"Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivano un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per il contenuto del loro carattere."
Martin Luther King
Il contenuto di questo libro esprime tutti i valori che da sempre caratterizzano, o dovrebbero caratterizzare, l'essere umano, nella sua capacità di amare, di vivere in relazione fraterna con gli altri, con fiducia e ottimismo nei confronti del futuro, per quanto incerto e a tratti cupo esso possa apparire.
Martin Luther King, attraverso i sermoni racchiusi in questo testo, citando anche episodi vissuti in prima persona e ispirato da passi del Vangelo, si rivolge in maniera semplice e diretta ad una comunità di credenti che vive nell'America degli anni '60 la piaga della discriminazione razziale. Ma in realtà il suo è un messaggio moderno e universale che arriva, ancora oggi, al cuore di chiunque si lasci percorrere, senza pregiudizio, dalle sue potenti parole.
In un mondo sempre più pervaso da svariate forme di razzismo, in cui la diffidenza verso "il diverso" occupa uno spazio sempre più grande, le parole di questo grande Uomo risuonano forti e chiare al nostro cuore e ci danno la percezione che, in realtà, siamo tutti quanti parte di un unico spazio, privo di reali confini, se non quelli costruiti da noi stessi, e di un unico tempo ideale; non a caso le questioni che affliggono la società sembrano riproporsi sempre, ciclicamente, nei secoli dei secoli.
Egli coniuga abilmente il lato più religioso della sua personalità con la passione che nutre per i diritti civili e consente a tutti noi , senza distinzione di genere, cultura o religione, di sentirci chiamati a fare la nostra parte al fine di accelerare il progresso di cui la nostra società necessita... non quello tecnologico o scientifico, bensì spirituale.
Martin Luther King ci aiuta a riflettere sul fatto che i numerosi mezzi di cui disponiamo, qualora non vengano amministrati con intelligenza e cuore, possono risultare persino dannosi. Ne è una chiara dimostrazione la corsa agli armamenti da parte delle nazioni in conflitto, che rischia di portarci all'autodistruzione. Albert Einstein diceva "non so con quali armi si combatterà la Terza Guerra Mondiale, ma so che la Quarta si combatterà con le pietre e con i bastoni perché non sarà rimasto nulla". Leggendo, ci sentiamo infatti partecipi dei grandi timori manifestati dallo stesso autore, come quando ci mette in guardia sull'utilizzo delle armi nucleari, una minaccia che ancora oggi incombe sull'intera umanità. Martin Luther King non nega mai l'esistenza del male nel mondo, ma ritiene che la sua vittoria possa essere solo temporanea e apparente dal momento che, sottolinea, "il male porta in sé il seme della sua stessa distruzione". Il mondo sarà sempre governato da una forza giusta e amorevole che, alla fine, avrà la meglio, anche quando sembrerà soccombere.
Paragrafi di profonda bellezza quelli dedicati al potere della non violenza e all'Uomo, che si realizza solo se insieme agli altri, con lo sguardo rivolto al Cielo. L'uomo, la cui superiorità spirituale su qualsiasi altra creatura si esprime attraverso il primo fra i diritti: la Libertà. Di creare, di deliberare, di scegliere tra il bene e il male. Ed è soprattutto questa idea che, per Martin Luther King, rende incompatibile il cristianesimo con l'ideologia comunista la quale, con obiettivi in apparenza nobili, considerando l'uomo subordinato allo stato, toglie qualsiasi spazio ai suoi diritti individuali, a beneficio della collettività, o meglio del conformismo. Importante è, invece, non rassegnarsi mai alla posizione dominante, qualora essa susciti in noi moti di indignazione. Perché abbandonarsi ad una realtà sbagliata ed ingiusta equivale, sostanzialmente, a cooperare con essa.
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