La musica d'altri tempi si conferma un collante generazionale - di Gaia Lamanna

Pubblicato il 18 agosto 2026 alle ore 07:44

Una notte entusiasmante quella vissuta insieme a Massimo Ranieri che, in occasione del tour estivo, ha scelto di fare tappa nell'incantevole città del Palio.

-Siena, 2 agosto 2026
Numerosi ma tutt'altro che inaspettati gli apprezzamenti che hanno sommerso Massimo Ranieri, al termine del suo intenso spettacolo dal titolo "Tutti i sogni ancora in volo", frase presa in prestito da un noto brano dell'artista. L'evento è stato messo in scena nel piazzale della Libertà, all'interno della splendida cornice della Fortezza Medicea, nell'ambito della rassegna estiva Vivi Fortezza 2026.
Lo spettacolo ha acceso di magia quella che altrimenti sarebbe stata un'ordinaria domenica sera senese, grazie al timbro penetrante e inconfondibile del celebre cantante che ha risuonato per ben due ore e mezza nella suggestiva location.
Un pubblico trasversale, appartenente a qualsiasi generazione, non ha saputo rinunciare all'occasione, ormai sempre più rara, di poter ascoltare dal vivo un artista completo che si esibisce senza alcun supporto vocale, consapevole del fatto che l'autenticità e la carica emotiva avranno sempre una risonanza maggiore di qualsiasi piccola imperfezione tecnica.

Ad accompagnarlo un'orchestra di alto livello, composta da veri professionisti del mestiere, i quali hanno esaltato il talento innato del cantante, ricevuto in dote da madre natura, insieme all'incredibile passione che lascia trasparire quando si esibisce. Malgrado non sia più un ragazzino alle prime armi, egli sente ancora l'esigenza di concedersi anima e corpo al suo pubblico. Non a caso per tutta la serata si è confermato un vero "animale da palcoscenico", muovendosi a ritmo di musica con una disinvoltura invidiabile, che oggi difficilmente si osserva nei talenti emergenti.

L'artista è riuscito quasi ad ipnotizzare i presenti nella Fortezza, come fossero letteralmente sotto l'effetto di un potente incantesimo, offrendo loro un'interpretazione impeccabile di classici senza tempo, e lasciandosi a sua volta travolgere dall'abbraccio caloroso dei senesi, in uno scambio reciproco di energia. Il concerto, che in realtà è più corretto definire un vero e proprio show di intrattenimento musicale, ha un'impostazione che sotto certi aspetti ricorda i vecchi varietà televisivi. Massimo Ranieri può essere considerato senza esagerazioni uno degli ultimi artisti rimasti sulla scena italiana in grado di regalare, attraverso la sua arte, un'esperienza totalmente immersiva nell’essenza di una composizione. Questo perché non si limita a cantare con l'ausilio dello strumento vocale, ancora così riconoscibile per potenza e profondità: egli lo fa con tutto il suo corpo. Impossibile non porre l'attenzione sulla gestualità, che contribuisce a rafforzare il significato dei testi proposti. Inoltre, la spiccata espressività del suo volto, unita alla presenza scenica, sono il frutto di una lunga e prestigiosa carriera teatrale al fianco di importanti registi, tra cui il celebre Giorgio Strehler, suo grande maestro, nei confronti del quale, durante lo show, ha confessato di provare una immensa gratitudine.

Quella del viaggio è la metafora perfetta, che meglio descrive ciò che hanno vissuto i partecipanti all'evento. Un viaggio dentro all’esistenza avventurosa del cantante che, senza falsi pudori, ha condiviso riflessioni talvolta intime non rinunciando mai, da buon napoletano, a qualche battuta di spirito che ha favorito un clima ancor più disteso e familiare, di forte complicità con gli spettatori.

Ma il viaggio è proseguito toccando anche la Grande Storia, quella della musica italiana, mediante l'esecuzione di pietre miliari della canzone napoletana e di evergreen che hanno agevolato la consacrazione del cantante. Tra questi, sempre attesi con impazienza e trepidazione, meritano di essere ricordati "Rose rosse", "Erba di casa mia", "Vent'anni" e infine "Perdere l'amore", grande cavallo di battaglia che racconta in modo struggente la fine dolorosa di un legame sentimentale in età matura. Si tratta di un brano iconico, che permise a Ranieri di vincere il Festival di Sanremo nel lontano 1988 e a cui il pubblico è rimasto, da allora, particolarmente affezionato. A tal proposito, lo stesso interprete si è intrattenuto con la gente, sottolineando in maniera ironica come l'amore sia sempre stato il filo conduttore e la musa ispiratrice delle canzoni che fanno parte del suo repertorio, non per ragioni commerciali, come qualcuno potrebbe credere, ma esclusivamente sentimentali. "Io sono innamorato dell'amore" ha dichiarato con un sorriso che tradiva un certo trasporto, per poi lasciarsi andare a un'altra esternazione "e io a questa emozione non intendo proprio rinunciare, neanche alla mia età".
Nel corso dell'evento non ha nascosto di essere riconoscente alla Vita, per avergli concesso il privilegio di vivere al servizio della musica. Successivamente, un invito rivolto al pubblico, che in qualche modo evoca anche il titolo dello spettacolo: "Fate come me, non smettete mai di sognare perché, certe volte, i desideri si avverano."

Tuttavia non occorre generalizzare, l'amore non è certo l'unico tema trattato. Tra i suoi capolavori più recenti spicca un brano che nel 2022 si distinse al Festival di Sanremo, il cui titolo è "Lettera al di là del mare". La forza di tale perla risiede nell'arrangiamento struggente, esaltato dall'interpretazione teatrale, piena di pathos, di Ranieri, ma soprattutto nella tematica affrontata, che richiama l'Italia del passato e, al tempo stesso, la situazione attuale. L'argomento centrale è il dramma dei migranti costretti ad abbandonare la propria terra d'origine, ieri come oggi. È evidente il contrasto tra la comprensibile paura dell'ignoto e il coraggio, che nasce dalla speranza di una vita migliore.

Attimi altrettanto coinvolgenti quelli in cui il cantante ha condiviso una riflessione molto toccante sulla necessità di coltivare i rapporti umani, specialmente in una società come la nostra, che predilige sempre più le interazioni virtuali. Chiunque dovrebbe sentirsi chiamato a fare la differenza.

Delle calorose ovazioni hanno accompagnato la fine di ciascuna esibizione, durante la quale l'interprete ha avuto la soddisfazione, riservata a pochi eletti, di vedere l'intera platea cantare all'unisono quelle stesse parole così poetiche da lui ripetute migliaia di volte ed entrate a far parte della memoria collettiva.

Con Massimo Ranieri si osserva che classe ed eleganza possono, anzi, devono convivere con affabilità e semplicità; la competenza non toglie nulla alla capacità di improvvisazione e alla spontaneità; gli anni di esperienza, per fortuna, non sempre fanno spazio all'abitudine e non privano il bambino interiore dell'attitudine a meravigliarsi e a vivere un sogno ad occhi aperti. Finché esisterà una solida base di passione, il sacro fuoco non avrà modo di spegnersi e nessuno avrà tempo di invecchiare.

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