La sintassi riveste un ruolo centrale nei diversi tipi di comunicazione, e in particolare nel linguaggio, poiché di quest’ultimo rappresenta la struttura che organizza le parole in frasi e queste in periodi, conferendo comprensibilità e permettendo risultati di coerenza o incoerenza logica; instaura relazioni di senso tra le parole che altrimenti risulterebbero successioni atomiche slegate ed inorganiche. Costituisce la struttura che organizza gli elementi in sequenze significative. Nelle lingue indo-europee essa definisce, essenzialmente e generalmente, le relazioni tra soggetto, verbo e complementi e, per mezzo di elementi linguistici intermedi e segni ausiliari, permette di articolare le proposizioni fra loro, rendendo possibile una trasmissione chiara dei significati.
La sintassi non è da intendere solo come una mera convenzione linguistica, ma uno strumento essenziale, che deriva dalla prassi dello stesso parlare (ovvero pensare) con efficacia comunicativa. È il sistema di regole del “gioco linguistico” che deriva dalla prorompente esigenza primaria della vita: comunicare. È da intendere dunque come il livello del linguaggio che trasforma un insieme di parole isolate in frasi organizzate internamente e fra loro, dotate di senso armonico nel loro stare insieme al servizio della configurazione del significato.
Le parole stanno alle note musicali come la sintassi sta alle armonie.
La lingua italiana è molto complessa dal punto di vista sintattico, ma è anche complessa da un punto di vista meta-sintattico, e in tal guisa sono degne di nota nuove espressioni gergali contemporanee, che assumono connotati squisitamente anglo-germanici, un esempio su tutti: “bella, zio!”.
Facciamo degli esempi di costruzione sintattica:
“la guerra è ingiusta, ma è necessario difendersi”
“è necessario difendersi, ma la guerra è ingiusta”
“la guerra è ingiusta perché uccide”
“la guerra uccide perché è ingiusta”
cambiando la sequenza o le congiunzioni, si modificano anche radicalmente le relazioni di senso.
Tipi di proposizione:
- Proposizioni indipendenti: hanno senso compiuto senza dipendere da altre - “Il sole è sorto”;
- Proposizioni subordinate: introdotte da congiunzioni come “perché”, “quando” o “affinché”, permettono di aggiungere informazioni e di strutturare il pensiero in maniera articolata. La subordinazione stabilisce gerarchie tra le informazioni;
- Proposizioni coordinate: collegate da congiunzioni coordinanti come “e”, “ma”, “oppure”, “dunque”, mantengono tra loro parità di livello logico;
- Proposizioni assolute: può mancare persino il soggetto, ma nel contesto conservano un senso - “massacrato un popolo, ne bombardate un altro”;
- Proposizioni interrogative/esclamative ;
Attraverso l’uso della sintassi è possibile comunicare o suscitare emozioni e suggestioni specifiche. Si noti l’uso differente della sintassi di una stessa lingua se usata per una poesia, una sentenza, un articolo scientifico o un libro di ricette.
Il rapporto tra linguaggio e sintassi è quindi molto dinamico, in quanto riflette le variazioni storiche, culturali e sociali. La sintassi, nella sua costituzione intrinseca, ha un ruolo adattivo rispetto alla funzione dei diversi registri comunicativo-linguistici.
Comprendere e applicare la sintassi significa quindi contestualizzare la propria comunicazione, in riferimento sia ai contenuti che ai destinatari.
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