La medicina della Viriditas e la nuova alba del femminile
In questi ultimi anni è stata riscoperta la figura di Ildegarda di Bingen.
Lontana dall'essere una semplice monaca benedettina reclusa, attraverso la sua biografia e i suoi suggestivi scritti, si propone come una donna di intensissima qualità umana.
Guaritrice, mistica, poetessa, erborista, gemmologa, linguista, artista e compositrice - in epoca medioevale - viaggiò in tutta Europa e intrattenne relazioni politico-religiose con imperatori, pontefici e teologi, interloquendo da pari a pari con Federico Barbarossa, Filippo di Alsazia e San Bernardo di Chiaravalle, dimostrando come l'ascolto interiore e la saggezza, possano elevarsi al di sopra della pura razionalità formale.
Usò la sua autorevolezza per orientare le decisioni dei potenti, agì con fermezza e grazia, per proteggere la propria comunità e diffondere una visione cosmica integrata, evidenziando quanto la leadership di matrice femminile risieda nel contatto con una forma interiore di Verità. La sua forza non dipendeva da un esercito o da un titolo accademico, bensì dalla Lux Vivens (la Luce Vivente), la fonte di percezione interiore, da cui traeva le sue visioni.
Nata da famiglia nobile a Bermersheim, in Germania (1098–1179), a 8 anni entrò nel monastero di Disibodenberg, divenendone badessa nel 1136 e presto iniziò a trascrivere e dettare al suo segretario Volmar le sue già numerosissime visioni. Ildegarda attribuì le sue intuizioni a un'ispirazione divina, che la guidavano a dispensare consigli teologici, morali e pratici al mondo e - sebbene non avesse ricevuto un'istruzione formale - fu capace di esprimersi con grande competenza, in tantissime discipline.
I suoi scritti vennero approvati da Papa Eugenio III nel 1147 e nel 1150 fondò il monastero di Rupertsberg, vicino a Bingen.
Nel 2012 fu santificata e poi proclamata “Dottore della Chiesa Universale” da Papa Benedetto XVI, ottenendo il più alto riconoscimento cui una persona possa aspirare.
Trinità (Scivias) Miniatura tratta dal Codice di Rupertsberg (Riesencodex), che rappresenta la fonte spirituale della Viriditas
L'Ispirazione divina (Scivias) Miniatura raffigurante Ildegarda mentre riceve la visione divina sulla testa e annota i suoi pensieri, poi trascritti dallo scriba Volmar
L'alfabeto della Lingua Ignota. Immagine tratta dal manoscritto che mostra i 23 caratteri del vocabolario segreto e mistico di Santa Ildegarda
Ciò che rende Ildegarda di Bingen una figura potente nella storia è la sua carismatica poliedricità: fu non solo un'intellettuale brillante, che rifiutò ogni forma di separazione tra corpo, mente e spirito, ma un’entità elevata, di lungimirante maestrìa.
Come guaritrice, integrò l'osservazione scientifica di erbe e minerali con un’alta comprensione delle dinamiche emotive umane. Non curava solo il sintomo fisico, ma cercava di ristabilire l'equilibrio del paziente, poiché era convinta che l’origine delle malattie fosse da indagare in una disarmonia interiore. Secondo Ildegarda la malattia nasce dall’indebolimento della propria Viriditas, ovvero la “forza verdeggiante”, la stessa energia che fa germogliare una pianta, che scorre nel sangue, che sostiene la salute del corpo come la fertilità della Terra; l’essenza che Dio ha infuso anche nella natura umana. Il concetto di Viriditas è il cuore del suo pensiero ed è analogo a quello di Qi per la medicina Tradizionale Cinese, o prāṇa per la filosofia indiana, cioè l’energia vitale, il soffio.
Ogni elemento della natura ha proprietà benefiche per il corpo fisico ed emotivo dell’uomo e la medicina ildegardiana combinava tali risorse a principi spirituali elevati. Il suo, è un approccio che oggi ha trovato forma nelle “discipline olistiche”, ma che a quel tempo veniva già applicato: fitoterapia, alimentazione, cristalloterapia e canto sacro, trasformavano l'atto di guarire, in un'opera alchemica di riallineamento dell’anima.
Ildegarda lascia una cospicua produzione di testi didascalico-teologici, scientifico-fisiologici e letterari, tra cui poemi e composizioni musicali. Le sue rivelazioni sono contenute nelle opere più note, quali lo Scivias (Mimesis/Cerchio della Luna), sul cammino dell’anima, il Liber divinorum operum, sul legame micro/macrocosmo e il Liber Vitae Meritorum, sulla purificazione interiore (Mimesis/Mondadori). Tra le opere di medicina naturale è noto Cause e cure delle infermità (Sellerio), con la sua farmaco-terapia olistica.
Il libro delle creature e Physica (Carocci), è una delle più importanti opere di medicina naturale tradizionale, in cui vengono analizzate piante medicinali, erbe, pietre e minerali, pesci, uccelli, come parti di un ordine superiore e universale interconnesso.
Il Libro delle Gemme esamina le proprietà terapeutiche delle pietre e Symphonia armonie celestium revelationum è la sua raccolta di canti sacri (Gabrielli Editori).
La Lingua ignota è invece una lingua artificiale, ideata da Ildegarda ed è composta da 1.011 vocaboli. Era da lei utilizzata probabilmente per fini mistici, ma è oggi ritenuto un potente strumento di espressione teologica, spirituale e personale, in cui si riflettono le relazioni tra parola e verità, tra visione e comunicazione, tra silenzio e rivelazione, anticipando domande che ancora oggi animano il dibattito accademico e la filosofia del linguaggio.
Come saggistica contemporanea è disponibile la collana La Medicina di Santa Ildegarda del Dott. Wighard Strehlow (Edizioni punto d’incontro) e le analisi divulgative di Don Marcello Stanzione (Gribaudi), per applicare oggi la sua alimentazione con le erbe.
I rimedi a base di vino rosso occupano un posto d’onore nell’opera ildegardiana, poiché il vino caldo agisce da vettore alchemico per veicolare i principi attivi delle piante nell’organismo.
Nelle sue liriche, Ildegarda canta la forza femminile, come l’utero cosmico del creato e in una delle sue intuizioni più folgoranti, ricordava:
“C'è una forza nell'universo che non si è ancora manifestata appieno: il risveglio del femminile.”
Guardare a Ildegarda oggi non significa intonare un inno ideologico al femminismo, ma compiere un'analisi oggettiva dello sviluppo storico ed evolutivo della Coscienza collettiva. Per millenni, l'umanità è stata guidata quasi esclusivamente dall'ipertrofia del principio maschile, espresso in forza fisica, logica, analisi, separazione, razionalità, dominio, controllo e materialismo. Tale modello ha portato a enormi progressi tecnologici, ma anche all’impoverimento spirituale e alla disconnessione con la natura. Superando l'eredità in cui il potenziale creativo femminile è rimasto inascoltato, la donna contemporanea può farsi portatrice della visione elevata di Ildegarda e recuperare la sua scintilla profonda, capace di risanare uno squilibrio antico e restituire equità al dialogo tra i principi maschile e femminile. Come la badessa ci dimostra, l'espressione del femminile non richiede di conformarsi ai modelli di potere maschili, né di chiedere il permesso per esistere o manifestare la sua essenza. Chiede di radicarsi nella propria Viriditas, di fidarsi dell’intuizione, di portare nel mondo un’energia nuova e una medicina fatta di bellezza, cura, visione e saggezza integrata.
Thesaura Naturae produce e vende prodotti moderni derivanti dalle antiche ricette di Ildegarda e proposti in gocce, capsule, unguenti ed elisir di vino, composti da erbe e spezie come la galanga o la scolopendra.https://thesauranaturae.com/
Immagini: Trascorsi più di 7 secoli dalla creazione delle opere, i diritti d'autore sono decaduti e le immagini sono di pubblico dominio
Fonti: La farmacia di Santa Ildegarda - Wighard Strehlon - Edizioni punto d’incontro
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