Il colpo di coda dell'impero. La pista geopolitica e la distruzione creativa
Ricordate quando ci dicevano che il diesel era preferibile alla benzina e il suo prezzo era più basso?
C’è stato un tempo non lontano di incentivi, sia sul prezzo del carburante, sia dei motori che lo usano. Perché?
Cinque motivi pratici, molto semplici.
1° - il diesel contiene fra il 10 e il 15% più energia della stessa quantità di benzina.
2° - può essere compresso il doppio, prima di scoppiare. Richiede motori robusti, che durano di più.
Questi due primi fattori fanno si che un motore termico (a scoppio) che usa il diesel è il 25% termicamente più efficiente di un motore a benzina. Cioè: il calore prodotto dallo scoppio si trasforma in movimento meccanico con meno spreco di quanto non avvenga nel motore a benzina.
3° - è meno infiammabile e non emette grandi vapori. Questo lo rende più sicuro nel trasporto e nello stoccaggio, consentendo risparmi considerevoli nella logistica.
4° - il diesel è un lubrificante naturale: protegge il motore e le parti meccaniche. La benzina è un solvente naturale: corrode motore e parti meccaniche. Il motore diesel dura di più.
5° - più efficienza nella combustione = meno scorie inquinanti. Lo spreco termico è per definizione emissione di gas di scarico, dannatamente dannosi.
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Questi motivi sono talmente forti che tutto il trasporto pesante nel mondo utilizza solo ed esclusivamente il diesel. Camion, trattori, navi, locomotive, non si sognano di andare a benzina.
Diesel = trasporto delle merci.
Ricordalo: tutte le merci del mondo si muovono per terra e per mare usando essenzialmente il diesel.
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Allora viene da domandarsi: cosa è cambiato?
Per quale motivo i sindaci nelle città metropolitane hanno cominciato a ostracizzare le macchine diesel e l’intero mondo mediatico mainstream ha iniziato a venderci l’idea che il diesel è più sporco della benzina? Perché?
Sicuramente, almeno fino a un po’ di tempo fa, abbiamo assistito ad un sostegno indiretto alle macchine elettriche. Certo: termicamente efficienti e non inquinanti durante l’uso. Ottime per la città. Quindi incentivate, osannate, presentate come miracolose, favorite in maniera sfacciata da una legislazione forzatamente cieca di fronte ai problemi che l’intera catena di produzione di macchine elettriche produce nel mondo. Dalla devastazione ambientale necessaria a procurarsi le terre rare con cui si fanno le batterie, ai problemi di sicurezza, all’incubo dello smaltimento delle batterie stesse a fine vita, all’evidente spostamento del problema: l’elettricità necessaria a caricare le batterie come e dove viene prodotta?
Ma questa spinta, per ora, sta rientrando. Retromarcia evidente, più o meno clamorosa, sul motore elettrico.
Quello che non torna, invece, è la vera e propria guerra dichiarata agli impianti di raffinazione, che servono il trasporto merci di tutto il mondo.
(Per inciso, aggiungiamo allo scenario la guerra scatenata in due mosse al gas: Nord stream uno e due distrutti; attacchi alle pipeline in Medio Oriente)
Guerra che parte dagli USA, complici i governanti europei e Israele, sempre pronta a fare la sua parte quando si parla di idrocarburi. Con sistematicità crescente, l’Ucraina ha preso di mira gli impianti di raffinazione russi, bombardandoli. Contemporaneamente, USA e Israele bombardano gli impianti di raffinazione Iraniani. Così Iran e Houthi restituiscono missili sugli impianti di raffinazione dei paesi del golfo.
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Distruzione creativa.
Evidente.
Voluta.
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E chi ha scatenato tutto questo e continua a buttare benzina sul fuoco?
USA. Un giorno parlano di pace, e il giorno dopo partono bombe. Toro Seduto lo sapeva: li chiamava “lingua biforcuta”. I folli governanti europei (sostenuti e selezionati da oltremare), insistono a testa bassa: guerra alla Russia.
Gli Usa sono il primo esportatore di diesel nel mondo. Eppure… eppure hanno boccato le esportazioni. Costituiscono scorte (quasi esaurite nello sforzo bellico).
Prendi nota: nessuno bombarda le raffinerie Usa.
Ah, dimenticavo, il diesel in America costa quasi la metà di quanto non costi in Europa.
Durante le guerre mondiali del Novecento l’America ha contribuito pesantemente a:
- vendere materiale bellico a mezzo mondo, in cambio di oro, accumulando le più grandi riserve del pianeta;
-distruggere impianti e capacità produttiva nel resto del mondo, Europa in particolare.
Ne è uscita come potenza mondiale con capacità produttiva intatta e riserve d’oro.
Come ne uscirebbe dalla terza guerra mondiale che sta sollecitando di fatto, al di là delle dichiarazioni e delle intenzioni, spingendo gli alleati, o, meglio: le colonie europee nelle braccia mortifere della guerra fratricida alla Russia?
Guerra di missili e tecnologia, anche atomica.
Guerra economica.
Sempre andate di pari passo.
Cosa succede quando i prezzi del trasporto di tutte le merci aumentano a dismisura? Uno pensa: inflazione. Ma quella è un’altra storia. L’inflazione è la creazione forzata di montagne spropositate di moneta. A proposito, sta avvenendo negli USA, che senza quella creazione forzata di dollari da parte della FED sarebbero già falliti nel servizio del debito, sia interno che estero.
La conseguenza meccanica dell’aumento del prezzo del Diesel, invece, ed è inevitabile, è la depressione economica: si produce poco, si scambia poco, si lavora meno, mentre la vita non costa affatto di meno.
E, viste le forze ottuse scese in campo, direi: Grande Depressione.
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Distruzione creativa.
L’Impero, prima di implodere sotto gli squilibri strutturali creati nel mondo, ma anche nel suo cuore, tenta il tutto per tutto.
La Storia prova a ripetersi. Come la vivremo?
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Commenti
Spunti integrativi, arrivano!
" Per non restare a piedi. Quello che non vi dicono sull'auto elettrica e la crisi dell'automotive"
di Sergio Giraldo
L’auto del futuro è elettrica, ci viene detto. Ma da dove arriva, perché, quanti cambiamenti porta con sé e a che prezzo? È importante saperlo, perché l’automobile non è un oggetto qualsiasi: è il veicolo sul quale viaggia una buona parte della nostra libertà. Sergio Giraldo (Domodossola, 1969) attivo da venticinque anni nell’industria dell’energia, nella quale ha ricoperto ruoli di responsabilità in grandi aziende. Oggi è analista indipendente e opera sui mercati del petrolio, del gas e dell’energia elettrica.
Proseguimento:
https://www.amazon.it/restare-piedi-sullauto-elettrica-dellautomotive/dp/8897921817
Recensioni:
https://www.ilsussidiario.net/news/letture-per-non-restare-a-piedi-svelato-il-mega-imbroglio-dellauto-elettrica-e-quanto-inquina/2897338/
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https://www.iltimone.org/news/961/156722/per-non-restare-a-piedi-quello-che-non-vi-dicono-sullauto-elettrica.html
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Lho letto tutto, ne vale ogni singolo cent!!
Spunti integrativi, arrivano!
" Per non restare a piedi. Quello che non vi dicono sull'auto elettrica e la crisi dell'automotive"
di Sergio Giraldo
L’auto del futuro è elettrica, ci viene detto. Ma da dove arriva, perché, quanti cambiamenti porta con sé e a che prezzo? È importante saperlo, perché l’automobile non è un oggetto qualsiasi: è il veicolo sul quale viaggia una buona parte della nostra libertà. Sergio Giraldo (Domodossola, 1969) attivo da venticinque anni nell’industria dell’energia, nella quale ha ricoperto ruoli di responsabilità in grandi aziende. Oggi è analista indipendente e opera sui mercati del petrolio, del gas e dell’energia elettrica.
Proseguimento:
https://www.amazon.it/restare-piedi-sullauto-elettrica-dellautomotive/dp/8897921817
Recensioni:
https://www.ilsussidiario.net/news/letture-per-non-restare-a-piedi-svelato-il-mega-imbroglio-dellauto-elettrica-e-quanto-inquina/2897338/
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https://www.iltimone.org/news/961/156722/per-non-restare-a-piedi-quello-che-non-vi-dicono-sullauto-elettrica.html
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Mia recensione: l'ho letto tutto, ne vale ogni singolo cent!
Altri spunti integrativi, arrivano!
1. https://www.ilsussidiario.net/news/italia-e-germania-vs-spagna-e-francia-la-verita-sui-danni-dellauto-elettrica-che-in-europa-non-dicono/2896035/
2. https://lanuovabq.it/it/europa-2035-viaggeremo-meno-in-auto-elettriche-e-saremo-dipendenti-dalla-cina
3. Secondo il CEO di Stellantis le auto elettriche le vogliono i politici e non gli industriali
Carlos Tavares, CEO di Stellantis, in un intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato che “l’elettrificazione è una tecnologia scelta dai politici, non dall’industria” che rischia di avere pesanti ripercussioni sui consumatori.
Il top manager spiega come il passaggio all’elettrificazione non garantisce reali impatti positivi sull’ambiente.
Forse tra 15 anni sapremo i reali risultati dell’elettrificazione in termini di emissioni di gas serra. Ad oggi, continua Tavares: "un veicolo elettrico deve percorrere 70.000 chilometri prima di compensare l’impronta di CO2 creata dalla fabbricazione della batteria”.
L'estrazione dei materiali necessari alla fabbricazione delle batterie e il successivo smaltimento delle batterie hanno un costo esorbitante. Per non parlare dell'energia convenzionale spesa sia per la costruzione che per la ricarica del parco batterie.
Riferimento:
https://www.corriere.it/economia/aziende/22_gennaio_18/tavares-stellantis-la-fusione-italia-costi-produzione-piu-alti-ne-riparleremo-fine-anno-f11c13f8-786b-11ec-a8ac-96a31330ed9e.shtml
4. L’ex CEO di Toyota non crede alle auto elettriche
Toyota non crede nelle auto elettriche. Nonostante ne condivida da decenni il principio (salvaguardare l’ecosistema), la Casa delle Tre Ellissi dubita sulle sue potenzialità. A più riprese, l’amministratore delegato, Akio Toyoda, ha criticato la decisione della politica internazionale di puntare esclusivamente su di loro.
Proseguimento:
https://www.virgilio.it/motori/auto/auto-elettriche/ceo-toyota-non-crede-auto-elettriche/217813/
Un riassunto in estrema sintesi del libro :
" Per non restare a piedi. Quello che non vi dicono sull'auto elettrica e la crisi dell'automotive"
di Sergio Giraldo
eccolo arriva!!
"Il green serviva a pulire la coscienza tedesca", di Sergio Giraldo per La Verità, 17 settembre 2026
https://www.laverita.info/ambiente/il-green-serviva-a-pulire-la-coscienza-tedesca
Per unire ulteriormentei puntini!
"Dipartimento di Stato Usa: Pd e Pdl portano avanti la stessa politica", di Franco Fracassi per Popoff Quotidiano, agosto 2014
https://www.popoffquotidiano.it/2014/08/12/dipartimento-di-stato-usa-pd-e-pdl-portano-avanti-la-stessa-politica/
In particolare, il seguente passaggio dell'articolo:
"Energia: «Incoraggeremo il nuovo governo italiano a impostare come prioritaria la formulazione di una politica energetica fabbisogno energetico e la preoccupante dipendenza dalla Russia. Energia nucleare e energie rinnovabili dovrebbero fare parte del piano. L’Italia dovrebbe esercitare leadership al livello europeo, spingendo per una politica energetica che si occupi dell’estremamente preoccupante dipendenza dalla Russia (vi ricordate il tentativo del governo Berlusconi di riaprire all’energia nucleare?, ndr). Suggeriremo di usare l’influenza che promana dalla comproprietà del governo italiano in Eni per fermare la compagnia dall’essere la punta di lancia di Gazprom. Questo probabilmente richiederà una nuova leadership in Eni»."
Cioè in pratica, gia dal 2008 le oligarchie psicopatiche USA pensavano a come recidere definitivamente legami energetici fra Italia e Russia, 14 anni dopo è diventata realtà!!
Aggiornamenti!
Descalzi (Eni): "In corso guerra per il controllo dell'energia. L'Europa ha sbagliato tutto, serve nuova leadership", Europa Today, 27 ottobre 2026
L'amministratore delegato di Eni lancia l'allarme sulla nuova competizione energetica mondiale: gli Stati Uniti guadagnano potere grazie al gas, la Cina rischia di pagare la crisi del Golfo e l'Europa resta dipendente dall'estero. Ma alcuni numeri raccontano una situazione più complessa
“Si sta combattendo per chi avrà la supremazia dell'energia”. Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, descrive così la nuova competizione economica e geopolitica mondiale. Intervistato al Forum Economico Moneta, il manager individua nell'accesso alle fonti energetiche uno dei fattori decisivi per determinare quali Paesi continueranno a crescere e quali rischieranno di restare indietro.
Il suo ragionamento parte da un cambiamento fondamentale: il petrolio e il gas non sono più soltanto merci da comprare e vendere sul mercato internazionale. Sono diventati strumenti di potere, condizionati dalle guerre, dalla sicurezza delle rotte commerciali e dalle scelte dei governi.
Proseguimento:
https://europa.today.it/economia/descalzi-eni-guerra-energia-europa-nuova-leadership.html
In particolare, il seguente passaggio:
Petrolio, il costo nascosto delle petroliere
Per spiegare quanto le guerre abbiano trasformato il mercato energetico, Descalzi propone un esempio. Trasportare una nave di petrolio dal Golfo Persico a Rotterdam può comportare, secondo il manager, costi aggiuntivi di logistica, noli e assicurazione compresi tra 30 e 40 dollari al barile. "Se dal Golfo mando una nave a Rotterdam, ho un costo di logistica, assicurazioni e noli di circa 30-35, in qualche caso 40 dollari al barile. Vuol dire che se il prezzo è 70, devi metterci sopra questi 40", sostiene l'amministratore delegato di Eni.
Significa che non basta sapere quanto costa il petrolio all'origine. Bisogna calcolare anche quanto costa farlo arrivare in sicurezza alla raffineria. E le tensioni nello Stretto di Hormuz rendono questo problema particolarmente concreto. Gli attacchi al traffico marittimo e l'aumento dei rischi lungo le rotte del Golfo possono far crescere rapidamente i costi di trasporto e assicurazione delle petroliere.
"Non è tanto il volume che manca, ma è proprio tutta la parte di logistica e costi altissimi", conclude Descalzi.
Commento
“Chi controlla il cibo controlla le persone; chi controlla l’energia può controllare interi continenti; chi controlla il denaro può controllare il mondo”. Henry Kissinger
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“L’America non ha amici o nemici permanenti, solo interessi”, Henry Kissinger
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"Gli inglesi e gli americani sono ladri, banditi e pirati, e siamo orgogliosi di appartenere a questa categoria" , Mark Twain, più di cento anni fa.