia, ed è un bene, ma succede qualcos’altro, non necessario, evitabile ma voluto da chi ne trae vantaggio: il credito sparisce per le operazioni speculative, ma sparisce anche per chi vuole produrre il pane.

Le banche (piccole) falliscono, e i poveri provano un senso di giustizia. Ma accade anche qualcos’altro, non necessario: le piccole banche non “falliscono” realmente, vengono semplicemente assorbite dalle grandi banche che si appropriano dei crediti che le piccole avevano verso la clientela. I debiti delle piccole banche, invece, quelli sì che svaniscono nel nulla: erano i depositi e i titoli dei clienti. Anche in questo caso i poveri possono provare un senso di giustizia: loro i depositi non li hanno, sono i ricchi ad essere puniti. Ma dimenticano un particolare: se eri uno che produceva automobili e sfruttavi i lavoratori, sei stato avvisato per tempo e ti sei salvato, sia dalla crisi di borsa che dall’esproprio dei depositi. Se producevi pane, o cose simili… beh... che ti aspetti, qualcuno deve pure pagare, o no?

Governo complice.

Banche e grossi imprenditori tessono la tela, gestiscono il credito e la grande produzione. Sono macchine che producono soldi, potere, corruzione. Ci compri i giornali, le radio, e i Governi. Che firmano leggi.

Leggi ingiuste. Non necessarie. Leggi di parte. Leggi… fasciste.

L’ho detto!

Leggi fasciste sono quelle che governi sostenuti da grossi imprenditori e finanzieri firmano per tutelare interessi a favore di grossi imprenditori e finanzieri.

Non ha fatto forse essenzialmente questo, Mussolini, durante tutto il ventennio, oltre alle tante altre cose?

Si l'ha fatto, ma non è stato il solo. E' accaduto nelle migliori famiglie, anche se nessuno collega le cose.

Poteva fare altro, Mussolini?

Come è riuscito ad andare al potere, se non con l’appoggio della finanza internazionale (anglosassone) e dei grandi imprenditori (petrolieri &C di levatura internazionale) che, insieme,  controllano la “narrazione”, il sistema informativo?

Certi debiti di riconoscenza si pagano.

E la domanda delle domande è : chi decide?

Perché poi i libri di storia, soprattutto quelli che ci propinano nelle scuole, ci dicono che Mussolini ed Hitler erano i soli cattivi che hanno voluto la guerra per personale mania di grandezza. Ma sì, non c’è dubbio che erano megalomani. Non li scelgono mica a caso! Narcisisti, megalomani, ambiziosissimi… manovrabili. Come tutte le persone di scarso equilibrio.

Chi decide che a un certo punto, dopo un decennio di Grande Depressione, durante la quale il popolo ha fatto la fame mentre certi ricchi sono diventati ricchissimi, è venuto finalmente il tempo di un rilancio?

Capisci, abbiamo fatto i soldi costruendo armamenti e finanziando la costruzione di armamenti per tutti gli anni Trenta! Più carri armati che automobili.  Evviva: è il tempo del sacrificio. Un immenso rogo che brucia l’Europa e i dintorni, più il Pacifico. Un rogo che finisce con due bombe atomiche, a guerra ormai finita. A dare il senso del potere, e del disprezzo per la vita umana. Decisione della finanza e dalle corporation che per definizione sono sopra nazionali, e controllano i Governi, quelli che si dichiarano fascisti come quelli che nascondono l’essenza del loro fascismo dietro il paravento della democrazia.

Essenza del Fascismo: accordo sostanziale fra Finanza, Corporation e Governi.

Chi ha il potere in mano? Dillo tu.

Non può essere veramente nazionalista: finanza e corporation stanno al di sopra delle Nazioni.

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Commenti

Fabrice
3 giorni fa

Paragonare l'Italia attuale con quella ai tempi del regime fascista è un nonsense dal punto di vista storico, macroeconomico e geopolitico, e il motivo è abbastanza semplice, l'Italia attuale non ha più alcuna sovranità militare, sovranità monetaria e sovranità sanitaria, insomma, l'Italia di oggi è sostanzialmente una colonia europea di Washington e a parte essere disseminata da basi NATO a comando americano, che costituiscono la gabbia militare, è anche sotto gabbia economica perché la UE e l'euro, moneta unica del tutto disfunzionale all'economia italiana, sono storicamente un progetto della CIA, fra le altre cose l'UE è un paradiso in terra delle lobby più potenti a livello occidentale, mentre l'Italia del regime fascista ha sempre conservato la piena sovranità militare, monetaria e sanitaria, insomma, è come paragonare le mele coi salami, non ha alcun minimo senso logico e razionale, ergo, da premesse totalmente errate si arriva a conclusioni errate!

Ecco invece degli spunti storici contro informativi interessanti, arrivano nel prossimo post!

Fabrice
3 giorni fa

“La terza via italiana. Storia di un modello sociale”
di Francesco Carlesi, Castelvecchi Editore, novembre 2018.

Descrizione
Tra le due guerre, la teoria corporativa – che ambiva a realizzare la collaborazione di classe in nome della potenza nazionale – e il deciso intervento dello Stato nella vita economica – attraverso istituti come l’Iri e l’Agip – furono le diverse facce dell’«insubordinazione fondante» italiana nei confronti del liberalismo e degli imperi egemoni. Il corporativismo, con tutti i suoi limiti ancora al centro del dibattito storiografico, fu il peculiare messaggio tricolore nel momento del maggior ripensamento internazionale dei modelli economici classici. Il disastro del secondo conflitto mondiale non interruppe completamente il cammino di una «terza via italiana», presente sottotraccia in esperienze significative quali l’Eni di Mattei e l’Olivetti. Negli ultimi anni, la globalizzazione e la finanziarizzazione dell’economia hanno messo in crisi la proiezione internazionale e la tenuta sociale del Paese, invitandoci a rileggere le storie di uomini come Bottai, Beneduce, Fanfani e Craxi, capaci di accompagnare l’Italia verso lo sviluppo, tra le luci e le ombre della Storia.

https://www.ibs.it/terza-via-italiana-storia-di-libro-francesco-carlesi/e/9788832821987

PS recensione nel prossimo post.

Fabrice
3 giorni fa

Recensione a cura di Francesco Guarente per L'Intellettuale Dissidente, 7 giugno 2019

https://web.archive.org/web/20191021052527if_/https://www.lintellettualedissidente.it/storia/terza-via-italia-carlesi-corporativismo/

Fabrice
2 giorni fa

Per concludere, ecco degli spunti storici contro informativi collegati molto interessanti, arrivano!

Con il suo nuovo libro “Sotto un’altra bandiera, antifascisti italiani al servizio di Churchill” (Neri Pozza 2023, euro 19,00), il Prof Eugenio Di Rienzo indaga con minuzia e acribia il preludio e poi lo scatenamento della “morte della Patria” partendo da una visuale decisamente innovativa quanto trascurata: il lavorio incessante dell’intelligence britannica, sotto la regia diretta di Winston Churchill, per destabilizzare il regime mussoliniano servendosi di alcuni oppositori, scelti tra i più accesi e spregiudicati e, dato fondamentale, allora fermamente anticomunisti.
Tra loro Emilio Lussu, Alberto Tarchiani, Aldo Garosci, Max Salvadori, Leo Valiani, tutti arruolati nelle file dello Special Operations Executive, la punta di lancia dello spionaggio di Sua Maestà. Patrioti o traditori? Per Di Rienzo — dopo aver consultato gli archivi inglesi ormai desegretati — soprattutto degli ingenui che, abbacinati dall’odio verso il fascismo e il suo capo, non videro (o non vollero vedere) le vere intenzioni di Churchill ed Eden verso la bankrupt Italy e — con l’eccezione di Salvemini e parzialmente di Valiani — non si fecero scrupoli davanti ai loro piani di importanti amputazioni territoriali (complice in primis la Jugoslavia titoista) e di pesanti requisizioni industriali.
Del resto già dall’anteguerra Londra si era convinta che per la nazione che aveva sfidato la supremazia inglese nel Mediterraneo fosse necessaria una severa lezione di realismo: l’Italia perciò mero trofeo di guerra da utilizzare come servizievole “guardiaporte” del British Empire. Un progetto geopolitico articolato quanto spietato che svelava la vera dimensione del conflitto mondiale, per Di Rienzo non una “guerra per la libertà” ma una lotta darwiniana “per il dominio, per il vantaggio economico e politico, per l’egoismo di Imperi e di Nazioni”.

Riferimento e proseguimento:


https://blog.ilgiornale.it/valle/2024/01/12/storia-i-lanzichenecchi-italiani-di-winston-churchill/

PS commento nel prossimo post

Fabrice
2 giorni fa

Commento

"Per il Prof Eugenio Di Rienzo non una “guerra per la libertà” ma una lotta darwiniana “per il dominio, per il vantaggio economico e politico, per l’egoismo di Imperi e di Nazioni”, Marco Valle, riferimento: estratto del suo articolo riportato nel precedente post







Parole da scolpire nella pietra!!

Ovviamente nessuno attualmente li vorrà mai scolpire nella pietra perchè viviamo da tabti anni in un regime orwelliano:

«Chi controlla il passato controlla il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato», George Orwell, 1984

Comunque, a titolo di cronaca e per evitare eventuali fraintendimenti, mai avuto simpatie politiche fasciste o comuniste, mentre invece ho avuto sempre molta simpatia per la ricerca della verità in campo economico e storico!

Commento finale

“Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad ‘usum delphini’, e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.” Honoré de Balzac, (1799 – 1850), scrittore francese.

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti", Eraclito

"La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso", Albert Einstein