Dal CANTAGIRO ANNI 60’ ai CHANTAVIRUS ANNI 2000 - di Salvatore Salvai

Pubblicato il 3 giugno 2026 alle ore 07:43

Erano gli anni 60’ quando il Cantagiro portava la musica ed il divertimento nelle nuove TV di zecca degli italiani. Allora il Potere Economico ci spingeva all’ottimismo, alla crescita economica ed alla prosperità italica. Un po' come i cani pastori i media generalisti spingevano le masse laddove il pascolo fosse più utile alla stagione.

Nel mondo pastorale in effetti il cane pastore è il braccio destro dell’Uomo Pastore. Il suo abbaiare, ed il fare fiero ed aggressivo sposta il gregge all’erba fresca, a poi al riparo notturno, alla mungitura, alla tosatura, ed infine alla macellazione. L’analogia con la società umana viene spontanea ma, ben analizzata, non per tutti gli aspetti. Negli uomini ci sono incoscienti aneliti e spinte cerebrali e spirituali che non sono del regno animale. Molto più ingovernabili e imprevedibili delle simpatiche pecore nere.

Oggi, o piuttosto da alcuni decenni, il Potere, chiamiamolo così per sola convenzione linguistica, ha ben definito che non desidera più quel modello di società, bensì ha coniato il nuovo slogan programmatico: “…non possederai nulla e sarai felice…”. Cosi’ dal Cantagiro siamo passati alla seriosa e minacciosa grancassa del Chantavirus. Un altro pericoloso virus portato dai topi e parente storico di quello del Pandolino di pochi lustri fa. Ma quanto è indisponente questo mondo animale! Tocca pure conviverci.

Ma chi ha passato i 60 sulle proprie schiene sa perfettamente che quei minacciosi nemici non sono stati gli unici nei decenni trascorsi. In particolare, la nostra Italia ha una vasta esperienza in merito. Come se a noi italiani fosse sempre aspettato l’ingrato compito di apripista sperimentali. Col covid ci si intimava di sfuggire alla vita per poter sfuggire al virus. Con folle applaudenti per la verità. E quei disgraziati di no vax che invece continuavano a spargere morti e contagi. Un nemico nel nemico. L’ennesimo.

E subito a ruota l’avanzata russa di Putin fino alla fontana di Trevi non lasciava tregua al pubblico dominio. Lo annunciavano gli urlatori dei media che avevano superato l’esame di deontologia giornalistica su Amazon. Veri fact checker illuminati dal Mercato. E ancora non bastava che ecco apparire  il regime terrorista degli Ayatollah, desideroso di attaccare la nostra democrazia e l’emancipazione delle nostre donne. Ma che pensare della terribile Libia di Gheddafi o della Serbia dello stragista Milosevic? Nazioni che per noi italiani rappresentavano importanti e storici vicini delle sponde del Mediterraneo. Nazioni di colpo diventate nemiche canaglie da cui difendersi attaccandole per primi. Nemici anche sparsi per il mondo come la Siria del dittatore Assad, l’Afghanistan, Hamas, Al Qaida, l’Isis. Dati tutti per sicuri partecipanti all’attacco alle Torri Gemelle. Poi scopertisi movimenti finanziati da inconsapevoli donatori occidentali.

Ma chi ha qualche ruga in più non dimentica il nemico che per anni ha sparso terrore nel Bel Paese. La tragedia di A.  Moro è ancora li. A farci sanguinare i ricordi. Un nemico ora Rosso ora Nero per non volerlo chiamare “di Stato”. Uno Stato che proprio a seguito di quegli interventi da “cane pastore” si è visto deviare il corso della propria storia, della propria economia, della propria cultura, della propria moneta, della propria Banca e della propria Democrazia.

 

Da quei ricordi, da quelle generazioni sono nati liberi pensatori, laboratori sociali, nuovi media, impensate capacità critiche di uomini e donne. Una storia che si replica. Tante altre generazioni di uomini e donne hanno scardinato nei secoli i sogni del Potere.

Una storia irripetibile ed incontrollabile: La linfa spirituale dell’Umanità. Un germe resistente non catalogabile, non ingabbiabile.

Da loro sta emergendo, ancora una volta, che quel Potere, se pur ben aggressivo, è di conseguenza effimero e fragile. La funzione stessa del Cane Pastore utilizzata dal Potente Pastore, è entrata irrimediabilmente in crisi perché svelata davanti al Mondo con tutta la sua ipocrita propaganda. Narrazioni che non reggono alla logica e che si contraddicono continuamente hanno aperto varchi di dubbio e di domande. Non più ineludibili.

Il gregge si è disperso, il cane abbaia alla luna come stupido licantropo. Ed il pastore agghindato di bugie deve coprire davanti alla Storia la sua nuda e disperata vergogna.

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