Vecchi sudditi o nuovi cittadini?
Da giovani scolari studiavamo con ammirazione la storia dell’Impero Romano. Un po' orgoglio e un po' mito essi ci apparivano invincibili. Eppure sapevamo che anche quell’impero era crollato secoli e secoli fa. Come se la stessa idea d’impero ci affascinasse a prescindere. Forse gli stessi insegnanti ce lo raccontavano come narrazione mitologica. La conquista del mondo ci appariva come forza derivante dagli dei.
La storia ne aveva conosciuto di più antichi: l’Accadico, il Mongolo, il Mesopotamico, il Cinese, il Persiano, il Tartaro. E in epoche più recenti quello Spagnolo, il Britannico, l’Austroungarico etc. Un unico comune denominatore: conquistare altri popoli e comandarli. Nelle epoche più moderne l’Impero ha significato la glorificazione di potenza di molte nazioni occidentali. Italia compresa. Il Colonialismo e poi il Neo Colonialismo non erano altro che forme diverse dello stesso desiderio espansionistico imperiale.
Ad ogni caduta d’Impero è successa la nascita di uno nuovo. Proprio perché la base ideologica non era solo legata alla geo politica ma anche e soprattutto all’aspirazione del Potere di farsi dominatore degli altri popoli. I loro fallimenti storici non sono stati che la base per la nascita di quelli nuovi.
Stiamo anche oggi assistendo al tramonto del vecchio impero ed all’arrivo del nuovo? Sta effettivamente crollando l’impero globalizzatore Anglo Americano? Quello iniziato come Impero Britannico e che dopo il crollo dell’Unione Sovietica si era trasformato in unico ed universale? La fine della Globalizzazione? L’ultimo Impero?
Non è ingenuo pensare che nella stessa Globalizzazione ci fossero già i semi del suo fallimento. Come per gli altri imperi. L’enorme sviluppo della Cina e dei Paesi Brics ha di fatto smontato quel progetto dominante. Eppure sembrava invincibile più di quello romano. Oggi il dominio politico, culturale ed economico dell’Occidente non è più in grado di produrre un modello egemonico sia negli stati che nelle società. E’ un dato storico incontrovertibile nonostante le guerre e le tensioni sparse per il mondo. Generate dalla resistenza che impiega l’Impero a morire. Oggi una nazione di media importanza come l’Iran ha dimostrato di poter tener testa militarmente e politicamente agli Usa. La coesione sociale e la preparazione politica della sua leadership ha fatto la differenza oltre al suo sviluppo tecnologico, militare e civile. Da decenni infatti, mentre l’Occidente si sentiva certo del suo predominio, diversi altri paesi si attrezzavano velocemente.
E’ oltretutto conseguente che altri modelli economici e sociali possono essere pari se non superiori e più efficienti.
Realisticamente e senza illusioni occorre porsi la domanda se il nuovo crollo di un impero stia finalmente coincidendo con la ricerca di nuove forme di convivenza tra i popoli del Mondo. Possiamo quindi sperare che i vecchi modelli di conquiste imperiali possano lasciare spazio al senso comune di collaborazione, solidarietà e libero e vantaggioso scambio per tutte le nazioni? Uno scambio dove tutti vincono e non uno solo o i più ricchi?
Se dall’Oriente paiono arrivare in merito segnali positivi, nel nostro mondo occidentale alcuni fatti ed intenzioni fanno crescere il timore che la lezione non sia stata ancora compresa ed accettata. Potrebbe allora nascere un ennesimo nuovo Impero?
Rileviamo che il Progresso tecnologico, medico, digitale, insieme alla nascita di nuovi potenti elite finanziarie e corporations multinazionali, ha prodotto nei fatti la concentrazione della maggior parte della ricchezza mondiale nelle mani pochi soggetti rispetto alle masse di cittadini lavoratori. Oligarchi per qualcuno, magnati per altri. Comunque pluri miliardari.
Già dalla metà del secolo scorso e dopo la seconda guerra mondiale il progetto di questi potenti aveva mostrato alcuni aspetti che oggi vediamo con chiarezza. La svolta liberista dell’Economia e della Società aveva iniziato a togliere potere e centralità ai singoli stati. Quello italiano ne è stato un fulgido e prematuro esempio. Il nostro sviluppo ed il nostro benessere nazionale è stato svenduto insieme al patrimonio industriale pubblico a grandi gruppi di privati internazionali. Il miracolo italiano faceva gola oltre Alpi ed oltre Oceano. L’esempio stesso del progetto italiano doveva essere fermato per non rappresentare un esempio positivo per altri paesi. Nei decenni successivi la moneta, la Banca Centrale, ed il concetto solidale di Debito Pubblico è finito nelle mani di spregiudicati ed apolidi poteri finanziari. Oggi il debito italiano è i n gran parte in mano alle banche private internazionali invece che ai propri cittadini. E sale inesorabilmente. Mentre i politici e gli economisti legati a quei poteri ci definiscono corrotti spendaccioni.
Da pochi anni gli stessi progetti hanno avuto una forte accelerazione. Dapprima la Psico Pandemia e poi le guerre, l’inflazione e le crisi economiche ci hanno ulteriormente svelato gli intendimenti dei nuovi “aspiranti imperatori”. Verso quale nuovo suddito da sottomettere? Con quali strumenti? Molti indizi ci hanno dimostrato che NOI stessi siamo il nuovo orizzonte di conquista. L’Umanità come Genere. La nostra operosità, la nostra stessa libera e solidale umanità fa gola come mai prima d’ora.
Nei consessi mondiali dove questi nuovi aspiranti imperatori si riuniscono, ci viene spiegato come dovrebbe vivere umanità.
Yuval Harari ed il World Economic Forum
E quali strumenti vorrebbero utilizzare per riuscire nel loro intento? Questi li conosciamo da tempo ormai.
Il Controllo.
Grazie alla tecnologia digitale e all’Intelligenza Artificiale possono oggi accendere o spegnere la vita di una persona con un click. Senza ucciderlo materialmente. Semplicemente facendolo sparire. Sparire i suoi risparmi. Il suo conto in banca. I suoi diritti fondamentali. Il Covid è stato un primo esperimento di applicazione di massa di questa idea folle ed autoritaria. Altri potrebbero diventare la moneta digitale e l’identità digitale. Complottismo? No. Abbiamo visto e vissuto. Non solo ne hanno i mezzi tecnici. Ne hanno l’intenzione chiarissima e apertamente dichiarata. [1] [2] [3]
La Distrazione.
Sono decenni ormai che possiamo verificare di persona come i media corrotti, le tv spazzatura, i social, lo sport, il sesso, i viaggi, la moda, la musica ed altro fanno parte della distrazione da intrattenimento. Tutte proposte che se vissute col giusto equilibrio e libere da condizionamenti potrebbero diventare una occasione di crescita. Invece dagli anni 80’ tutto ciò è deventata presenza ossessiva, maniacale, invasiva delle nostre vite. Soprattutto manipolata per intrattenere e distrarre le menti dalle cose che generano consapevolezza di sé e del mondo.
Un altro genere di distrazione è la parcellizzazione delle società umane in ogni settore. Per impedire di andare a fondo dei problemi e trovare soluzioni sensate ed utili a tutti, si dividono in fazioni contrapposte i gruppi sociali, che con sempre crescente veemenza si sentono di dover sostenere una tesi contro l’altra: destra e sinistra, donne contro uomini, anziani contro giovani, genitori contro figli, scienza contro terrapiattisti, lavoratori contro imprenditori, stranieri contro nativi. Una guerra civile strisciante nella quale alla fine tutti i partecipanti perdono. Dividi et impera di romano ricordo.
I nuovi orizzonti del nuovo Impero si cominciano ad intravedere. I confini delle nazioni, le economie e i governi, le ricchezze i potenti le hanno già. Manca loro un elemento fondamentale: la libera e solidale autodeterminazione del genere umano. Forse per questo motivo si sono messi in testa che i loro futuri sudditi dovranno essere felici di esserlo diventati.
Aldous Huxley. Il Nuovo mondo. 1932
Per ottenere ciò sono disposti a modificare lo stesso DNA umano. Le terapie geniche sono appena state sdoganate sotto falso nome. [4]
Oggi il conflitto è definitivamente e chiaramente tra il basso e l’alto. Tra gli esseri umani liberi e gli aspiranti imperatori. Un conflitto sempre esistito all’interno dell’Umanità.
Coloro che desiderano così ferocemente impadronirsi e governare il senso dell’Umanità in realtà sono proprio coloro che ne sono sprovvisti e la calpestano.
Quante probabilità avranno di realizzare il loro malato pensiero? Sono davvero invincibili? Sarà davvero il fato a concederlo? Nitzsche lo definiva come un elemento ineluttabile dell’Umanità. Quasi una condanna definitiva. [5]
La questione ci riguarda sempre più da vicino. E sempre più lo sperimentiamo nelle nostre vite.
Ma è anche una occasione per tutti noi per sconfiggere storicamente, socialmente ed anche individualmente la dimensione propria dell’idea “Impero”: la supremazia di potere di un uomo su altri uomini non è un processo già scritto. E’ sempre stato invece un processo filosofico, storico, economico e politico. Infatti tutti gli Imperi sono crollati.
Se l’Umanità è ciò che ci differenzia da ogni altro essere vivente, è imprescindibile da noi stessi. Non cedibile, non prendibile, non barattabile.
E’ ora di mettere dei paletti a questi signori. Senza esitazioni.
E’ arrivato il momento di decidere se desideriamo fortemente essere dei cittadini liberi e solidali o dei vecchi sudditi manovrati ed umiliati.
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