Marziani o Terrestri ? 6 - di Monica Soldano

Pubblicato il 26 luglio 2026 alle ore 18:22

Sesto episodio – La modernità e l’architettura bioclimatica in Italia

Con il sesto episodio del podcast (ideato e realizzato da Monica Soldano e da Emilio Ciardiello) il nostro racconto affronta l’architettura nella modernità.

L’architetto Sergio Los ci descrive una foto di gruppo molto significativa: nel 1928 gli architetti più noti a livello internazionale si incontrarono in un castello, in Svizzera, a La Sarraz in occasione del CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna) e lì discussero animatamente perché avevano punti di vista opposti. Un gruppo era capitanato dallo svizzero, naturalizzato francese, conosciuto con lo pseudomino di  Le Corbusier, che potremmo definire come  razionalista. Le Corbusier  vedeva nel cemento armato la sua cifra costruttiva e concepiva gli edifici come “una macchina per abitare”.  Il secondo gruppo, invece, si riconosceva  nella visione organicista del tedesco Ugo Haring.  Il confronto che ne derivò in Europa fu ampio e ricco, ma, in seguito, si preferì in qualche modo rappresentarlo sempre come conforme, sostanzialmente solo a quello di Le Corbusier.  Sergio Los si è riconosciuto con gli organicisti, regionalisti. Fu molto attratto dall’architettura organicista e ci confessò che si era iscritto all’Università, IUAV, a Venezia, per conoscere meglio i disegni di Frank Lloyd Wright, ma fu deluso dall’Università.  Lì, fin da studente e poi da assistente e collaboratore  di Carlo Scarpa, battagliò tutta la vita per porre la questione del compito dell’architettura e di quale architettura.

In questo sesto episodio la visione di Los è chiarita molto bene dall’architetta Natasha Pulitzer, moglie e compagna di una vita: per Los, la vocazione di una costruzione era quella di generarsi con le proprie risorse  ed il contesto naturale, il territorio, la geotermica, il sole e tanto altro.

Pulitzer ci dice che “L’ architettura cresceva e si costruiva sul posto e non poteva esservi portata da fuori come una macchina da parcheggiare!”. Questo concetto è illustrato con due progetti ben noti, molto significativi e realizzati negli anni '70 / '80:  la scuola materna di Crosara (Marostica), che fu premiata a livello internazionale ed il villaggio residenziale per i giovani di Sant Agata a Lana di Merano. In entrambi i progetti l’obiettivo raggiunto fu la diminuzione del  fabbisogno energetico, perché l’architettura bioclimatica praticata ed ideata da Sergio Los risolveva da sola il fabbisogno energetico! Ma Sergio Los coltivava oltre che molto studio e conoscenza in tanti ambiti diversi, anche un pensiero profondo che guidava il senso del suo fare architettura: Il comunitarismo.  Per Los e Natasha Pulitzer è l’architetto la figura  che unisce l’ approccio regionalista  bioclimatico e quello comunitarista.

Il podcast è nato per far conoscere il pensiero autentico di Sergio Los  e queste possibilità concrete di realizzarne il senso, perché, di certo è molto importante diventarne consapevoli, soprattutto in Italia e per poter avere la speranza di riaprire un dibattito ampio su tutto questo, perché l’architettura non è un disciplina o un ambito tecnico di studi, bensì un modo di concepire e costruire il mondo per la vita dei terrestri che lo abitano.  Buon ascolto!

 

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