Le dimissioni di Joe Kent e la risposta di Trump – di Anna Lisa Maugeri

Pubblicato il 18 marzo 2026 alle ore 16:41

Nella mattina del 17 marzo Joe Kent, direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo USA, ha rassegnato le dimissioni. La notizia è stata resa pubblica dallo stesso Kent attraverso un post sulla piattaforma X, dove ha anche dichiarato le motivazioni delle sue dimissioni.

Kent, veterano delle forze speciali e figura simbolo della visione politica "America First", ha motivato la sua scelta con parole molto forti: "Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran. L'lran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana".

La risposta del Presidente Donald Trump è arrivata durante l’incontro con la stampa per la visita del primo ministro irlandese in occasione di San Patrizio.

Trump ha commentato: "Ho sempre pensato che fosse un bravo ragazzo, ma ho anche sempre pensato che fosse debole sulla sicurezza, molto debole. Sono felice che se ne sia andato. Se qualcuno nella mia amministrazione non crede che l'Iran rappresentasse una minaccia, non vogliamo quelle persone. Non sono persone intelligenti, o non sono persone esperte."

Il Presidente ha ribadito che l'operazione militare è stata una misura necessaria per prevenire un pericolo concreto per gli Stati Uniti e i suoi alleati, lanciando un avvertimento chiaro: "Se qualcuno nella mia amministrazione non crede che l'Iran rappresentasse una minaccia, non vogliamo quelle persone. Non sono persone intelligenti, o non sono persone esperte."

A stretto giro, la portavoce Karoline Leavitt ha rilasciato una nota ufficiale per blindare la posizione dell'amministrazione e smentire categoricamente le accuse di influenze esterne: "Le affermazioni dell'ex direttore Kent riguardo a pressioni da parte di governi stranieri o gruppi di interesse sono categoricamente false e prive di fondamento. La decisione di intraprendere l'azione militare contro il regime iraniano è stata presa esclusivamente sulla base di informazioni d'intelligence verificate e nell'interesse supremo della sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Qualsiasi suggerimento contrario è una distorsione della realtà volta a minare la coesione del nostro apparato di sicurezza."

Quanto accaduto non è da sottovalutare poiché Kent era considerato uno dei massimi esperti di antiterrorismo oltre che un "fedelissimo". La domanda è d’obbligo: una rottura pubblica e con tali affermazioni potrebbe avere ripercussioni sulla stabilità interna dell'amministrazione? E, infine, influenzerà negativamente la base elettorale di Trump?

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