Antiche e moderne Coscienze
Madre e figlio correvano sull’autostrada da Livorno a Cuneo. La Sardegna lasciata era un fresco ricordo. L’anziana madre ultra novantenne ne portava i segni sul volto e sulle mani. Ed ancor più in quello che interiormente aveva da insegnare su quell’isola meravigliosa.
All’altezza di Viareggio l’orizzonte si fece scuro di nuvole e di montagne lontane. La violenza della pioggia esplose in modo da rendere la visuale limitata. Nel mentre, prima i fulmini e poi tuoni fragorosi riempirono il viaggio. Scese il silenzio fra loro.
Il figlio, tecnicamente preparato, sapeva come affrontare la guida in quelle condizioni. La macchina moderna offriva ogni sicurezza. Intensità dei tergi cristalli, luci adeguata, velocità automatica, assistenza alla guida elettronica. Ma alla madre tutto ciò non interessava. Si fece solo il segno della Croce ed esclamò poche parole in sardo. Alcune incomprensibili. Ma non sfuggi al figlio l’imprecazione principale della madre: ”TRONU ALAU”, esclamò! Ed un altro segno della Croce. Ed infine: “Che il Signore ci Protegga!”.
Il figlio sorrise appena a quelle parole. Ma non troppo. Qualcosa gli sfuggiva in quelle frasi.
Arrivati alla La Spezia il temporale era già finito.
Seppur concentrato sulla guida al figlio sorsero pensieri. Tronu Alau! Cosa voleva esprimere? In realtà sapeva che si trattava di un antico modo di dire barbaricino. Il Tuono alato significava. Che arriva dal cielo ed irrompe sulla Terra inarrestabile, portentoso, severo, indecifrabile.
Il tuono. Dimostrazione, conosciuta e mai a fondo compresa, della forza misteriosa della Natura. Il fulmine lo vedi ed in qualche modo lo puoi giustificare. Una grande scarica elettrica. Ma il tuono è invisibile, non motivabile automaticamente ed arresta i pensieri.
Le parole ed i gesti della madre però indicavano altro. Bisognava chiederglielo.
Ma'
“Ma’, perché lo chiami Tronu Alau?” Chiese il figlio.
La madre rispose senza pensarci su: ”Rispetto! Ci vuole rispetto” disse. “E’ più forte di noi e vola sopra di noi”. Il figlio: “Perché il segno della Croce? Avevi paura?”. La madre: “No. Non era paura. La Croce è di tutti. Tutti dobbiamo avere rispetto.” E si. Il figlio capiva che la Croce significava non solo sviluppo verticale ma anche orizzontale. Non solo Spirito ma anche Materia. “Ma allora Ma’, perché hai esclamato che Dio ci protegga?" La madre rispose: “il Tuono è la voce di Dio. Dio è sopra tutto perché è in alto e viene dall’alto. Abbiamo tutti bisogno di protezione e solo lui può darcela.”
Pochi e profondi concetti espressi con parole povere. Rispetto, Umiltà, Fratellanza comune, Fede. Dio ed il Creato.
Alla sera arrivarono sulle Alpi cuneesi. Il viaggio era concluso.
Ma quella notte il figlio non riusciva a dormire. Ripensava a quelle parole essenziali. Sovrastanti come il tuono.
In quegli anni il Mondo viveva un periodo complicato. Guerre continue, pandemie tele guidate, dispotismi, crisi energetiche, surriscaldamento globale e tanto altro. Eppure scienziati e politici avevano promesso che con la scienza ed il progresso il mondo avrebbe trovato la via del benessere diffuso. Ed infatti nuove scoperte garantivano vaccini salvifici, intelligenze portentose, robot che avrebbero eliminato le fatiche, energie rinnovabili che non avrebbero inquinato, auto elettriche. Addirittura la scienza poteva controllare il meteo se non il clima. Poteva sembrare un paradiso terrestre. Invece avanzavano morti, malattie, guerre disastri ambientali e soprattutto molta infelicità nelle persone. Una vera contraddizione. Come poteva il progresso non generare il bene promesso?
Nella mente di quel figlio qualcosa collegava questi pensieri con le parole della madre. Qualcosa che aveva a che fare con scienza. Cum Scientia. Coscienza e Scienza. Qualcosa gli diceva che conoscere la Materia non era tutto. In scienza e coscienza era riferito alla classe medica. In realtà era un concetto molto più allargato.
Ricercando risposte trovò il discorso dello scienziato Federico Faggin all’Università di Pisa. [1]
Coscienti di sé? Delle cose, dei fatti, del mondo, della vita? Del profondo motivo per cui anche la più piccola realtà ha un significato più profondo di ciò che appare al primo sguardo.
La stessa cosa comunicava l’anziana madre. Il tuono muoveva molto più del rumore che faceva. Lei lo avvertiva senza aver studiato una pagina di libro. Non gli era mai stato possibile studiare. Eppure conosceva. Una sorta di conoscenza, di ricordi e memorie stampate nel suo Dna.
M allora questi scienziati e magnati famosi, con tv e giornali a supporto, che dipingono una vita moderna che cambierà la vita delle persone, hanno la stessa idea di scienza e coscienza? Proprio costoro mettevano la scienza davanti a tutti i dubbi, obiezioni o critiche. La scienza unica ed indiscutibile. D'altronde la Materia è Materia.
Avranno avuto i vari B. Gates, E. Musk, A. Fauci, A. Karp, J. Bezos, P. Thiel e tanti altri, l’umiltà di farsi il segno della Croce davanti alle loro invenzioni? Avranno sentito lo stesso rispetto della madre sarda verso il Tuono?
Avranno capito che ciò che inventano è solo una piccola parte della potenza del Creatore? E che Lui ha già inventato tutto mentre noi dobbiamo ancora scoprirlo? Avranno accettato umilmente che il genio e le invenzioni sono automaticamente e naturalmente proprietà di tutti gli esseri umani?
La risposta che il figlio si dette fu no. Non l’hanno pensato. Bastava vedere le condizioni del mondo e come le loro invenzioni generassero ulteriore desiderio di potere, ricchezza smisurata, ingiustizie e sofferenze per milioni di persone ed enormi vantaggi per pochi eletti.
La distanza morale, spirituale, culturale, religiosa tra quei signori e l’anziana madre era abissale.
Il figlio allora avvicinò la madre. “Sai Ma’, io so che tu conosci molto bene Federico Faggin”.
La madre: “Ma figurati, non so chi sia”.
"No, no", concluse il figlio. “Tu lo conosci molto bene. Ma soprattutto lui conosce molto bene te.”
E la baciò sulla fronte.
Tronu Alau!
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